Solo per amore

La vita, l'universo e tutto quanto

Tag: sesso selvaggio

Fetish

by cristinadellamore

Non ci sono commenti da fare. Pubblicato per la rima volta il 6 febbraio 2015.

Mario Siniscalchi

“Mi hai lasciata qui aperta e fradicia, dove sei finita? Eccoti finalmente; che belli quegli stivali, sono nuovi? Non te li avevo mai visti, ti stanno benissimo, così neri e lucidi sulla tua pelle bianca. Bello anche il frustino, nuovo anche quello, vero? E’ proprio di pelle intrecciata, deve essere carissimo. Non hai bisogno di darmi ordini, mi inginocchio e abbasso la testa, tiro fuori la lingua e comincio a leccare. Parto dalla suola, come si deve. Grazie, Padrona, brucia un po’ la frustata sul culo, ho capito, vuoi che inghiotta il tacco a spillo, fino in fondo, così. Grazie, Padrona. No, non ho capito, allora vuoi che stia ferma ed attenda ordini. Così, gomiti e ginocchia, il culo più in alto della testa. Lo so che ti piace il mio culo, sento che lo accarezzi e cerco di non tremare, so che devo restare immobile.
Grazie, Padrona, sì, mi sono mossa e non dovevo, ma sotto le tue mani non riesco proprio a comportarmi bene. Grazie, Padrona, ma se continui così mi fai venire qui ed ora, e non posso e non devo. Oddìo, mi manca il respiro, che bello il tacco dello stivale nel culo, più a fondo, ti prego. Grazie, Padrona, sì, ho capito, faccia a terra, mi allargo con le mani, così per te è più comodo. Anche se ti sento di meno mi piace ancora di più, sono tutta tua, non ne puoi dubitare. E sì, me lo hai ordinato ed eccomi, vengo per te, Padrona, così come sto, grazie, Padrona, grazie, amore mio”.

La camicia bianca

by cristinadellamore

Non mi stancherò mai di sottolineare la complicità totale e perfetta tra la nostra amica Cristina e la sua lei – Stella. Anche questo breve post, pubblicato per la prima volta il 4 febbraio 2015, la sottolinea magistralmente.

Mario Siniscalchi

Il pacco era quasi più grosso di me, sigillato e risigillato, coperto delle etichette del corriere espresso, con il logo di uno sconosciuto sito di e-commerce.

“No”, mi ha detto lei, “non è famosissimo, ma era loro cliente papà, roba bellissima, guarda”.

Con l’aiuto di un paio di grosse forbici ha rapidamente sventrato lo scatolone ed ha portato alla luce il contenuto, camicie di cotone.

“Sono da uomo, ma non ho resistito, ricevo ancora le loro mail promozionali nella casella di papà e le ho comprate”.

Quattro camicie, due bianche e due celesti, cotone un po’ pesante, colletto con i bottoncini, cifre ricamate sotto il taschino. Le mie e le sue, due camicie a testa.

“Prova questa bianca, io mi metto quella celeste”, ed in un lampo è scivolata fuori dalla felpa vinaccia che le ho regalato e che indossa ogni volta che può. Ho avuto la visione dei suoi seni con i capezzoli deliziosamente ritti, uno spettacolo del quale non mi sazio mai e con le mani un po’ tremanti ho sbottonato il vestito indossato la mattina per andare in ufficio.

Ho sentito i suoi occhi su di me mentre lo lasciavo cadere a terra: avevo indossato la biancheria più sexy, per il piacere di sentirmela addosso tutto il giorno, ed ora ero davanti a lei con il reggiseno a balconcino, l’alto reggicalze, il perizoma e le lunghe calze con la riga, tutto in pizzo nero. Lentamente ho sbottonato la camicia, mi sono fatta aiutare a togliere gli spilli che la fissavano al cartoncino bianco ed alla carta velina, la ho indossata.

Mi andava a pennello, o almeno così mi è sembrato. Ho provato ad abbottonarla e non ci sono riuscita: certo, era all’incontrario.

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Assolo

by cristinadellamore

Di nuovo, dopo un po’ di tempo, il turno delle “divagazioni” della nostra amica Cristina., pubblicate per la prima volta il 24 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

“E’ bello il regalino che mi hai fatto, posso provarlo subito? Sì, qui in poltrona, va bene, come vuoi, poi però dobbiamo pulire la pelle, ho paura. Sì, sono comoda, e adesso fammi capire come funziona; c’è un interruttore? No, si comanda da remoto, che bello, magari anche col telefonino, qui sotto wi-fi. Allora, connessione stabilita, dovrebbe essere acceso, si sta scaldando un po’. La forma è quella giusta, comincio appoggiandolo qui, e adesso avanti, molto piano per cominciare. E’ delicatissimo, è come quando mi accarezzi per svegliarmi, però scivola via, in effetti non è così che si deve usare. No, non voglio leggere le istruzioni, andiamo, almeno non adesso, che sei qui a guardarmi. Mi ecciti di più tu che stai lì, con un bicchiere in mano e una sigaretta tra le labbra, di questo coso. Però adesso è meglio che lo sposto, scivola troppo, e invece se lo piazzo al posto giusto sono più tranquilla. Con una mano sola, non dire niente, non fare niente, continua a guardarmi e no, non sfilarti la felpa, per favore, resta lì così. Brava, adesso è dentro e lo sento proprio bene, provo ad accelerare, posso chiudere un po’ le gambe così non rischia di scappare via; solo un poco, non voglio privarti dello spettacolo, non aver paura. E’ bello, ma quando me lo fai tu è meglio, e no, non voglio chiudere gli occhi ed immaginare, adesso abbiamo detto che il gioco è un altro. Più veloce, è ancora più bello, te lo leggo in faccia, ti piace tantissimo stare a guardarmi, e adesso rallento un po’, ho voglia di aspettare e di parlare. Sì, faremo un altro gioco, me lo metto e lo comandi tu, andiamo a fare la spesa, al cinema, in pizzeria, e tu lo fai partire quando vuoi, senza avvertirmi. No, non ti toccare, quando ho finito ci penserò io, adesso accontentati di guardare. Di nuovo più veloce, l’ho messo al massimo, sì, funziona benissimo, mi piace il tuo regalo, mi piace questo gioco, mi piaci tu. Ti chiamo, ti dico ti amo, poi più forte, lo grido, ed eccomi, amore mio”.

Tornando a casa

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina continua a raccontarci del suo viaggio di lavoro a Milano. No, in realtà ci racconta di come si è concluso, e di come ha ritrovato la sua lei – Stella. Pubblicato per la prima volta il 23 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

Non intendo paragonarmi a Jane Fonda, non c’è partita.

Ma dopo due notti da sola e due giornate piene e faticosissime, il Frecciarossa per Roma mi sembra vada anche troppo piano, il tassì mi sembra sempre bloccato nel traffico e mi dico che avrei dovuto prendere la metro, anche l’ascensore non arriva mai.

Per fortuna infilo la porta e dietro c’è lei, che mi sorride come sa, mi abbraccia e mi bacia, mi stringe forte, mi prende il trolley e praticamente lo lancia in un angolo; così ho le mani libere e posso ricambiare il suo abbraccio. Puzzo di sudore, di ferrovia, di polvere e di benzina, ho i capelli in disordine ed il trucco che cola da tutte le parti e tra le sue braccia mi sento bellissima.

E’ bellissima anche lei, ha indossato per me un leggerissimo abito da cocktail che la fascia morbidamente e mette in evidenza i suoi piccoli seni alti con i capezzoli eretti, la sua vita sottile ed i suoi fianchi snelli ed eleganti, e non si frappone tra il suo corpo ed il mio.

Abbracciate, piroettiamo fino al divanetto, mi lascio cadere trascinandola sopra di me, la stringo e lei si libera sorridendo.

“Stai buona lì, prima la doccia, poi l’aperitivo, poi la cena. Poi, se sarai brava, anche il resto”, mi intima, e così come sono, mezza seduta mezza sdraiata, comincia a spogliarmi.

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Io viaggio da sola

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina ha pubblicato questo post per la prima volta il 21 gennaio 2015. Io non ho niente da aggiungere.

Mario Siniscalchi

Anche se preferirei essere in compagnia, su questo Frecciarossa che mi porta verso Milano più o meno a trecento all’ora. Viaggio di lavoro, due notti e due giorni fitti di incontri e riunioni, e lei a seicento chilometri da me, e il wi-fi funziona anche maluccio, ogni tanto cade la linea, non riusciamo videochattare sul social network (no, non quello bianco e blu, quell’altro).

Stamattina lei mi ha dato un lungo bacio, sulla porta di casa, profondo, affamato, e lo ha accompagnato con una carezza molto intima, che mi ha fatto desiderare di tornare dentro e togliermi le mutandine. Ho sentito il suo sapore ed il suo tocco per tutta la giornata che ho passato per metà al telefono con i clienti e per metà in noiosissime riunioni.

Affondata in questa poltrona sento ancora adesso che lei è accanto a me. Ho rinunciato ad internet e rimesso il phablet aziendale in borsa, e le mie dita hanno incontrato una setosa morbidezza che non era la fodera dello scomparto.

Mi alzo un po’ barcollando e caracollo verso il bagno, faccio appena in tempo ad chiudermi dentro che mi arriva un messaggio. Assieme al phablet estraggo le sue mutandine, quelle che ha indossato ieri, le stringo in pugno e leggo: “Sicura che hai trovato il mio pensiero. Sono con te”. Completato con un cuore, ed io so quello che devo fare.

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Paola (Dialogo quasi socratico sulla gravidanza e non solo)

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 18 gennaio 2015, è un simpatico bozzetto che in qualche modo segue quello quasi dallo stesso titolo e che ho ripubblicato qualche giorno fa, dedicato alla moglie della deuteragonista (Sara). La nostra amica Cristina si diverte e ci diverte.

Mario Siniscalchi

Sia ringraziato l’inventore degli auricolari per il telefonino.

Paola*: “Grazie per aver risposto subito. Volevo invitarvi per sabato, il primo giorno di carnevale, tu e tua moglie. Festeggiamo, ti va?”

Io: “Figurati, ho visto il tuo numero e sono felice di sentirti”. (E’ vero. Sballottata in un autobus strapieno, unico schermo a mani adunche ed arroganti il piumino che mi ha regalato lei, una chiacchierata è il modo miglior per passare il tempo, e lei non mi chiama mai: dice che non vuole controllarmi, ma io so che non è proprio vero, in realtà ha una certa fobia del telefono da quando ricevette una certa telefonata, ma questa è un’altra storia.)

P.: “Festa in maschera, mi raccomando. So che il preavviso è poco, ma conto sulla vostra creatività che ben conosco”.

Io: “Faremo del nostro meglio per non deluderti”.

P.: “L’anno scorso eravate bellissime, ci conto. E sai, visto che ne stiamo parlando, credo proprio di doverti ringraziare”.

Io: (Schivo una palpata sulle tette girandomi su me stessa, una veronica da torero) “E per cosa?”

P.: “Sara* è cambiata, sai”.

Io: “E cosa c’entro io con tua moglie?”

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Da dietro

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina li pubblicava come digressioni: erano i momenti più intensi di intimità con la sua lei – Stella. E mi è venuto un dubbio: secondo voi di chi è la voce narrante?

Mario Siniscalchi

“Gomiti e ginocchia. E tieni giù la testa, sei solo un corpo, adesso. Più larghe le ginocchia, zitta e ferma adesso, mi servo di te e basta. Ti uso, mi piace e ti piace. Una pacca sul culo, fa un bel rumore. Un’altra, devi stare ferma, lo hai capito o no? Un’altra ancora, non smetto fin ché non resti fermi e zitta, hai una bella chiazza rossa, e adesso cominciamo. All’inizio faccio piano, non voglio danneggiare il giocattolo. E’ grosso, è duro, lo so, mi piace come ti allarghi, disciplinata e arrendevole. Lo so, stai guardando e ti piace essere a mia disposizione, potrei essere chiunque, una persona sconosciuta, chissà, se ci pensi magari ti piace di più. E tu sei solo un buco da riempire, anzi due, perché lo vedo, ti stai dilatando anche dall’altra parte. Lo vuoi anche lì, sporcacciona? Non so se te lo darò, mi piace tanto qui, sei accogliente, calda e morbida. Ecco, adesso mi fermo e sei tu che ti muovi, così, prima piano, più più veloce. No, non così, non avanti e indietro, ecco, hai capito cosa devi fare, così è più bello. No, più piano, non c’è fretta, prendi questa. Ti ho fatto male? No? Lo sapevo, e allora un’altra, proprio lì dove sei già rossa, scommetto che questa l’hai sentita. No, non parlare, tu non esisti, sei solo uno strumento. Ecco, adesso esco, ed è inutile che ti muovi, non ci sono più. Mi vuoi ancora? Devi avere pazienza, devi meritartelo, e stai zitta, non devi pregarmi. Senti? Ti ho sputato addosso, proprio lì in mezzo, ci siamo, lo so che lo vuoi anche lì, ho preso quello più piccolo e adesso me ne pento, sei capace di prendere anche quello più grosso, sarà per la prossima volta. Ferma, faccio tutto io. Sì, adesso puoi lamentarti, entra lentamente così lo senti di più, fa male? Come no, fa male sì, e adesso puoi parlare, puoi dirmi che lo vuoi, che lo fai per me, per il nostro amore”.

Esorcismo

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina ci ammette alla sua intimità con la sua lei – Stella – e ci racconta i giochi d’amore. Che poi non sono solo giochi: il titolo di questo post pubblicato per la prima volta il 21 dicembre 2014 mi sembra molto chiaro.

Mario Siniscalchi

“Lo vuoi questo lavoro? Allora sai cosa devi fare. Brava, le mutandine nella borsetta, le vedo che sporgono, te lo aspettavi. Allora, tira su la gonna, ma piano. Voglio vedere le gambe , più su, da brava, e lentamente. Adesso accavallale, più in alto di così, so che puoi farlo, sei abbastanza snodata. Che bello, hai messo le autoreggenti, so che ti stanno benissimo, ma le gambe non mi bastano, chinati un po’ in avanti, così. La giacca è abbastanza scollata, la camicetta è sbottonata come si deve, non hai messo neanche il reggiseno: allora questo lavoro lo vuoi proprio. Un po’ di più, fatti vedere meglio, dimostra che sei disponibile ed arrendevole. Adesso socchiudi anche le labbra, te le lecchi, ma che rossetto hai messo che non sbava? Lì c’è il divanetto, vai a sdraiarti e sì, così, è bello il tuo ancheggiare, non mi ero accorta che avevi messo le calze con la riga dietro, ti stanno benissimo, davvero. Certamente non vuoi spiegazzare la gonna, non limitarti a tirarla su, toglila proprio, e rimani girata, così ti posso ammirare il culo. Lo so, per il culo ci vuole almeno un contratto di sei mesi, sarà per la prossima volta, magari. Però posso almeno accarezzarlo, metti a novanta gradi e muoviti un po’, ma non troppo; in fondo non è che ne hai tutta questa voglia, anche se sei brava a farmi credere che non desideri altro che succhiarmi. Giusto, è arrivato il momento, mi dispiace per le tue calze, in ginocchio e giù la testa, vediamo come te la cavi. E sì, sei brava, molto brava, e come mi piace, come mi piace, mi piace tantissimo, non posso aspettare, vengo e ti amo, amore mio”.

Un tranquillo week end di emozioni – Parte nona

by cristinadellamore

(Psss, qui la parte precedente)

“Sì, amore, sì. Non fermarti, continua”. La voce di lei mi arriva da molto lontano, e non ho bisogno di rispondere: non smetterei mai di baciare ed assaporare lei in questo modo. Lei continua a dirmi le dolcissime oscenità che ama sussurrare e che io adoro ascoltare per un tempo troppo breve, poi sento che si contrae e rilassa sopra di me ed esplode nella sua risata di gioia. Faccio appena in tempo a dolermi che sia già finita, però.

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Un tranquillo week end di emozioni – Parte quinta

by cristinadellamore

(Segue da qui)

“Stai pensando a cosa potremmo fare con un parco così, amore, non è vero? Anche io ho qualche idea, lo sai”. Lei mi porge il suo piatto, traboccante di costolette, e prende il mio in cambio: è il momento di cominciare a mangiare, magari mi distraggo e penso un po’ meno a prendere e dare piacere con lei; mentre attendo che lei ritorni cerco di ricordare quale possa essere la fantasia che vorrebbe realizzare, e se me ne abbia mai parlato. No, non è il modo migliore di non pensare a fare l’amore, davvero, ma non posso farci niente.

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EssereDonna&Mamma

forse il segreto è non pensarci più e godermela fino in fondo

Daniele Peluso

Fotografia, scrittura, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

Viaggio dentro me

Qui tutti possono essere ciò che vogliono

Ibelieveinunicorns

Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato e la cosa sbagliata nel posto giusto, perché accade sempre qualcosa di interessante. Andy Warhol

toffee

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Crèmisi Poetica

Essere altrove da memoria trafitta / come nube leggera di gravità arresa . / Essere pensiero bisbigliante e concavo / di pace bramosa in stallo fra le risposte. ©Runa

Tutto sulla mia psicopatica vita almeno sine a quando ne avrò una

Parlerò di me della mia follia I miei pensieri e sogni irrealizzabili vi sfido a seguirmi

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Nonìn, tranquillo, sarai sempre un demone... (blog sottoposto a Licenza Creative Commons - vedi sezione "About")

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