Ricette regionali

di cristinadellamore

Lei è venuta, come sempre, a prendermi all’uscita dall’ufficio. Come sempre, l’ho abbracciata stretta, seduta dietro di lei sulla moto, e mi sono lasciata portare.

Dopo qualche minuto, mi sono accorta che aveva cambiato strada; poco male, lì dov’ero, avrei potuto restare per ore, per giorni, per mesi, per anni, con il suo corpo tra le mie braccia.

Dal diverso ritmo dei sobbalzi mi sono resa conto che stavamo dirigendoci verso le viuzze del centro, ancora più dissestate delle altre strade di Roma. Poi, con un ultimo colpo di gas, ci siamo fermate in una piazzetta purtroppo piena di automobili parcheggiate, e ha spento il motore e abbassato il cavalletto laterale della bicilindrica.

Un’insegna che parlava di Sardegna, un negozietto un po’ soffocante, una coppia di romani simpatica, e allora culurgiones, seadas, Carignano, filu ‘e ferru e pabassinas: non vi dico il totale, a peso d’oro, abbiamo ripianato anche il deficit delle compagnie di navigazione dell’Isola, mi sa.

Poi a casa, un’occhiata alle ricette su internet e via alla cena. Abbiamo cucinato e poi mangiato, e sempre lei mi ha guardata con quegli occhi resi ancora più profondi e magnetici dall’amore e dal desiderio che non manca mai di accendere anche in me.

Abbiamo svuotato la bottiglia di vino, ci siamo leccate reciprocamente le dita sporche di miele dopo aver mangiato le seadas, poi lei ha stappato la bottiglia di filu ‘e ferru e aperto la confezione di pabassinas.

“Andiamo di là”, ha detto, “mettiamoci comode”.

Sono sprofondata in poltrona e lei si è accovacciata sul pavimento, muovendosi con l’eleganza di una indossatrice.

Mi ha porto un bicchierino di acquavite e mi ha incoraggiata con un’occhiata: l’ho mandato giù d’un fiato e mi sono appoggiata alla spalliera; ho sentito le sue dita abili tra le mie gambe e ho aperto le ginocchia: adoro quando mi tocca e mi desidera.

“Chiudi gli occhi, amore”, mi ha detto, e poi ho sentito un’altro tipo di carezza.

“Apri la bocca, amore”, e mi ha poggiato sulla lingua un dolcetto.

“Non lo senti? Sa di te”.

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