Solo per amore

La vita, l'universo e tutto quanto

Tag: gag – ball

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by cristinadellamore

“Sì, amore. Non posso abbracciarti perchè mi hai legata come mi merito, hogtied, e sei stata brava, il collare agganciato alla fune che unisce i polsi mi costringe giustamente a tenere la testa alta; non posso nemmeno dirti che ti amo perché ho la gag-ball e sbavo sul pavimento, non posso guardarti perché sono bendata. Ma lo so che tu sai che io ti amo come tu mi ami. Tienimi ancora così finché tutti muscoli mi faranno quasi urlare dal dolore, poi frustami a lungo, prendi la cane e lasciami i segni, e poi scopami con tutta la furia del nostro desiderio. Ci ameremo ancora di più”.

Da sole ed in compagnia

by cristinadellamore

“Posso cominciare, amore?”. Lei è quasi sull’attenti davanti a me, spalle al muro, nella stanza buia abbiamo sistemato la vecchia lampada da scrivania del nonno come un faretto e la luce cruda fa risaltare tutta la bellezza del corpo nudo di lei. Io mi sono accomodata sulla venerabile poltrona e, quando mi muovo per cercare la posizione più comoda i miei jeans frusciano sul cuoio: porto i jens e le mutandine e due assorbenti, uno interno ed uno esterno, ed i sandali dallo stiletto vertiginoso che coprono ben poco i miei piedini: ho le tette al vento e per una volta non ne sono fiera, sono un po’ gonfie, mi sembrano meno toniche e mi fanno anche un po’ male, colpa del ciclo. Sto per dire di sì, poi mi rendo conto che manca ancora qualcosa.

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Da sola e in compagnia

by cristinadellamore

“Pronta o no, amore, arrivo”. Non ha bisogno di avvertirmi, sono sempre pronta per lei, e proprio perché sono pronta non posso rispondere. Per prima cosa, ho messo le manette ai polsi ed i ceppi alle caviglie; confesso di aver perso un po’ di tempo ad ammirare l’effetto che facevano e ne sono rimasta più che soddisfatta: gli spessi anelli di ferro scuro che lei ha fatto forgiare da un artigiano giù in Basilicata mettevano in evidenza polsi e caviglie rendendoli più sottili. Pesanti quanto basta, mi hanno reso conscia ad ogni movimento di essere felicemente di proprietà di lei.

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Giustizia

by cristinadellamore

Arrivo a venti, contando mentalmente, e poi non sento più il morso del cuoio intrecciato sulle natiche. Conto mentalmente perché lei mi ha voluta imbavagliata con la gag ball, anzi è stato il primo giocattolo che mi ha imposto, prima ancora del collare e delle manette nuove, di cuoio un po’ più rigido che, dice, mi stanno benissimo. Imbavagliata, e col filo di bava che mi scorre dalle labbra, non ho potuto contare a voce alta e ringraziare lei per ogni frustata; non ce n’è bisogno, lei sa che tutto il mio corpo appartiene a lei e ringrazia con i piccoli movimenti che mi sono concessi, piegata in due sul venerabile tavolo di mogano che, dopo i lavori per la nuova cucina, ha sostituito il tavolino di legno col piano in graniglia al quale lei mi ha legato le prime volte; a proposito, chissà che fine ha fatto, mi dispiacerebbe sapere che è stato mandato in discarica, ci sono affezionata.

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Obbediente

by cristinadellamore

“Stai bene, amore?”. Lei me lo chiede sempre, ma stavolta non posso rispondere. Sono io ad essere nuda, imbavagliata dalla gag ball, e legata in maniera complicata, pancia a terra, i polsi dietro la schiena, le caviglie unite da una catena un po’ più lunga e poi agganciate ai polsi; lei, con mano sicura, ha raccolto il mio caschetto in una piccola coda che in qualche modo ha agganciato alla catenella delle manette: sono quindi costretta ad inarcare il busto e non posso nemmeno fare cenno di sì col capo.

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Parole

by cristinadellamore

“Sei bella”.

E’ un po’ che lei non me lo dice. Lo diceva spesso, spessissimo, ai primi tempi, quando io ero solo il suo giocattolo sessuale, il piacere che le davo in cambio di protezione, tetto e cibo, praticamente mi ero venduta; aveva un senso, a ripensarci adesso. Perché io portavo ancora la vergogna ed i segni dell’aggressione, le cicatrici degli interventi chirurgici in bella vista, i postumi di tutto quello che avevo passato e volevo essere rassicurata. Facevo tutto quello che voleva ed ero bella, per lei, e mi bastava.

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La punizione più bella

by cristinadellamore

Mi ero acciambellata, come al solito, tra le sue braccia, in attesa che il sonno mi prendesse. Come al solito, avevo alzato lo sguardo sul suo amato viso; contrariamente al solito, la vidi seria e non sorridente.

“Lo sai che ti amo”, mi disse lei, ed io risposi che sì, lo sapevo, ed anche io la amavo.

“Non ti ho mai fatto male, quando abbiamo giocato”, continuò lei, ed io dissi che la amavo anche per questo, e che per amore mi mettevo con enorme fiducia nella sue mani.

“Eppure adesso ne ho voglia. Ho voglia di sentirti piangere e vederti soffrire, per una volta”.

Non bisogna pensarci a lungo, quando ti chiedono qualcosa del genere, e visto che a chiedermelo era lei risposi immediatamente che se voleva, poteva farlo, subito. Poteva farmi, le dissi, tutto quello che voleva, capivo che era per amore, ed io per amore avrei acconsentito e sopportato, e l’avrei amata ancora di più.

C’è voluto un po’ di tempo, ma meno di quanto possiate immaginare, e mi sono trovata inginocchiata accanto al letto, il busto sul materasso, schiena e culo in bella evidenza; avevo i polsi assicurati uno alla testiera ed uno alla pediera, le caviglie strette dalle cavigliere di pelle imbottita erano unite da un moschettone.

“Ti metto anche la gag – ball, ma non ti bendo. Voglio che tieni la faccia sul materasso, non devi vedere. Lo farò con la cintura di cuoio che ti piace tanto, quella che usi per tenere su i jeans, larga e rigida”, mi disse lei. Senza attendere risposta si chinò su di me per baciarmi, tenendomi per i capelli, e sentii che aveva le labbra asciutte e bollenti. Avrei voluto dirle ancora che la amavo, che ero pronta, che ero completamente sua; non feci in tempo, con misurata brutalità mi imbavagliò spingendo ben dentro la gag – ball.

“Sei pronta”, disse. La faccia sul letto, gli occhi chiusi, cercai di regolare il mio respiro in quell’istante tremendo in cui sai che stai per sentire dolore e non puoi evitarlo. Lei era stata una  mistress e sapevo che era in grado di farmi molto male. Per amore, mi dissi, lo fai per amore, e lo fa per amore anche lei, e cercai di rilassare i muscoli.

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Una valigia in più

by cristinadellamore

Ho fatto io i bagagli per la nostra breve vacanza. Un piccolo trolley a testa: anche se andiamo a passare due settimana nel paesino della suo famiglia, lei deve sempre essere impeccabile, ed io non potrò esserlo meno.

Quindi non solo jeans, ma anche un paio di bei vestiti, non solo ballerine e scarpre da ginnastica, ma anche sandaletti col mezzo tacco. Sì, perché è un po’ un paese da capre, arrampicato in cima ad una montagna, con tutte le strade in pendenza, e gli stiletti non sono adatti.

Lei ha aggiunto una borsa di pelle dall’aspetto molto serio, elegantemente consumata, ed io l’ho guardata con curiosità.

“No, non voglio farti una sorpresa”, mi ha risposto, “hai dimenticato qualcosa”.

L’ha aperta: dentro collare, frustino, gag-ball, manette e due paia di chanel tacco dodici. Certo, andiamo lì anche per divertirci.

La caduta della matita

by cristinadellamore

Un gioco, una scommessa, qualcosa. Qualcosa per scaricare i nervi dopo un lunedì di lavoro, insomma, con le vacanze estive ancora troppo lontane.

Doccia e accappatoio, bicchiere di vino bianco, insomma una specie di happy hour privata, e invece di decidere il menù la cosa è venuta fuori quasi da sola. Mi spiego; per quanto lei è sottile ed elegante, con piccoli seni, vita sottile e fianchi slanciati, io sono l’opposto. E sono fiera delle mie tette che riempiono ogni camicetta e gonfiano ogni maglione e che lei adora, lecca e bacia fino a farmi impazzire.

E allora abbiamo fatto la prova della matita, ed io ho perso.  Ho avuto il tempo di organizzare un piano di azione composto da dieta, ginnastica e palestra, mentre pagavo pegno, a quattro zampe sul pavimento, con una elegante gag ball rossa ad imbavagliarmi, facendole da tavolino portacomputer.

Poi lei ha spento il suo piccolo netbook e ha cominciato a dirmi che sono stata brava e disciplinata, ad accarezzarmi, ed ho capito che il gioco sarebbe continuato a lungo, con mia e sua grandissima soddisfazione.

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Chi sono io? Sono solo una piccola donna che lotta ogni giorno contro i suoi demoni. A volte vincono loro e mi lasciano come un guscio vuoto, pronta ad essere nuovamente devastata. Altre volte invece sono io a vincere e allora vedo il sole anche se sta diluviando

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My Lady Cherry

Sono sempre stata convinta che la libertà di espressione sia fonte di arricchimento, confronto e crescita personale, nel rispetto di tutti e per tutti. Spunti di riflessione e svago.

Le recensioni di Helleenne

Divoratrice di libri, amo scrivere recensioni e perdermi tra le pagine dei romanzi che leggo.

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When you're dead, you're dead. Until then, there's ice cream.

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Sperava presto di raccogliere il segreto per essere felici

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racconti d'amore, sogni e sapori

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Un pizzico di magia ogni giorno

NonInUnDemoneSolo (blog di diegofanelli)

Nonìn, tranquillo, sarai sempre un demone... (blog sottoposto a Licenza Creative Commons - vedi sezione "About")

I libri sono gioielli preziosi

Non esiste bene più prezioso della cultura

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