Solo per amore

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Tag: coppia gay

La camicia bianca

by cristinadellamore

Non mi stancherò mai di sottolineare la complicità totale e perfetta tra la nostra amica Cristina e la sua lei – Stella. Anche questo breve post, pubblicato per la prima volta il 4 febbraio 2015, la sottolinea magistralmente.

Mario Siniscalchi

Il pacco era quasi più grosso di me, sigillato e risigillato, coperto delle etichette del corriere espresso, con il logo di uno sconosciuto sito di e-commerce.

“No”, mi ha detto lei, “non è famosissimo, ma era loro cliente papà, roba bellissima, guarda”.

Con l’aiuto di un paio di grosse forbici ha rapidamente sventrato lo scatolone ed ha portato alla luce il contenuto, camicie di cotone.

“Sono da uomo, ma non ho resistito, ricevo ancora le loro mail promozionali nella casella di papà e le ho comprate”.

Quattro camicie, due bianche e due celesti, cotone un po’ pesante, colletto con i bottoncini, cifre ricamate sotto il taschino. Le mie e le sue, due camicie a testa.

“Prova questa bianca, io mi metto quella celeste”, ed in un lampo è scivolata fuori dalla felpa vinaccia che le ho regalato e che indossa ogni volta che può. Ho avuto la visione dei suoi seni con i capezzoli deliziosamente ritti, uno spettacolo del quale non mi sazio mai e con le mani un po’ tremanti ho sbottonato il vestito indossato la mattina per andare in ufficio.

Ho sentito i suoi occhi su di me mentre lo lasciavo cadere a terra: avevo indossato la biancheria più sexy, per il piacere di sentirmela addosso tutto il giorno, ed ora ero davanti a lei con il reggiseno a balconcino, l’alto reggicalze, il perizoma e le lunghe calze con la riga, tutto in pizzo nero. Lentamente ho sbottonato la camicia, mi sono fatta aiutare a togliere gli spilli che la fissavano al cartoncino bianco ed alla carta velina, la ho indossata.

Mi andava a pennello, o almeno così mi è sembrato. Ho provato ad abbottonarla e non ci sono riuscita: certo, era all’incontrario.

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Nella norma

by cristinadellamore

Con questo post, pubblicato per la prima volta il 3 febbraio 2015, comincia il racconto del viaggio della nostra amica Cristina e della sua lei – Stella – alla ricerca di un figlio. Leggendolo, e già sapendo quello che è accaduto dopo, la mia tristezza aumenta.

Mario Siniscalchi

Il batuffolo d’ovatta, poi l’ago acuminato nella morbida pelle all’interno del gomito a cercare la vena che scorre sottopelle, il sangue rosso, scuro, denso che riempie le fialette. Lo stiamo facendo assieme, ed ho la conferma che se c’è una cosa di cui lei ha paura sono proprio gli aghi.

Cerotto, altrimenti la manica della camicia bianca di cotone si potrebbe macchiare e sarebbe un peccato, un bacio ed un caffè: da pallida che era, lei riprende colore, tanto da raccontare ancora un pezzetto della sua vita prima che ci fossi io, quella vita di cui sono gelosa.

“Mi viene da papà, credo. Anche a lui facevano paura gli aghi, e considera che ai suoi tempi, quando era un bambino, molte medicine che adesso si prendono in pillole, erano somministrate sotto forma di iniezione”.

Non ci ho mai pensato. Io sono stata una bambina sanissima, ed a maggior ragione il mio lungo ricovero in ospedale prima, in clinica poi, aveva aggiunto angoscia al dolore ed alla vergogna dell’aggressione. Per fortuna, quando sono uscita dalla clinica ho trovato lei ad aspettarmi, a porgermi una mano, ad offrirmi una spalla su cui piangere ed un letto in cui riscaldarmi al suo tepore.

Devo essere impallidita io, al ricordo, ed è lei a baciare me ed a offrirmi mezzo cornetto.

“Papà diceva sempre che grazie a questa sua paura si era tenuto alla larga dall’eroina: quando era ragazzo era una specie di malattia sociale, quasi ogni mattina leggeva sul giornale il nome di un amico o di un conoscente trovato fulminato, con l’ago ancora in vena”.

E adesso, si parla tanto di cocaina e di droghe sintetiche, ma l’eroina credo che esista sempre, magari ci si muore di meno. Mi piacerebbe informarmi, chi lo sa.

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La confessione

by cristinadellamore

Non credo ci siano commenti da fare: è semplicemente bellissimo. Pubblicato per la prima volta il 1 febbraio 2015.

Mario Siniscalchi

Avevo fatto tardi, l’ennesima inutile riunione si era prolungata in maniera assurda, poi l’autobus che non passava mai, poi il traffico, e insomma non ne potevo più, mentre aprivo la porta di casa sognavo solo un bacio da lei e poi una vasca d’acqua bollente.

Lei mi aspettava nell’ingresso, aveva addosso solo la maglietta bianca che le arriva quasi alle ginocchia e mi è subito sembrato strano, visto che era una serata fredda. L’ho abbracciata, l’ho baciata ed ho sentito le sue labbra fredde contro le mie.

Poi si è liberata dal mio abbraccio ed è elegantemente scivolata in ginocchio davanti a me. Ha appoggiato la fronte contro la mia gamba ed ha parlato a voce bassissima.

“Devo parlarti, ed è una cosa seria”, ha detto.

Sono rabbrividita, lì com’ero, con il piumino ancora addosso, la borsetta che penzolava da un braccio, gli stivaletti umidi improvvisamente diventati gelidi e troppo stretti. Come una sonnambula ho lasciato cadere la borsetta, fatto scivolare dalle spalle il piumino e mi sono accomodata sulla venerabile poltrona di pelle del bisnonno.  Lei si è di nuovo inginocchiata ai miei piedi, ha unito i polsi dietro la schiena, ha chinato il capo assumendo la posizione della sottomessa ed ha parlato.

Insomma, lì sul lavoro, c’è questo giovanissimo praticante che continua a farle la corte, mi ha detto, e oggi, dopo un lungo assedio, lei ha ceduto.

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Una bottiglia di Aglianico

by cristinadellamore

Molto probabilmente questo titolo è un omaggio a Carducci. Pubblicato per la prima volta il 31 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

Troneggiava sul piano di lavoro della nostra piccola cucina. Una sciampagnotta coperta di polvere, priva di etichetta e chiusa da un grosso tappo di plastica che una volta era stato bianco.

Anche lei era impolverata, la sua semplicissima tuta blu notte era quasi diventata bianca, e stava cercando di liberare i capelli da qualcosa che sembrava una ragnatela.

“Il prossimo fine settimana ci dedichiamo alla cantina”, mi ha detto, “non ci mettevo piede da quando sono morti mamma e papà, ma questa non volevo farla aspettare ancora”.

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Portfolio

by cristinadellamore

Ricordate il viaggio a Milano della nostra amica Cristina? Questo post, pubblicato per la prima volta il 30 gennaio 2015, racconta il seguito della storia.

Mario Siniscalchi

Mi hanno mandato una e-mail con un pesantissimo allegato, l’ho aperto ed ho trovato le fotografie delle hostess disponibili per la convention di Milano.

Erano immagini che avevo già visto proprio lassù, nella capitale morale, e già allora avevo fatto fatica a non mettermi ad urlare: tante belle ragazze, più giovani di me, con sguardi intensi, labbra semiaperte, camicette strategicamente sbottonate, gambe accavallate molto in alto. Le ho mostrate a lei e la ho vista irrigidirsi, impallidire, e poi si è alzata dalla sua poltrona preferita ed è scappata all’altro capo della casa.

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Ieri in Grecia, dopodomani in Spagna. E in Italia?

by cristinadellamore

Ancora un post in qualche modo politico: la nostra amica Cristina fa una brevissima disamina degli eventi all’inizio del 2015, anno complicato come pochi. Pubblicato per la prima volta il 29 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

D’accordo, c’è da vedere cosa combina Tzipras – ha appena cominciato, si è alleato con la destra anti euro ma ha dichiarato che dall’euro dovranno cacciarlo, se ne hanno il coraggio – ma guarda caso la Banca Centrale Europea aveva appena annunciato il suo piano di acquisto titoli e sì, la Borsa di Atene è andata a picco, ma insomma, la cosa sembra limitata e circoscritta.

Adesso abbiamo un po’ di tempo prima del prossimo appuntamento: a fine anno voteranno gli spagnoli, e lì sembra atteso un altro sconquasso elettorale: Podemos, cioè Possiamo, definita di estrema sinistra dalla cautissima stampa italiana. Anche in Spagna è stato messo mano al sistema di garanzie nei confronti dei ceti più deboli, Podemos promette di tornare indietro; la Spagna ha una buona crescita ma, come spesso accade dal 1989, sembra andare a vantaggio solo di pochi.

Quando potrà toccare all’Italia? La scadenza naturale della legislatura è ancora lontana, dipende molto da cosa accadrà durante l’elezione del Presidente della Repubblica, ma penso proprio che prima di vedere una Syriza de’ noantri dovremo attendere a lungo.

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Alla greca

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 27 gennaio 2015, è uno dei post che la nostra amica Cristina dedica all’attualità, e mi sembra interessante che il caso (se è un caso) lo presenti per la pubblicazione oggi. Io avrei aggiunto anche Fidia, Prassitele e Scopas, alla lista delle benemerenze elleniche, ma immagino volesse essere ironica, e magari citare Carlo Verdone (“Senti ‘ste olive; so’ greche!”).

Mario Siniscalchi

Olive, moussaka, foglie di vite ripiene, tzatziky, spiedini, retzina e ouzo. E poi hanno inventato la democrazia, che è proprio una parola greca.

Abbiamo appena una vaga speranza che possa capitare anche in Italia? Per il momento direi di no: tanti perdenti storici della nostra cosiddetta sinistra hanno già cercato di mettere il cappello sulla vittoria di Alexis Tzipras in Grecia, e avrebbero fatto meglio a tacere, visto quello che hanno combinato in occasione delle elezioni europee, col quorum raggiunto per grazia ricevuta ed i successivi assurdi giorni dei lunghi temperini per dividersi la piccolissima torta dei quattro seggi a Strasburgo.

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Carnem levare

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina era ovviamente la pornoinfermiera; ho qualche dubbio sul costume della sua lei – Stella: poliziotta, forse, ma forse avrebbe dovuto esserci anche un manganello. Pubblicato per la prima volta il 25 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

L’anno scorso, il martedì grasso, abbiamo avuto un successone: lei ha indossato una vestaglietta nera con grembiulino bianco e crestina, io lo smoking di suo nonno, molto vintage, quindi con i pantaloni un po’ corti sulla caviglia e la giacca a doppio petto che si fermava all’altezza della vita.Stavolta ci serve qualcosa di diverso, frugo nell’armadio, mi immergo nella vecchia cassapanca della nonna, ma non mi viene in mente niente.

Lei mi ha guardata sorridendo, mi ha seguita nelle mie ricerche ma non ha mosso un dito; solo quando mi sono arresa, stanca e sudata come se avessi corso una mezza maratona, e mi sono buttata sulla sacrosanta poltrona di pelle ha preso il suo notebook e me lo ha messo sotto il naso.

“Ti piace, amore?”, mi ha chiesto, ed io ho strizzato le palpebre per togliermi il sudore dagli occhi ed ho visto una lunga giacca blu con bottoni dorati e spalline; ci penso per un attimo, la immagino addosso a lei, magari abbinata a calze scure e scarponcini e improvvisamente mi bagno. “Sì, mi piace”, rispondo un po’ roca. “C’è anche un berretto a visiera”, ha aggiunto.

Ha fatto una pausa drammatica.

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Assolo

by cristinadellamore

Di nuovo, dopo un po’ di tempo, il turno delle “divagazioni” della nostra amica Cristina., pubblicate per la prima volta il 24 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

“E’ bello il regalino che mi hai fatto, posso provarlo subito? Sì, qui in poltrona, va bene, come vuoi, poi però dobbiamo pulire la pelle, ho paura. Sì, sono comoda, e adesso fammi capire come funziona; c’è un interruttore? No, si comanda da remoto, che bello, magari anche col telefonino, qui sotto wi-fi. Allora, connessione stabilita, dovrebbe essere acceso, si sta scaldando un po’. La forma è quella giusta, comincio appoggiandolo qui, e adesso avanti, molto piano per cominciare. E’ delicatissimo, è come quando mi accarezzi per svegliarmi, però scivola via, in effetti non è così che si deve usare. No, non voglio leggere le istruzioni, andiamo, almeno non adesso, che sei qui a guardarmi. Mi ecciti di più tu che stai lì, con un bicchiere in mano e una sigaretta tra le labbra, di questo coso. Però adesso è meglio che lo sposto, scivola troppo, e invece se lo piazzo al posto giusto sono più tranquilla. Con una mano sola, non dire niente, non fare niente, continua a guardarmi e no, non sfilarti la felpa, per favore, resta lì così. Brava, adesso è dentro e lo sento proprio bene, provo ad accelerare, posso chiudere un po’ le gambe così non rischia di scappare via; solo un poco, non voglio privarti dello spettacolo, non aver paura. E’ bello, ma quando me lo fai tu è meglio, e no, non voglio chiudere gli occhi ed immaginare, adesso abbiamo detto che il gioco è un altro. Più veloce, è ancora più bello, te lo leggo in faccia, ti piace tantissimo stare a guardarmi, e adesso rallento un po’, ho voglia di aspettare e di parlare. Sì, faremo un altro gioco, me lo metto e lo comandi tu, andiamo a fare la spesa, al cinema, in pizzeria, e tu lo fai partire quando vuoi, senza avvertirmi. No, non ti toccare, quando ho finito ci penserò io, adesso accontentati di guardare. Di nuovo più veloce, l’ho messo al massimo, sì, funziona benissimo, mi piace il tuo regalo, mi piace questo gioco, mi piaci tu. Ti chiamo, ti dico ti amo, poi più forte, lo grido, ed eccomi, amore mio”.

Tornando a casa

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina continua a raccontarci del suo viaggio di lavoro a Milano. No, in realtà ci racconta di come si è concluso, e di come ha ritrovato la sua lei – Stella. Pubblicato per la prima volta il 23 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

Non intendo paragonarmi a Jane Fonda, non c’è partita.

Ma dopo due notti da sola e due giornate piene e faticosissime, il Frecciarossa per Roma mi sembra vada anche troppo piano, il tassì mi sembra sempre bloccato nel traffico e mi dico che avrei dovuto prendere la metro, anche l’ascensore non arriva mai.

Per fortuna infilo la porta e dietro c’è lei, che mi sorride come sa, mi abbraccia e mi bacia, mi stringe forte, mi prende il trolley e praticamente lo lancia in un angolo; così ho le mani libere e posso ricambiare il suo abbraccio. Puzzo di sudore, di ferrovia, di polvere e di benzina, ho i capelli in disordine ed il trucco che cola da tutte le parti e tra le sue braccia mi sento bellissima.

E’ bellissima anche lei, ha indossato per me un leggerissimo abito da cocktail che la fascia morbidamente e mette in evidenza i suoi piccoli seni alti con i capezzoli eretti, la sua vita sottile ed i suoi fianchi snelli ed eleganti, e non si frappone tra il suo corpo ed il mio.

Abbracciate, piroettiamo fino al divanetto, mi lascio cadere trascinandola sopra di me, la stringo e lei si libera sorridendo.

“Stai buona lì, prima la doccia, poi l’aperitivo, poi la cena. Poi, se sarai brava, anche il resto”, mi intima, e così come sono, mezza seduta mezza sdraiata, comincia a spogliarmi.

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EssereDonna&Mamma

forse il segreto è non pensarci più e godermela fino in fondo

Daniele Peluso

Fotografia, scrittura, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

Viaggio dentro me

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Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato e la cosa sbagliata nel posto giusto, perché accade sempre qualcosa di interessante. Andy Warhol

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