Il gioco

di cristinadellamore

Lei non sa truccarsi. Al massimo, un velo di lucidalabbra, come una ragazzina, e basta. E allora quando giochiamo sono io a prepararla.

Lei si spoglia, mi sorride come solo lei sa fare, e si mette comoda sullo sgabello di faggio curvato e paglia di Vienna; io prendo rossetto, rimmel, mascara, insomma tutti i parafernali della bellezza femminile, e ritocco le sopracciglia, allungo le ciglia, ombreggio le palpebre, ridisegno le labbra e d’inverno le regalo anche un po’ d’abbronzatura, ma senza esagerare, adoro il suo drammatico pallore.

Alla fine lei si guarda nel grande specchio e mi dice: “Mi hai fatta bella, degna di te”.

A quel punto tutta la mia fatica, quasi un’ora di lavoro, è destinata a rovinarsi in un minuto.

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