Giallo carbone

di cristinadellamore

“Li usiamo sempre e ancora mi meraviglio dei coltelli di papà”. Lei sta tagliando a dadini la pancetta affumicata con uno degli affilati coltelli dal manico nero che uso sempre con molta attenzione. “Papà li aveva comprati appena sposato, sai che ci sono addirittura andata, in quel negozio per comprarne altri ma il negozio, anche se esiste ancora, adesso ha cambiato genere e vende solo giocattoli”.

La frusta l’abbiamo comprata assieme, vicino casa. La sto usando con attenzione per sbattere i rossi d’uovo incorporandovi il pecorino romano ed il pepe nero.

“Aggiungi il pecorino un po’ per volta, deve diventare una crema, mi raccomando”. Facile a dirsi, lei può farlo ad occhi chiusi, immagino; alza gli occhi dal tagliere e mi dedica un sorriso più che incoraggiante. Mi basta per continuare la mia fatica, mentre bolle l’acqua nel pentolone: non l’abbiamo neanche salata.

“E’ già abbastanza saporita così, secondo me. Oggi rigatoni, anzi elicoidali, un po’ più piccoli. La prima volta che l’ho preparata, sotto la guida di mamma, abbiamo fatto i bucatini, ma ormai è consolidato l’uso della pasta corta”.

Mi sembra di essere arrivata alla fine della mia fatica: vorrei chiedere conferma a lei, ma mi volge le spalle: sta mettendo sul fuoco una padellina con un po’ d’olio.

“Descrivimela”, mi chiede. E’ una pappetta giallastra, molto poco invitante.

L’olio scoppietta, la padella non era perfettamente asciutta, ci vuole una lavastoviglie nuova, è nella lista degli acquisti.

“Aggiungi un po’ di pecorino ed un uovo intero, ci siamo quasi”. E in effetti avviene il miracolo, ora è più densa ed ha preso un colore quasi solare.

“Ancora cinque minuti”. Lei abbassa la fiamma sotto il padellino con l’olio e ci rovescia la pancetta a dadini facendo un passo indietro: l’olio sfrigola, la pancetta comincia ad abbrustolirsi. “Deve restare morbida, non deve bruciare”, mi spiega, e spegne addirittura il gas.

Mi distraggo per un attimo, lei è sempre di spalle ed io ammiro la curva dei suoi fianchi sotto il cotone della maglietta, e subito ci siamo: lei scola la pasta e la versa nella zuppiera che le porgo devotamente, aggiunge l’olio bollente con la pancetta e mescola in fretta.

Una carbonara meravigliosa, in sua compagnia.

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