Solo per amore

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Tag: lesbian sex

Scenario, parte undicesima

by cristinadellamore

Nonostante l’ingresso ufficiale della cattiva stagione, col tramonto del sole alle cinque del pomeriggio, anche oggi ho aggiornato la storia fantasy della nostra amica Cristina: la trovate qui, come al solito.
Di seguito, invece, il nuovo capitolo della storia incompiuta.
Mario Siniscalchi

Scenario (11)

Zero Diciotto si alza con eleganza e ti prende per mano, ti spiega che avete cinque minuti per andare in bagno e fare la doccia – fredda e senza sapone, ma anche senza disinfettante industriale, almeno non brucia – poi le luci verranno spente e chi non è in branda finisce sulla lista della Signora: un’ottima ragione per affrettarsi. Per te è un assurdo quanto gradevole ritorno alla tua giovinezza, non c’è molto di diverso rispetto alla routine di un centro di addestramento, in questo: ti accovacci assieme alle altre e ti getti poi di corsa sotto la doccia, dalla quale un attimo dopo sei spinta via da una donna così magra da sembrare un ragazzo, i capelli bianchi raccolti in una lunga coda. Si tratta di gesti e movimenti meccanici, come quelli che, a luci spente, fai poco dopo a beneficio di Zero Diciotto, che ti ha chiamato sulla sua branda e presa per i capelli per guidarti tra le sue gambe.

Mentre provvedi al piacere di Zero Diciotto pensi a tutt’altro. Sempre alla signorina bionda; già, perché ti è venuto in mente che una volta, al Circolo Ufficiali, un giovane maggiore ti attaccò bottone e cominciò a chiacchierare a ruota libera, aiutato in questo dall’alcol che stava ingurgitando e che continuava ad offrirti. Questo maggiore ti spiegava che stavano fronteggiando una vera e propria emorragia di graduati e sottufficiali, trasferiti d’ufficio alle forze di sicurezza. Due giorni dopo il maggiore scomparve, e la settimana successiva toccò a te, e non facesti in tempo ad approfondire. Ci ripensi adesso, con la bocca piena del sapore di Zero Diciotto, e ti viene per prima cosa il dubbio che quello stupido maggiore abbia fatto, tra gli altri, anche il tuo nome, magari perché non avevi accettato le sue avances, poi che la signorina bionda possa essere stata una tua subordinata.

“Brava”. Zero Diciotto è venuta e davvero si accontenta di poco: ti coccola, ti accarezza un po’, è davvero felice per quel piacere che le hai dato senza quasi pensarci. Ti chiede se vuoi essere ricambiata, ti assicura di essere brava quanto te, ti prende tra due dita un capezzolo e comincia gentilmente ad accarezzarlo e per quanto ti sembri strano il tuo corpo reagisce e la donna lo prende per un sì. Vi scambiate di posto e tu chiudi gli occhi per fantasticare.

Zero Diciotto ha dita forti ma sottili e delicate, labbra morbide e lingua agile. Ma tu non riesci a pensare, come spesso fai, alla tua prima amante, o all’ultima donna che hai avuto. Davanti alle palpebre chiuse scorrono di nuovo le immagini del tuo arresto, quando ti hanno caricata nel furgone chiuso e lì, per un tempo interminabile, mentre ti portavano nel carcere della Polizia Politica, ti hanno stuprata: erano in quattro, ricordi perfettamente i loro volti, i loro membri, le loro mani. Ricordi anche che hai lottato con tutte le tue forze e urlato con tutto il tuo fiato, e che ti sei arresa solo quando sei rimasta semisoffocata da un sacchetto di stoffa bagnata che ti hanno infilato sul capo. Ti sei arresa troppo tardi: ti hanno presa così brutalmente che hai dovuto stringere i denti per non urlare di nuovo e non farti di nuovo soffocare. E incredibilmente vieni, mentre rivedi il volto contratto del caposquadra ad un niente dal tuo mentre si svuota dentro di te sussurrandoti una sequela di insulti e minacce accompagnata da un ceffone.

Zero Diciotto ti abbraccia di nuovo, e ti consola, perché stai piangendo; non ti fa domande, ma ha certamente capito cosa hai provato visto che ti parla e ti spiega che tutto quello che hai dovuto sopportare e soffrire fa parte anche della sua esperienza, e di quella di tutte le altre donne qui, non solo in questa camerata ma in tutta la prigione; ti dice che nessuna ne parla, mai, perché ognuna di loro vuole solo dimenticare. Vorresti protestare perché tu non vuoi dimenticare, vuoi ricordare tutto e vendicarti, ma la stanchezza ha la meglio e col capo sul suo seno alto e sodo ti addormenti tra un singhiozzo e l’altro.

Un tranquillo week end di emozioni – Parte nona

by cristinadellamore

(Psss, qui la parte precedente)

“Sì, amore, sì. Non fermarti, continua”. La voce di lei mi arriva da molto lontano, e non ho bisogno di rispondere: non smetterei mai di baciare ed assaporare lei in questo modo. Lei continua a dirmi le dolcissime oscenità che ama sussurrare e che io adoro ascoltare per un tempo troppo breve, poi sento che si contrae e rilassa sopra di me ed esplode nella sua risata di gioia. Faccio appena in tempo a dolermi che sia già finita, però.

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Dietro la porta – Quinta parte

by cristinadellamore

(Qui la parte precedente)

“Fai piano, per favore, l’ultima volta mi hai fatto male”. Lei è sdraiata accanto a me a pancia in giù, è sempre sotto il piumone ed ha infilato la testa sotto il cuscino, io mi muovo un po’ goffamente e salgo sopra di lei per scoprire che ha di nuovo alzato la camicia da notte a scoprire il culo che mi offre obbediente, le natiche aperte con le mani. Mi puntello con i gomiti e le ginocchia, prendo la mira come posso e mi infilo dentro di lei con un colpo solo. Lo strapon affonda come nel burro, ero certa che mentre si tratteneva in bagno lei si era preparata per questo, ma una moglie non lo fa e infatti lei emette un lamento anche se resta coraggiosamente ferma. Lei mi ha raccontato che una volta lo ha fatto ad un uomo, l’idea mi infiamma e dopo poche spinte comincio a sentire tutto il piacere del mondo fino ad urlare un sì gutturale accompagnando l’ultimo trionfale colpo; da sotto il cuscino, lei si lamenta debolmente ma quasi mi disarciona, riconosco le contrazioni ed i movimenti, è venuta assieme a me.

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Dietro la porta – Quarta parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

Scostante, arrogante, maleducato ed anche un po’ stronzo, d’accordo, dovrebbe essere così il marito tipo della perfetta famiglia eterosessuale. E allora mi alzo ed un po’ barcollando perché mi sento nonostante tutto le gambe molli dopo l’orgasmo entro in bagno a mia volta, dopo aver indossato la maglia stazzonata che ho raccolto in qualche modo dal pavimento. Non degno lei di uno sguardo e mi lavo frettolosamente le mani – immagino che un maschio farebbe qualche altra sommaria abluzione al lavandino ma mi manca la materia prima. Mi asciugo e mentre esco parlo a lei per intimarle di tornare a letto, senza nemmeno guardarla in faccia.

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Dipendenze ed indipendenza – Seconda parte

by cristinadellamore

(Questa è l’ultima parte, segue da qui)

Facciamo la spesa, anche se non ce ne sarebbe bisogno, ma la vetrina del piccolo supermercato dai grandi prezzi espone un’affascinante collezione di formaggi e decidiamo che sì, se non è stasera sarà per domani, ne prendiamo un bel po’ e facciamo una cena assolutamente non dietetica, e poi passiamo anche all’enoteca e lei insiste per comprare due bottiglie del bianco profumatissimo che tanto mi piace e che, dice, con questi formaggi andrà benissimo. Magari stasera no, con questa pioggia e l’umidità che ti entra nelle ossa, se non combiniamo di andare a prendere la cugina in centro e di mangiare qualcosa lì prepareremo al volo un po’ di pastasciutta, penso, e lei annuisce come se mi avesse sentito.

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EssereDonna&Mamma

forse il segreto è non pensarci più e godermela fino in fondo

Daniele Peluso

Fotografia, scrittura, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

Viaggio dentro me

Qui tutti possono essere ciò che vogliono

Ibelieveinunicorns

Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato e la cosa sbagliata nel posto giusto, perché accade sempre qualcosa di interessante. Andy Warhol

toffee

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Crèmisi Poetica

Essere altrove da memoria trafitta / come nube leggera di gravità arresa . / Essere pensiero bisbigliante e concavo / di pace bramosa in stallo fra le risposte. ©Runa

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Nonìn, tranquillo, sarai sempre un demone... (blog sottoposto a Licenza Creative Commons - vedi sezione "About")

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