Una ricetta rubata

di cristinadellamore

Lei mi ha portata in una trattoria tipicamente romana: carta oleata al posto delle tovaglie, tovaglioli di carta, il padrone grande e grosso che ti dà del tu e ti riempie di contumelie se non mangi abbastanza, ma la cucina è meravigliosa.

Pasta e ceci, ci siamo fatte portare, ed era una cosa meravigliosa.

Con un po’ di quelle moine che lei definisce tipicamente femminili, e cioè ciglia che sbattono, labbra che si socchiudono, seni che vengono avanti in bella  evide nza, abbiamo estorto al padrone il segreto, che condivido volentieri qui, prima  ancora di provarlo.

Per prima cosa, lunga e paziente cottura dei ceci con aglio e rosmarino: fino a che non si spappolano, e alla fine molta attenzione per non farli attaccare alla pentola; poi, aglio, olio ed un paio di filetti di acciuga, in altra pentola: quando l’acciuga è diventata una pasta, un barattolo di pelati.

Si uniscono i ceci, si aggiunge un po’ d’acqua e quando bolle si aggiunge la pasta: meglio quella mista, ovviamente. E a tavola bollente, tanto che devi soffiarci sopra.

Mi piace, questa ricetta: con i suoi tempi lunghi ci darà molte occasioni di coccolarci, intanto.

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