Solo per amore

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Tag: segretaria

Ruoli

by cristinadellamore

Lei lavora a casa il più possibile e mi fa sentire un po’ in colpa. Mi spiego: lo fa per me, per farsi trovare a casa quando arrivo dal lavoro, sempre più tardi, sempre più stanca, e finisce che lavora il doppio, perché il tempo che risparmia sugli spostamenti nel traffico lo mette a profitto, come dice lei, e lo passa con il naso sulle carte. Diciamo che qualche volta ci sono delle controindicazioni, come questa domenica: non è stato possibile fissare l’incontro con i clienti in un giorno meno sacrificato, e quindi sarà lunedì mattina, per di più indecentemente presto sia per un avvocato che per gente molto ricca.

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Clientele

by cristinadellamore

Incespicando sul vialetto sterrato ridotto ad una pozzanghera quasi scappo dal capannone sperduto oltre il Raccordo, rimpiangendo di aver lasciato lo scooter quasi un chilometro più avanti, dove finisce l’asfalto sbrecciato e crepato e felice di aver indossato, stamattina, maglione, jeans e stivaletti dal tacco più basso e largo. Più che una ritirata è una rotta.

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Promozioni

by cristinadellamore

Anche due settimane di ferie finiscono. Domani si torna a Roma, dopodomani, in una città forse deserta e forse no ritornerò in ufficio; occasione per prendere in mano il mio lavoro estivo dunque, questo pomeriggio durante il quale il sole declina un po’ troppo in fretta, chiaro indizio che in effetti agosto è un po’ la domenica pomeriggio dell’estate. Mi sono rifugiata nel salotto buono, un po’ cupo per i mobili scuri e la poca luce che arriva dal balcone sul vicolo, sprofondata in una poltrona fin troppo comoda, le caviglie incrociate ed i talloni appoggiati sul piano di marmo di un tavolinetto basso che avrà sessanta anni o forse più, ed è comunque uno dei pezzi meno antichi di casa.

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Contraddizioni – Prima parte

by cristinadellamore

Capelli in ordine, trucco ben sistemato, abiti a posto; mi giro ma non riesco a controllare, nel piccolo specchio del bagno unisex dell’ufficio, se la riga delle calze è dritta. In compenso le decolté con le suole rosse, che in genere riservo alle grandi occasioni con lei, e certamente non per uscire di casa, luccicano, tanto sono pulite e lustre. Ho un minuto ancora, poi busserò alla porta del direttore generale, dal quale sono stata convocata tramite il gelido segretario/receptionist/factotum.

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In ufficio, di sera (straordinario)

by cristinadellamore

“Sono la tua segretaria, un’ochetta appena appena capace di rispondere al telefono e di stamparti le mail che tu non hai il tempo di scaricare. Ma sono, ovviamente, follemente innamorata di te, un grande manager giovane, bello e potente. Per te lavoro con altre due ragazze più o meno del mio stesso tipo, belle e stupide, ci alterniamo perché i tuoi orari sono assurdi. Stavolta mi è toccato il turno serale, ed è la prima volta, visto che sono qui da due settimane; la mia collega, quella bionda alta e magra che sembra un’indossatrice mi ha lasciato le consegne: niente telefonate, quando il caffè è pronto te lo devo portare nella tazzona americana, e basta, sei in teleconferenza con New York e non devi essere disturbato. La bionda se ne va un po’ barcollante sulle sue Louboutin, la macchina per il caffè suona, tocca a me. Prima di entrare liscio la gonna grigia e aderente sui fianchi, controllo la riga delle autoreggenti nere e slaccio anche il secondo bottone della camicetta bianca. Il caffè scotta nella tazza, lo prendi nero e amaro, entro facendo piano ma i tacchi a spillo delle mie decolté ticchettano sul marmo nero del pavimento del tuo enorme ufficio. Tu sei lì, davanti al computer, e parli fluentemente in inglese, e io ovviamente non capisco una parola. Sei bellissimo, giacca scura, camicia bianca, cravatta sobria perfettamente annodata, incredibile pensare che sei al lavoro da stamattina. Ti sei accorto di me, mi fai un cenno ed io deposito la tazza sulla scrivania restando alla larga dall’inquadratura; prima che possa fare un passo altro cenno, che significa resta qui. Adesso ascolti e prendi appunti, dall’altra parte dell’oceano arrivano cattive notizie perché, lo vedo, i tuoi splendidi occhi scuri diventano cupi, le tue labbra carnose si trasformano in una linea sottile. Non mi muovo, o meglio, un po’ sì, divarico leggermente le gambe e mi chino in avanti, la collega bruna mi ha raccontato che ti piacciono le tette grosse e le mie lo sono abbastanza, ho anche messo un reggiseno a balconcino che mi dona, me lo dicono tutti. Ma tu neanche mi guardi, spari una risposta secca in inglese e prendi la tazza, ti bagni appena le labbra. Per non guardarti troppo intensamente fisso sopra la tua testa, e mi specchio nella grande vetrata scura alle tue spalle accorgendomi di avere davvero un’espressione stupida, come se fossi in adorazione. Conosco i pettegolezzi dell’ufficio, dicono che ho preso il posto di una ragazza che si è dimessa dopo essere rimasta incinta ed è voce comune che il padre sei tu; io prendo la pillola, non mi importa. Continui a discutere, non capisco una parola, faccio il tifo per te e vorrei aiutarti, e faccio la prima cosa che mi viene in mente. Esatto, mi avvicino stando attenta a non entrare nel campo della webcam e scivolo sotto la tua scrivania. Non sono la prima a trovarmi qui, lo sento immediatamente, non sarò l’ultima, ma adesso ci sono io e mi piace, come mi piace come il tessuto costoso dei tuoi pantaloni ti fascia una coscia muscolosa, ci passo leggermente la punta delle dita e poi le unghie, e intanto studio la tua reazione. Ti piace, vedo che la patta si gonfia, e accidenti, ci sono i bottoni, ho bisogno delle due mani per aprirla. Lo faccio il più delicatamente possibile e mi trovo davanti un cilindro di carne più piccolo e floscio di quanto mi aspettassi. Ha anche un certo odore non proprio accattivante, da quanto tempo non fai una doccia? Non importa, qui starò benissimo, comincio con la lingua sulla punta, poi comincio a scorrere per tutta la breve lunghezza e sì, reagisci, diventi più duro ma non più grosso; meglio così, apro la bocca e ti inghiotto tutto, in un colpo solo. Mi piace così, posso tenerti dentro e ho ancora modo di muovere gentilmente la lingua, nelle orecchie la tua voce che dice parole che non capisco, stai ancora parlando in inglese mentre accetti il mio omaggio. Vorrei toccarmi mentre prendo ad andare avanti e indietro con la testa ma ho paura di morderti, mi concentro sul tuo piacere, il mio verrà dopo, mi basterà ricordare questi istanti, e improvvisamente mi riempi la bocca, è amaro, non finisce più, e dove ho sbagliato se hai fatto così in fretta? Ingoio freneticamente per non soffocare, mi stacco con riluttanza, ti do un ultimo bacio prima di riabbottonarti. Mi rialzo stando attenta a non sbattere la testa ed un lampo di consapevolezza mi fa barcollare: il mio lavoro qui è finito”.

Lavorare stanca

by cristinadellamore

Da un po’ di tempo, quando esco per andare in ufficio mi sembra di essere pronta per il giro del mondo in ottanta giorni. Mi spiego: borsa a tracolla per il portatile, valigetta per documenti, e naturalmente la borsetta che, come per ogni donna che si rispetti, è pesantissima ed incasinata.

Sì, l’azienda mi ha fornito una via di mezzo tra il tablet ed il telefono, e me la trascino disciplinatamente dietro anche perché pesa pochissimo; però per certe cose mi serve un computer un po’ più grosso. Insomma, le sequenze con i pesi, in palestra, mi tornano utili.

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EssereDonna&Mamma

forse il segreto è non pensarci più e godermela fino in fondo

Daniele Peluso

Fotografia, scrittura, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

Viaggio dentro me

Qui tutti possono essere ciò che vogliono

Ibelieveinunicorns

Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato e la cosa sbagliata nel posto giusto, perché accade sempre qualcosa di interessante. Andy Warhol

toffee

you believe forever

Crèmisi Poetica

Essere altrove da memoria trafitta / come nube leggera di gravità arresa . / Essere pensiero bisbigliante e concavo / di pace bramosa in stallo fra le risposte. ©Runa

Tutto sulla mia psicopatica vita almeno sine a quando ne avrò una

Parlerò di me della mia follia I miei pensieri e sogni irrealizzabili vi sfido a seguirmi

paracqua

Un buco nell'acqua, mica facile a farsi

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

La Casa Di Marte

Il momento dove la notte è più buia... è quello più vicino all'alba.

Moll(am)y

Costringimi, ma lasciami andare. Vieni anche tu, se no faccio da sola!

Il Quadernetto

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un'italiana ad amburgo

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Chi sono io? Sono solo una piccola donna che lotta ogni giorno contro i suoi demoni. A volte vincono loro e mi lasciano come un guscio vuoto, pronta ad essere nuovamente devastata. Altre volte invece sono io a vincere e allora vedo il sole anche se sta diluviando

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My Lady Cherry

Sono sempre stata convinta che la libertà di espressione sia fonte di arricchimento, confronto e crescita personale, nel rispetto di tutti e per tutti. Spunti di riflessione e svago.

Le recensioni di Helleenne

Divoratrice di libri, amo scrivere recensioni e perdermi tra le pagine dei romanzi che leggo.

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When you're dead, you're dead. Until then, there's ice cream.

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From Paris with love

Alice Jane Raynor

Sperava presto di raccogliere il segreto per essere felici

il mio tempo sospeso

letture ed altri pensieri

Cosa vuoi Vivian? Voglio la favola

racconti d'amore, sogni e sapori

Sogno di Strega

Un pizzico di magia ogni giorno

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