Senza l’ombrello

di cristinadellamore

Lei era rimasta senza sigarette.

Aveva appallottolato il pacchetto vuoto con un gesto di stizza, mi aveva dato un fuggevole bacio sulle labbra e così com’era, canottiera e shorts, era uscita quasi di corsa, nel buio incipiente di un pomeriggio che era diventato cupo per i nuvoloni neri che si stavano addensando.

Due minuti, e le finestre avevano preso a tremare: tuoni su tuoni, poi il picchiettio della pioggia, sempre più forte ed intenso. Devo andarle incontro con l’ombrello, ho pensato, altrimenti si bagnerà.

Il tempo di mettere qualcosa addosso, oltre alla lunga maglietta che in genere indosso in casa, ed era notte, era freddo, era bagnato.

Il tempo di arrivare alla porta di casa ed ho sentito la serratura scattare e lei era lì, bagnata dalla testa ai piedi. L’ho abbracciata, mi sono bagnata anch’io ma non aveva importanza.

“Mi aiuti ad asciugarmi?”, mi ha chiesto, ed io mi sono messa a piangere. Di gioia.

Ho fatto molto di più.

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