NERO (Una storia suggerita da lei, completamente di fantasia) – Nona parte

di cristinadellamore

La cameriera, sotto di me, non dà segni di stanchezza, il balordo apprezza le mie coccole, e finalmente mi prende per i capelli e mi allontana. Meglio così. Adesso dovrei aspettare che si infili dentro la cameriera e mettermi alle sue spalle per accarezzargli la schiena con le tette e le palle con le mani, ma ho bisogno di sessanta secondi scarsi e me li prendo per recuperare finalmente il preservativo. Incrocio lo sguardo e la strizzata d’occhio della cameriera mentre lo infilo gentilmente su quel cazzo che ha reagito benissimo alle mie coccole, tanto che guardo, un po’ preoccupata, tra le gambe spalancate della cameriera, temendo che non sia pronta e di non averla leccata abbastanza.

Paura inutile: la cameriera continua a fissarmi negli occhi ed inghiotte quello che deve inghiottire senza fare una piega. Anzi, si muove come si deve, accompagnando le spinte del balordo, contemporaneamente le ammortizza e le amplifica. Io sono dietro di lui e faccio il mio dovere ed anche qualcosa di più, spingo a mia volta in controtempo. Voglio farlo sbrigare, ma accidenti se questo sa controllarsi molto bene. Mi piacerebbe farlo smettere usando una delle mie lame, ma non è ancora il momento, devo aspettare il rilassamento e le chiacchiere del dopo.

Viene il mio turno. Mi metto a quattro zampe sul tappeto che mi graffia un po’ le ginocchia, il balordo si sistema meglio e mi prende con un colpo solo, tanto forte da farmi sobbalzare. Mi appoggio sul gomito sinistro e protendo gentilmente il braccio destro fino a carezzargli le palle, ancora, e mi prendo uno sculaccione. Niente di che, mi aveva avvertita. So che la cameriera ha preso il mio posto dietro di lui, e sento il continuo sussurro della voce di lei. Come previsto, gli sta dicendo una serie di oscenità, lo sta incitando a spingere più forte, a farmi male, a farmi urlare; capisco che gli ha ficcato anche un dito nel culo perché lo sento improvvisamente ancora più duro dentro di me, e lo sento spingere con maggior potenza. È un maschio, in conclusione, che in altre circostanze mi sarei portata a letto anche gratis, e mi sarei divertita, ma a quattr’occhi; sono una ragazza semplice, io, e queste cose a tre le faccio solo per lavoro.

Dopo un altro sculaccione che accompagna una spinta ancora più decisa, tanto da strapparmi un piccolo lamento più realistico dei gemiti per i quali ha pagato, si ferma e molto lentamente esce da me; un attimo dopo la cameriera mi raggiunge, si mette a quattro zampe al mio fianco e mi porge le labbra. Ci baciamo prima di passare alla parte che mi piace di meno e che un po’ mi preoccupa, ma insomma, il balordo ha pagato e dobbiamo accontentarlo.

Sia chiaro, baciare la cameriera mi piace, dal momento che ha un ottimo sapore ed una lingua agile, anche se per una cosa del genere avrei preferito la mia poltrona di pelle rossa comprata da un rigattiere e fatta restaurare invece di questo tappeto, ruvido e di pessimo gusto, così come avrei preferito fare a meno del pubblico; quello che mi preoccupa è che il balordo deve aver visto qualche pornazzo di troppo e vuole sculacciarci mentre ci baciamo, prima del gran finale. Stringo metaforicamente i denti e mi preparo, ma il primo colpo se lo prende la cameriera: un rumore soddisfacente della mano contro la carne, la cameriera che sussulta e stacca le labbra dalle mie. Solo per un attimo, poi con ammirevole professionalità riprende il bacio.

È il mio turno, rilasso i muscoli e sento il colpo. È diverso dalle pacche che mi ha dato mentre mi prendeva, con questa voleva proprio farmi male. Immagino il segno rosso sulla pelle, penso alla lingua della cameriera, ora al lavoro nella mia bocca, che ne segue i contorni e mi sento meglio. Il balordo ci ha chiesto di lamentarci, ma non subito e non troppo forte, almeno all’inizio. Ha pagato, obbediamo; non solo, troviamo anche il ritmo giusto: la cameriera mi bacia quando è il mio turno di prenderle, e quando tocca a lei io ricambio. Sempre con un po’ di paura, metti che il balordo picchia più forte e magari finiamo per morderci, ma la paura aggiunge un po’ di pepe al sapore che sento quando bacio la cameriera, e ci sta davvero bene.

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