Quante volte

di cristinadellamore

Come se non ne avessimo abbastanza di aver a che fare l’uno con l’altro, una volta alla settimana i colleghi protraggono l’orario di lavoro di un altro paio d’ore, trasferendosi in blocco nel bar in fondo alla piazza.

La scusa è l’aperitivo, la vera ragione è esorcizzare il fine settimana incombente raccontando una quantità di balle, tipo un invito per la caccia alla pernice da un nobile scozzese o per una festa in un castello della Loira; anche per questo non amo partecipare. Ogni tanto però accetto, mi seggo con loro e li lascio parlare; in fondo, anche se si tratta di tempo sottratto alla mia vita con lei, è abbastanza divertente assistere alle dinamiche di un gruppo così malamente assortito: i nerd della produzione, gli imbonitori del commerciale, i pignoli dell’amministrazione, la stagista della reception che ancora non ha deciso se questo posto le piace. E poi ci sono io, che non so bene cosa sono.

L’ultima volta prima di uscire l’ho chiamata per avvertirla che avrei fatto più tardi del solito e non sono riuscita a parlarle, il telefono era acceso ma squillava senza che rispondesse. Mi bagno solo le labbra nel bicchiere e poi scappo via, mi sono detta inviandole un messaggio, chissà cosa sta combinando, magari vuole farmi qualche sorpresa.

Occupato militarmente il bar, come sempre è partito il primo giro di spritz e di reciproche maldicenze col sorriso sulle labbra. Sembra un incontro di tennis, o meglio ancora un confuso gioco alla palla avvelenata, con allusioni e battute  che rimbalzano dall’uno all’altro. La stagista non regge l’alcol, è seduta proprio davanti a me e la sua gonna corta è salita sempre di più sulle cosce, tanto da lasciarmi vedere distintamente il ridottissimo perizoma che indossa sotto i collant trasparenti; ho distolto gli occhi vergognandomi.

E poi mi sono accorta che il posto accanto a me è rimasto vuoto, che la porta del bar è stata aperta con una certa furia, ed è arrivata lei, il casco appeso al braccio, la giacca di pelle sbottonata sulla sua felpa preferita, e sono scattata in piedi, l’ho abbracciata e baciata sulle labbra.

Adesso sì che sto bene.

Annunci