Stagioni

di cristinadellamore

La commessa con la coda di cavallo è immersa in un mucchio di mandarini: sta togliendo di mezzo quelli rovinati. Noi abbiamo fatto tutto il giro del settore ortofrutta del piccolo supermercato dai grandi prezzi, dopo aver visitato anche quello più grande, più economico ed un po’ più lontano.

E no, la zucca non c’è, non è più il momento, ce lo conferma gentilmente, ci spiega che quella che si trova ormai è spugnosa ed è meglio evitare. Peccato, oggi volevamo fare un risotto arancione, in questo sabato con sole e nuvole e si alternano, vento ed aria calda, ed io mi sono vestita troppo pesante; lo rimpiango perché lei mi ha gentilmente posato una mano sul culo ed io vorrei aver indossato pantaloni più leggeri, o meglio ancora una gonna ampia, da alzare per lasciarle la strada aperta e sentirla di più.

La ragazza quasi si scusa e ci suggerisce i carciofi che vende sotto vuoto e già puliti, ma un euro l’uno è davvero troppo. Soggiogata dagli occhi di lei, indica anche un cavolo dallo strano colore violaceo, scusandosi per non averlo pulito, e poi i peperoni rossi e verdi, bellissimi a vedersi.

Ma lei fa un passo di lato e punta una specie di alieno, bianco e rosso, con dei tentacoli che sembrano il risultato di un esperimento di Maria Skłodowska. Un’occhiata al cartellino: radicchio tardivo, e costa il triplo del radicchio normale, lì accanto, dall’aspetto molto più composto. Lo prendiamo, naturalmente.

Ed ecco la ricetta, in versione dietetica (lei mi ha promesso che faremo, prima o poi, anche quella più ricca).

Un cucchiaio di olio, uno scalogno a pezzettini che sfrigola, e intanto tocca a me fare a pezzi lo xenoformo; non mi dispiace, ho tolto i pantaloni di cotone invernale e le mutandine e sento benissimo le sue carezze mentre manovro il coltello.

In pentola il radicchio, coperto d’acqua e con l’aggiunta di due cucchiaini di dialbrodo, e dieci minuti dal momento in cui l’acqua bolle. Intanto lei ha misurato una porzione abbondante di vialone nano e lo versa in pentola, aggiunge acqua ed un po’ di concentrato di pomodoro (“Solo per  e se non fosse per il pomodoro il colore”), riporta a bollore e abbassa di nuovo la fiamma.

“Purtroppo va fatto all’onda”, dichiara impugnando il lungo cucchiaio da legno e cominciando a rimestare, “altrimenti con così poco condimento si attacca”. Poco male, lei ha tenuto i jeans ma sono sottili ed elegantemente consumati, la accarezzo e sento il suo calore.

Diciotto minuti, alla fine aggiungiamo un cucchiaio d’acqua e spegniamo il fuoco, e intanto sono riuscita a sbottonarle i pantaloni ma non ad abbassarle la chiusura lampo.

Il riso assorbe l’ultimo goccio d’acqua, il radicchio si è consumato e se non fosse per il pomodoro il tutto avrebbe un poco invitante colore grigiastro, invece è di un rosa molto femminile. Non me ne sono accorta ma lei ha anche stappato una bottiglia di Valpolicella.

“Non più di un bicchiere a testa”, e mi bacia. Sono già ubriaca.

 

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