Solo per amore

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Tag: fetish

Un ballo in maschera

by cristinadellamore

Carnevale. Pubblicato per la prima volta il 20 febbraio 2015, la nostra amica Cristina ci trasporta in una festa che non sembra riuscita come dovrebbe. Nessun problema, con la sua lei – Stella – è pronta a divertirsi cominciandone una nuova, di festa, ma strettamente privata.

Mario Siniscalchi

Più che un ballo è stata un festa del martedì grasso.

Lei si è lasciata convincere, alla fine, ad accettare l’invito: la cosa non le piaceva, e me lo aveva spiegato: “E’ un locale che deve la sua fama proprio al mondo gay, e gli etero ci vanno come andrebbero allo zoo. Lo sai che queste cose non mi piacciono per niente”.

In realtà è una battaglia che condivido, ma stiamo parlando di una serata di carnevale, lei ha comprato i costumi e li abbiamo solo provati in casa, quindi ho insistito e lei ha ceduto.

Musica a palla, luci da impazzire e tanta gente. Incredibilmente, ne conosciamo parecchia, e lei riesce a spiegarmi, nel caos, che in realtà è una festa privata e gli inviti li ha fatti una nostra vecchia amica. Mi diverto ma mi accorgo, nel corso della serata, che lei è distratta e improvvisamente è addirittura diventata di pessimo umore. Ci ritagliamo un attimo di calma in un angolo un po’ riparato, la bacio e le chiedo di sfogarsi.

“C’è un tizio che non conosco e che mi sta attaccato con la colla, ma sarebbe il meno: ce n’è anche uno che conosco e che mi piace ancora di meno, chissà come ha fatto ad avere l’invito”.

E allora che facciamo, ce ne torniamo a casa? Assolutamente no, risponde lei, andiamo avanti nella serata, e ricambia il mio bacio. Provo ad accarezzarla proprio lì dove finisce la giacca e cominciano le calze parigine scure e sento un tintinnio: appese alla cintura ha delle manette molto realistiche, dall’altra parte uno sfollagente. Mi aggrappo al suo corpo spingendo l’inguine contro il suo: stasera sono più bassa, ho messo i mocassini bianchi, lei non ha rinunciato alle sue Chanel. Lei non si sottrae. anzi.

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Carnem levare

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina era ovviamente la pornoinfermiera; ho qualche dubbio sul costume della sua lei – Stella: poliziotta, forse, ma forse avrebbe dovuto esserci anche un manganello. Pubblicato per la prima volta il 25 gennaio 2015.

Mario Siniscalchi

L’anno scorso, il martedì grasso, abbiamo avuto un successone: lei ha indossato una vestaglietta nera con grembiulino bianco e crestina, io lo smoking di suo nonno, molto vintage, quindi con i pantaloni un po’ corti sulla caviglia e la giacca a doppio petto che si fermava all’altezza della vita.Stavolta ci serve qualcosa di diverso, frugo nell’armadio, mi immergo nella vecchia cassapanca della nonna, ma non mi viene in mente niente.

Lei mi ha guardata sorridendo, mi ha seguita nelle mie ricerche ma non ha mosso un dito; solo quando mi sono arresa, stanca e sudata come se avessi corso una mezza maratona, e mi sono buttata sulla sacrosanta poltrona di pelle ha preso il suo notebook e me lo ha messo sotto il naso.

“Ti piace, amore?”, mi ha chiesto, ed io ho strizzato le palpebre per togliermi il sudore dagli occhi ed ho visto una lunga giacca blu con bottoni dorati e spalline; ci penso per un attimo, la immagino addosso a lei, magari abbinata a calze scure e scarponcini e improvvisamente mi bagno. “Sì, mi piace”, rispondo un po’ roca. “C’è anche un berretto a visiera”, ha aggiunto.

Ha fatto una pausa drammatica.

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Acquisti

by cristinadellamore

Venerdì significa stanchezza che si ammucchia dopo tutta una settimana, muscoli contratti per la preoccupazione che ti causa il lavoro e new entry, indolenzimenti di spalle e reni per i viaggi con i mezzi pubblici, causa decesso dello scooter. Ne ho parlato con lei, e siamo arrivate alla conclusione che, a qualsiasi ora si riesca ad arrivare a casa, proprio il venerdì pomeriggio non possiamo mancare i novanta minuti di corsa. Solo noi due, in genere, perché la cugina si trasferisce per il week end dal professore con la sua brava valigetta piena degli strumenti di una mistress, e diciamo che per quanto oramai mi stia simpatica correre da sola con lei mi piace di più.

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Silenzio

by cristinadellamore

Lei mi aspetta; è pronta, nuda, collare e catena, in un angolo della nostra camera da letto, io lascio pendere il frustino dal polso per avere le mani libere. Porto con me un giocattolo nuovo, appena arrivato. Già, perché purtroppo il nostro sexy shop preferito ha chiuso e dobbiamo affidarci ad i grandi siti di commercio sul web, con le conseguenze che si possono immaginare. Quello che sembrava così bello sullo schermo del computer dal vero è, quasi sempre una delusione. Leggi il seguito di questo post »

Prospettive

by cristinadellamore

Sono tornata a casa in orario, anche se infreddolita come ormai mi capita da troppo tempo, e mi sono di buon grado offerta volontaria per preparare la cena. Niente di complicato, minestrone di verdure che fa parte del processo di depurazione dopo gli stravizi della temibile accoppiata natale – capodanno. A proposito, testimoni i miei jeans preferiti, grazie a lei non mi sembra di essere ingrassata, e dico grazie a lei perché oltre alla dieta preventiva, abbiamo anche aumentato l’attività fisica, visto che ha imposto a me ed alla cugina un quarto d’ora in più di corsa, principalmente lavorando sugli scatti.

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Coscienze – Quinta parte

by cristinadellamore

La cugina sorride, magari avrebbe davvero voluto improvvisare un defilé tipo Victoria’s Secrets, mi accorgo che si sta davvero rilassando. Bene. Però, insomma, sorrisi e cose del genere, posso escludere che non ci stia provando? Comunque si stiracchia, come se avesse i muscoli un po’ contratti, il seno sobbalza ma solo un po’ sotto il cotone e per carità, è bellissimo. Una bella idea, dice, devo proprio provare la prossima volta. Io sono solo rilassata, la cugina mi sembra un po’ eccitata, secondo me ha tutto il tempo di prendere il giocattolo e scaricarsi, se vuole, magari la lascio sola per un po’ e metto la faccia nell’acqua fredda perché in fondo in fondo, oltre al relax comincio a sentire un leggero pizzicore alla mia ghiandola del desiderio. Purtroppo non ho modo di suggerirglielo, mi dice torniamo di là, si sta più comode, e intanto passa ad un altro argomento.

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Iniziazione – Terza parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

Lei continua a raccontare, forse per far passare un’altra manciata di minuti: “Ho partecipato una volta ad una festa privata, e le cose sono andate come potete immaginare”, ed a me viene la consueta botta di gelosia, il cuore che manca un paio di colpi, lo stomaco che si contrae; poi mi passa, so bene che lei non è nata dalla spuma del mare il giorno prima di incontrarmi, e d’altronde nemmeno io, l’importante è che adesso lei è mia ed io sono sua, e basta. Sento la cugina che annuisce e dice qualcosa tipo e allora cosa facciamo, domanda molto sensata per la quale la mia risposta è sempre la stessa: quello che dice lei.

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Iniziazione – Seconda parte

by cristinadellamore

(E’ cominciato qui)

La cugina mi ha lasciato parlare, poi mi ha detto che, per quello che riguarda le nostre sperimentazioni di qualcosa si era già accorta e che sì, le piacerebbe davvero scoprire qualche cosa di nuovo.

Naturalmente non era quello il punto: io non ho intenzione di fare da nave scuola, e credo neanche lei; io dovevo semplicemente dire che c’era questa serata ad inviti, e noi ne abbiamo uno, tutto a base di cuoio, latex, catene e frustini, e sì, ci sarebbe stata anche la dimostrazione di ben tre rope master e che quindi noi pensavamo proprio di andarci. Potresti venire anche tu, ho finalmente chiesto alla cugina, magari ti diverti, ed ho concluso tergendomi metaforicamente il sudore dalla fronte.

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Iniziazione – Prima parte

by cristinadellamore

Ci abbiamo pensato un po’ sopra, poi lei ha detto: “Va bene, è maggiorenne, è vaccinata ed è un bel po’ che noi due non ci divertiamo”. Pensavo di dover discutere di più, in effetti, ed ero anche disposta a farlo: voglio dire, chissà come mai nella mia casella di posta personale era finito un invito tipo VIP ad una serata fetish; poi ho scoperto il motivo, ma questa è un’altra storia. Qualche ricerca su Google, un paio di telefonate esplorative e sì, si poteva fare, non era neanche lontano da casa, il posto era accreditato ed affidabile, l’occasione vantaggiosa, il programma interessante.

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Un ballo in maschera

by cristinadellamore

Più che un ballo è stata un festa del martedì grasso.

Lei si è lasciata convincere, alla fine, ad accettare l’invito: la cosa non le piaceva, e me lo aveva spiegato: “E’ un locale che deve la sua fama proprio al mondo gay, e gli etero ci vanno come andrebbero allo zoo. Lo sai che queste cose non mi piacciono per niente”.

In realtà è una battaglia che condivido, ma stiamo parlando di una serata di carnevale, lei ha comprato i costumi e li abbiamo solo provati in casa, quindi ho insistito e lei ha ceduto.

Musica a palla, luci da impazzire e tanta gente. Incredibilmente, ne conosciamo parecchia, e lei riesce a spiegarmi, nel caos, che in realtà è una festa privata e gli inviti li ha fatti una nostra vecchia amica. Mi diverto ma mi accorgo, nel corso della serata, che lei è distratta e improvvisamente è addirittura diventata di pessimo umore. Ci ritagliamo un attimo di calma in un angolo un po’ riparato, la bacio e le chiedo di sfogarsi.

“C’è un tizio che non conosco e che mi sta attaccato con la colla, ma sarebbe il meno: ce n’è anche uno che conosco e che mi piace ancora di meno, chissà come ha fatto ad avere l’invito”.

E allora che facciamo, ce ne torniamo a casa? Assolutamente no, risponde lei, andiamo avanti nella serata, e ricambia il mio bacio. Provo ad accarezzarla proprio lì dove finisce la giacca e cominciano le calze parigine scure e sento un tintinnio: appese alla cintura ha delle manette molto realistiche, dall’altra parte uno sfollagente. Mi aggrappo al suo corpo spingendo l’inguine contro il suo: stasera sono più bassa, ho messo i mocassini bianchi, lei non ha rinunciato alle sue Chanel. Lei non si sottrae. anzi.

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Fotografia, scrittura, minimalismo, voli pindarici, nebbie ed utopie.

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