Solo per amore

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Tag: coppia

Da dietro

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina li pubblicava come digressioni: erano i momenti più intensi di intimità con la sua lei – Stella. E mi è venuto un dubbio: secondo voi di chi è la voce narrante?

Mario Siniscalchi

“Gomiti e ginocchia. E tieni giù la testa, sei solo un corpo, adesso. Più larghe le ginocchia, zitta e ferma adesso, mi servo di te e basta. Ti uso, mi piace e ti piace. Una pacca sul culo, fa un bel rumore. Un’altra, devi stare ferma, lo hai capito o no? Un’altra ancora, non smetto fin ché non resti fermi e zitta, hai una bella chiazza rossa, e adesso cominciamo. All’inizio faccio piano, non voglio danneggiare il giocattolo. E’ grosso, è duro, lo so, mi piace come ti allarghi, disciplinata e arrendevole. Lo so, stai guardando e ti piace essere a mia disposizione, potrei essere chiunque, una persona sconosciuta, chissà, se ci pensi magari ti piace di più. E tu sei solo un buco da riempire, anzi due, perché lo vedo, ti stai dilatando anche dall’altra parte. Lo vuoi anche lì, sporcacciona? Non so se te lo darò, mi piace tanto qui, sei accogliente, calda e morbida. Ecco, adesso mi fermo e sei tu che ti muovi, così, prima piano, più più veloce. No, non così, non avanti e indietro, ecco, hai capito cosa devi fare, così è più bello. No, più piano, non c’è fretta, prendi questa. Ti ho fatto male? No? Lo sapevo, e allora un’altra, proprio lì dove sei già rossa, scommetto che questa l’hai sentita. No, non parlare, tu non esisti, sei solo uno strumento. Ecco, adesso esco, ed è inutile che ti muovi, non ci sono più. Mi vuoi ancora? Devi avere pazienza, devi meritartelo, e stai zitta, non devi pregarmi. Senti? Ti ho sputato addosso, proprio lì in mezzo, ci siamo, lo so che lo vuoi anche lì, ho preso quello più piccolo e adesso me ne pento, sei capace di prendere anche quello più grosso, sarà per la prossima volta. Ferma, faccio tutto io. Sì, adesso puoi lamentarti, entra lentamente così lo senti di più, fa male? Come no, fa male sì, e adesso puoi parlare, puoi dirmi che lo vuoi, che lo fai per me, per il nostro amore”.

L’amore e il calendario

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 14 febbraio 2015. Oggi sarebbe la volta della storia su Wattpad, ma non ho voluto lasciar passare questa data senza ricordare l’amore della nostra amica Cristina e della sua lei – Stella.

Mario Siniscalchi

Lei la pensa come me, su san Valentino.

“Mi sembra assurdo riservare una giornata agli atti di tenerezza fra innamorati, se ami, ami allo stesso modo tutto l’anno”, ripete spesso.

Ma alla pressione del 14 febbraio non si può resistere: stamattina mi ha portato il caffè a letto con una rosa sul vassoio, ed io avevo nascosto sotto il materasso un braccialetto con un cuore, roba da bancarella che scimmiottava Tiffany.

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Saldi per due

by cristinadellamore

Pubblicata per la prima volta il 6 gennaio 2015, una storia dolce e gentile di intesa e complicità.

Mario Siniscalchi

Ci siamo sempre rifiutate di fare la coda fuori dai negozi delle grandi marche, in queste circostanze, ma certamente non disdegniamo un po’ di shopping a basso costo, un paio di volte l’anno.

I saldi sono cominciati davvero presto, e comunque ogni settimana, nei negozi semivuoti del viale commerciale ad un passo da casa, fioriscono offerte, sconti e promozioni. Però è bello avere un appuntamento di questo genere, quindi scarpe comode, tessera bancomat a portata di mano e via andare.

Prima tappa: biancheria. Niente di sexy, provviste di reggiseni e mutandine pratici, da utilizzare ogni giorno. “Anche due volte al giorno”, dice lei una volta al mese. Scontate del cinquanta per cento sono un affare. Lei poi ha controllato, si è fermata davanti alla vetrina dieci giorni fa ed ha scattato un paio di foto, e lo sconto, ha detto, è vero, niente scherzi tipo prezzo base rialzato.

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Cappuccino e cornetto

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina ha pubblicato questo post all’inizio del 2015, il 2 gennaio. Anche questo è un delizioso bozzetto di amore, che vi invito ad apprezzare. Purtroppo il bar di cui parla non è sopravvissuto al lockdown, ora è chiuso.

Mario Siniscalchi

No, in genere non lo facciamo, ci piace prendere la prima colazione a casa, ancora calde di sonno e profumate dei nostri odori notturni e mattutini. Ma stavolta sono stata io ad insistere, ha aperto un bar pasticceria che promette prelibatezze siciliane e lei mi ha accontentata con un sorriso quasi materno, forse ancora più bello di quelli che mi rivolge in altre circostanze: è quel sorriso che non chiede niente in cambio, di amore incondizionato, che so di non meritarmi sempre.

Freddo, umido, minaccia di pioggia. Lei ha rinunciato all’eterno tailleur e sembra un membro della Resistenza francese, lungo cappotto di cuoio nero, pantaloni scuri infilati in un paio di alti stivali stringati, il tutto completato da un baschetto rosso calato con negligenza su un occhio. Solo io so che indossa anche una camicetta di seta bianca che, mi ha promesso, toglierà non appena tornate a casa se io mi inginocchierò e le slaccerò devotamente gli anfibi.

Accanto a lei posso sembrare la parente povera: giubbotto di pile, jeans e scarponcini da lavoro, ma non importa, mi tiene per mano come fa sempre e mi sento una regina, anche oggi, lungo il viale deserto e umido in questa mattina.

Nel bar c’è luce forte, tepore e profumo di zucchero, burro e miele: cappuccino e cornetto per me, solo caffè per lei, che sorride vedendo il disegno di un cuore sulla schiuma della mia tazza. Ci accomodiamo ad un tavolino proprio mentre sulla porta si affaccia una signora non più giovanissima, che tiene al guinzaglio un cagnolino eccitato e peloso e chiede con rara educazione se può lasciarlo entrare con lei. E’ seguita da un’altra signora, più o meno della sua età, più piccola e più rotonda, e siccome sono vestite allo stesso modo, piumino d’oca, jeans e scarpe da ginnastica, si nota subito la differenza.

Lei beve il caffè in un solo sorso, come fa di solito, e mi accorgo che è interessata a questa strana coppia, che si è seduta al tavolino accanto al nostro ed ha ordinato cappuccini bollenti e ciambelle. Tra di loro parlano in inglese, a questo ci arrivo anche io, lei ascolta per un attimo e dedica subito tutta la sua attenzione a me, rivolgendomi l’altro sorriso, quello da amante, ricco di desiderio e di promesse. Mi dice anche di fare con comodo, non abbiamo fretta, c’è tutta la giornata davanti, ma non ci riesco, quando lei mi sorride e mi guarda così mi viene immediatamente voglia di abbracciarla e di fare l’amore, e quasi mi strozzo con il cornetto, quasi mi scotto col cappuccino, quasi mi metto a correre per arrivare prima possibile a casa.

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Ricominciamo

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il primo di gennaio 2015, quando cominciava per la nostra amica Cristina e la sua lei – Stella – un nuovo anno di amore e felicità coniugale.

Mario Siniscalchi

Non era un locale, ma un superattico probabilmente abusivo sui tetti di Roma, lì dove siamo andate ad attendere la mezzanotte, con un gruppetto di amiche ed amici accuratamente selezionati. Lei aveva organizzato tutto e mi ha, come sempre, colta di sorpresa, a cominciare dall’abito. Per completare il gioco, è andata a vestirsi all’altro capo dell’appartamento, ed è comparsa con un tubino rosa che la copriva il minimo indispensabile, calze velatissime e tacchi vertiginosi; ho letto nei suoi occhi che come mi piaceva il suo vestito a lei piaceva il mio e per un attimo ho desiderato restare a casa.

Lei lo ha capito benissimo, ovviamente, e ci ha messo poco a convincermi: “Ti divertirai”, mi ha detto, “staremo assieme, vicine, e ci desidereremo, adoro essere accanto a te in mezzo agli altri”.

La cena è stata raffinatissima, ma migliore ancora la compagnia. Conoscevo ovviamente qualche coppia, la mia collega con la moglie incinta, la sua ex collega (del vecchio lavoro) col nuovo fidanzato, i coniugi francesi, avvocato uno e medico l’altro, incontrati a Parigi in una precedente vita. Anche quelli che non avevo mai visto prima si sono dimostrati simpatici, gentili e di ottima conversazione; ma soprattutto c’era lei, che mi faceva sentire, semplicemente guardandomi, la regina della serata: ogni volta era come se mi dicesse: “Questa serata è dedicata a te”.

E sì, si è dimostrata poi la verità. A mezzanotte abbiamo bevuto dalla stessa coppa, ci siamo baciate e, le labbra sulle mie, mi ha augurato buon anno aggiungendo: “Quello che desideri, quest’anno lo faremo, e accidenti a tutto il resto”.

Lei mantiene sempre le sue promesse, e davvero, io manterrò la mia di amarla e onorarla e starle sempre accanto, e non mi sarà certamente faticoso.

Alla fine dell’anno

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 31 dicembre 2014. Gli auguri della nostra amica Cristina, anche a nome della sua lei – Stella.

Mario Siniscalchi

Sì, insomma, manca ancora un po’, ma come posso sottrarmi al consueto post “quest’anno è andato bene-male-così così (cancellare le ipotesi che non ricorrono) ma quello che viene sarà meglio”? Semplicemente non scrivendolo.

A mezzanotte bacerò mia moglie – e certamente non sarà un’esperienza nuova – e ci augureremo di passare un altro anno felici assieme. E poi lo vivremo e vedremo cosa ci porterà.

Auguri anche a tutti voi, naturalmente, e state attenti a quello che desiderate: potreste ottenerlo. 

Preparativi

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 30 dicembre 2014: la nostra amica Cristina ci racconta sempre storie gentili e divertenti. Sono storie d’amore, di un grande amore.

Mario Siniscalchi

Per il capodanno lei ha organizzato qualcosa, ma non so cosa. Doveva essere una sorpresa, ma ha dovuto dirmi il minimo indispensabile, tipo che ho bisogno di un vestito nuovo, e anche lei.

“Ma deve fare parte della sorpresa, quindi usciamo, ma ognuna per conto suo”, e non ha aggiunto altro, non mi ha detto se doveva essere elegante, sportivo o cosa, e mi ha lasciata lì sulla porta di cosa dopo avermi baciata: lo sa che quando mi bacia io non riesco a pensare a niente, figuriamoci farle qualche domanda.

Poca gente per strada, negozi vuoti. Faccio una prima passeggiata occhieggiando le vetrine, tanto per orientarmi. Questa è una stagione nella quale di solito non compro mai niente, aspetto i saldi, ed è un’esperienza singolare. Sono inesorabilmente attratta verso il negozio più caro, mi innamoro di un abitino nero semplicissimo e quando leggo la targhetta del prezzo è come se il mio cuore venisse spezzato: niente da fare, grazie, anche se credo che mi starebbe benissimo.

Batto in ritirata, e mi trovo davanti ad un’altra vetrina: i prezzi sono molto più abbordabili, ma non c’è nulla che mi colpisca. Sì, invece, ecco quello che cercavo; praticamente è una tuta ma meccanico, senza maniche, cade ampia attorno al vitino di vespa del manichino, fermata da una catenella e i pantaloni sembrano abbastanza aderenti da dover fare a meno di indossare le mutandine. E’ anche nera, non ho bisogno di comprare scarpe e borsetta.

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Lavori e diritti

by cristinadellamore

Pubblicato il 28 dicembre 2014 per la prima volta: la nostra amica Cristina si pone delle domande e cerca le risposte con l’aiuto della sua lei- Stella. Mai vista una coppia così affiatata.

Mario Siniscalchi

Su questa cosa dell’articolo 18 mi sono posta un po’ di domande, ho letto qualche articolo di giornale ed ho confessato di averci capito poco e niente. Allora ho chiesto a lei.

Lei ci ha pensato un po’, attorcigliando un ciuffo di capelli tra due dita come fa sempre quando pensa, prima di andare a colpo sicuro su uno dei tanti scaffali pieni di libri per tirarne fuori uno un po’ ingiallito. Il cognome in copertina era il suo, guarda un po’.

“Lo ha scritto il nonno, dovresti leggerlo ma prima facciamo due chiacchiere”. Già il titolo era imbarazzante, qualcosa come La tutela reale del posto di lavoro: imbarazzante nel senso che non avevo idea di cosa significasse. Lei si è accesa una sigaretta, mi ha fatto segno di accomodarmi sul divano, mi ha preso una mano ed ha cominciato a parlare.

E insomma, mi ha spiegato che per prima cosa qui si sta parlando di licenziamenti individuali illegittimi: sono quelli disciplinati dall’articolo 18, che si applica però solo alle aziende medie e grandi, e per questo lì dove lavoro io no. I licenziamenti illegittimi sono quelli intimati senza una buona ragione, lei ha detto prima “giusta causa o giustificato motivo”, e poi è stata più chiara e mi ha fatto qualche esempio: un dipendente che si rifiuta di fare straordinario non pagato, l’operaio che pretende il rispetto delle regole di sicurezza messe da parte per aumentare il ritmo di lavoro, la donna che si sposa.

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Marco (Dialogo quasi socratico su figli, mogli e cali di reddito)

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 27 dicembre 2014: la nostra amica Cristina ci racconta i suoi rapporti con la famiglia di lei, purtroppo ridotta ai minimi termini. E buon Natale, un altro Natale senza.

Mario Siniscalchi

Leo* si era addormentato sul mio petto e Maria Carla* era andata con lei a metterlo a letto. Ero rimasta con Marco* a dar fondo alla bottiglia di picolit; è mio cognato, ma a lei non assomiglia per niente: è più scuro di pelle, di capelli e di occhi, ha anche le labbra molto più carnose che, come mi aveva detto Maria Carla*, sapeva usare in maniera eccezionalmente delicata.

Marco: “Leo* vi adora, non potrebbe avere zie migliori di voi. E adesso Maria Carla* vorrebbe il secondo”.

Io: “Perché no? Sta bene, è giovane, e ve lo potete permettere. E a te i bambini piacciono”.

M. : “A me piace mio figlio, piace la mia donna, insomma la famiglia mi piace, e non lo avrei mai creduto”. (Fa lo stesso sorriso del figlio, mite ma sicuro, e se non fossi già sposata con lei mi inginocchierei davanti a lui per chiedergli di concedermi l’onore di fargli un pompino.)

Io (Mi do figurativamente un pizzicotto per scuotermi prima di aprire bocca): “E allora, perché no?”

M. : “E’ una cosa che non dovresti riferire a lei e a Maria Carla*: le cose non vanno proprio benissimo, in questo periodo”. (Mio cognato è alla testa di una strana e complicata costellazione di società nel campo immobiliare: fondamentalmente compra e rivende appartamenti, e ci guadagna tantissimo; lei ha una quota del 50% in queste attività, sono soldi che però non ha intenzione di toccare.)

Io: “Non mi dire che state diventando poveri”.

M. : “Certamente no. Ci hanno insegnato a spendere meno di quello che guadagniamo. Però sono un po’ preoccupato. Ti dispiace se fumo?”

Io: “Sei a casa tua, e il toscano mi piace”.

M. :”Insomma, secondo te dobbiamo farlo questo bambino?” (Accende il mezzo toscano ed io dilato le narici, è un bel profumo. Ho smesso di fumare da qualche anno, ma l’odore del fumo mi piace ancora. E quello che fa lei col fumo delle sigarette è una cosa meravigliosa.)

Io (Mi viene quasi da piangere, lo vorrei anche io un bambino, e mi piacerebbe se il donatore fosse lui, ma sarebbe in qualche modo incestuoso): “No, non puoi chiedermelo, è una cosa che dovete decidere voi due”.

M. : “Sai, te lo chiedo perché mi fido tantissimo di te. E poi ho paura che Maria Carla* la prenda male, se le dico che non è il caso”.

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Un dolcissimo natale

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 26 dicembre 2014: sempre dolcissima la nostra amica Cristina.

Mario Siniscalchi

Abbiamo avuto anche noi il nostro film di natale, lo abbiamo visto abbracciate sotto una copertina, piluccando gli avanzi del cenone della vigilia.

Era pieno di pupazzoni blu, di cavalli con un esagerato numero di zampe e di lucertoloni volanti, e in fondo era la storia di John Smith e di Pocahontas con complicazioni intergalattiche e qualche riferimento alle guerre in Iraq della famiglia Bush.

Quasi tre ore che sono volate via, non saprei dire se per merito del regista o delle carezze che ci siamo scambiate quando l’azione rallentava e partiva il messaggio, e come aveva ragione quel tycoon di Hollywood quando diceva “If you have a message, send it Western Union”.

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