Solo per amore

La vita, l'universo e tutto quanto

Tag: disciplina

Privo di titolo (4)

by cristinadellamore

Stringo la mano ad un ometto basso ed atticciato che indossa una strana palandrana bianca ed è seguito da una ragazza alta almeno venti centimetri più di lui, i capelli biondi tagliati cortissimi a mostrare la pelle del cranio, grandi tette alte e sode, gambe lunghissime che le invidio e, tra le cosce, un elegante triangolo dorato con la punta verso il basso come ad indicare la strada verso una fessura rosea e dilatata; tiene gli occhi bassi come deve ma per incrocio per un attimo il suo sguardo, due pupille azzurrissime fisse nelle mie prima che le palpebre dalle lunghissime ciglia quasi bianche ricadano. Il Dom mi guarda sereno e poi punta gli occhi su di lei, alle mie spalle: ecco un altro problema, perché questo ometto ridicolo e insignificante è abbastanza maleducato da studiare lei come un gatto guarderebbe un topo bello grasso. Ho studiato le regole e per fortuna non sono certo obbligata a condividere lei. Sarebbe diverso se mi offrissero il loro sub: anche se rifiutassi dovrei ricambiare comunque, e insomma attraverseremo quel ponte quando ce lo troveremo davanti. Con questo pensiero in testa mi controllo e provo a sorridere ma mi rendo conto che non mi riesce troppo bene. Passando oltre, sempre disciplinatamente seguita da lei, sento lo sguardo del Dom sulla schiena: indeciso a tutto quest’uomo, magari vorrebbe anche me.

Una quarantenne in abito da cocktail, eccessivo per il dress code della serata ma palesemente scelto perché mette in mostra più pelle di quanta ne copre, lunghi capelli di un rosso aggressivo, seno palesemente sintetico, mi sorride tirandosi letteralmente dietro con un pesante guinzaglio di cuoio un ragazzo con una gran testa di ricci neri e poco altro, tanto magro che gli si possono contare le costole. Completamente depilato, esibisce un cazzo enorme in sontuosa erezione. D’accordo, le dimensioni contano e queste sono da primato: a occhio, mi sembra ancora più grosso del nostro strap-on preferito, quello da venticinque centimetri. Passo oltre e non posso fare a meno di guardare ancora: il culo sontuoso della Dom, sottolineato dal tessuto aderente, e quello scarno del sub, segnato da cicatrici di vecchia data.

Procedo, sempre seguita da lei, e mi chiedo a cosa stia pensando in questo momento. Improvvisamente desidero non essere più qui. Sì, preferirei essere magari nella nostra casa in Basilicata, nella cantina che, ristrutturata, è diventata il dungeon perfetto per i nostri giochi: troppi occhi che guardano lei qui, che so tiene disciplinatamente i suoi bassi, fiera di essere mia. E così riesco a sorridere e a stringere la mano di un cinquantenne rapato a zero e vestito come Steve Jobs, dolce vita nero e jeans, penetranti occhi verdi che mi fissano curiosi, un accenno di rughe che mi danno l’idea di essermi sbagliata sull’età ed un sorriso un po’ inquietante sulle labbra piene: nonostante un accenno di pancetta un bell’uomo che guardo dall’alto in basso grazie ai miei fidi stiletti, visto che è alto cinque centimetri buoni più di me, con due belle spalle larghe. Si fa di lato e dietro di lui c’è una bruna abbronzatissima, un po’ più bassa, che porta fieramente un alto collare di cuoio rosso con luccicanti borchie di ottone; è magra più che snella, ha pochissimo seno e due occhi castani che per un attimo incrociano i miei prima di abbassarsi disciplinatamente; curiosamente non è depilata ed esibisce un ciuffetto nero proprio sulla commessura delle grandi labbra. Mi vergogno perché improvvisamente e fortemente la desidero e non capisco per quale ragione, forse per quell’occhiata che ci siamo scambiate e nella quale ho letto le stesse cose che leggo negli occhi di lei quando è la mia sottomessa, fiducia, amore e desiderio. Rivolte a me? Mi sembra difficile. E mi piace anche il Dom che potrebbe essere mio padre, è assurdo. O forse no: sono una Dom e posso fare tutto quello che voglio, e insomma sono entrata perfettamente nella parte. Così mi faccio di lato a mia volta e tengo gli occhi fissi sul Dom così da apprezzare la reazione alla vista di lei, ed è quella che mi aspetto. Sorpresa, meraviglia, ammirazione, tutto assieme. Quasi inconsciamente raddrizzo le spalle, inarco le reni e insomma faccio la ruota, fierissima di lei che ha deciso di essere mia e mi ha offerto sé stessa in premio per questa sera e per tutte le altre a venire. Mi basta per riprendermi e non mi pento di quello che ho provato per poco più di un istante. Guardo lei con la coda dell’occhio: non ha avuto bisogno di ordini, ha incrociato i polsi dietro la schiena e si è fermata lì dove la ho lasciata, le gambe un po’ allargate, le reni inarcate, la testa fieramente alta e gli occhi bassi, così da esporsi al meglio allo sguardo un po’ ironico del Dom, che io ricambio ispezionando la sua sottomessa che ha assunto la medesima postura. Certamente non è bella quanto lei ma è altrettanto fiera e altrettanto ben addestrata. Non ha un segno sul corpo, a dimostrazione che la disciplina può essere impartita con cura e attenzione: sì, perché sono certa che una sub come questa necessita di un polso molto fermo. E sono certa che lei, in attesa, sta scambiando un’occhiata con la sottomessa che ha davanti e ha capito benissimo quello che sto provando. E ne è contenta: fa parte del nostro percorso, non può averlo organizzato ma certamente lo ha previsto.

E giustizia per tutte – Seconda parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

“Mi piace quando sei obbediente, amore. Vieni qui, adesso”. Lei si accomoda sullo sgabello e mi fa il grande onore di alzare la gonna: posso sdraiarmi direttamente sulla pelle vellutata delle lunghe cosce tornite di lei e, attraverso la camicetta sottile, sentirne il tepore. I capelli mi cadono sul viso, dopo che lei ha rialzato la mia gonna esponendo il mio culetto incrocio con un certo sforzo i polsi dietro la schiena. Per qualche istante sono solo un grumo di carne e nervi che freme nell’attesa, ho davanti agli occhi la caviglia sottile di lei e mi sforzo per non cercare di baciarla.

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Nelle fauci del lupo – Parte settima

by cristinadellamore

(Questa è l’ultima parte, la precedente è qui)

Il quale grande capo mi spiega, quasi col naso in mezzo alle mie tette, che la disciplina aziendale è una cosa seria, e che per il buon andamento del lavoro e degli affari ognuno deve ben conoscere il proprio posto e saperci stare. Secondo questo tipo, dunque, non basta essere bravi nel lavoro se non si è ossequiosi e rispettosi nei confronti dei superiori e rigorosi e severi verso gli inferiori. Dice proprio così, inferiori, senza nemmeno sorridere. E accidenti se si prende sul serio, tanto da impedirmi di sorriderne a mia volta per non rovinare l’effetto.

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Nelle fauci del lupo – Parte sesta

by cristinadellamore

(Trovate qui la parte precedente)

Sì, perché qui i lupi ci sono, eccome, ed io ci sto proprio in mezzo. Come dite, mi piace il pericolo? Non tanto: una volta lo affrontavo senza nemmeno pensarci, non per coraggio ma per sventatezza, mentre ora sono più responsabile, soprattutto verso di lei che vuole invecchiare accanto a me così come io voglio invecchiare accanto a lei. Dovrei stare più attenta, mentre raggiungiamo la terza stanza, nella quale c’è solo una donna della mia età alle prese con un tablet, un telefono ed un pc, il tutto contemporaneamente.

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Luci e città (o forse il contrario) – Diciottesima parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

“Amore, dove sei? Mi lasci sola?”. Lei mi chiama dalla stanza da letto, che ha lasciato in penombra, io mi muovo per raggiungerla con passo più lento di quello che vorrei: tengo il frustino sui palmi delle mani protese in avanti per offrirlo a lei ed ho un’altra sorpresa.

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Una breve vacanza – Ventesima parte

by cristinadellamore

“Mi ero accorta che te ne eri innamorata, ed ho pensato di farti una sorpresa. Ti piace, amore?”. Lei ha indossato un sottile body nero ed una minigonna di pelle dello stesso colore, e sì, avevo visto e fotografato la proposta nel nuovo negozio per adolescenti ad un passo da casa, ne avevo anche accennato alla cugina ma poi avevo rimandato il tutto a dopo le feste. Così abbigliata, è sicuramente la Padrona più bella e sexy della serata; mi azzardo anche ad alzare lo sguardo e vedo che si è anche truccata in tinta, rossetto nero sulle labbra, ombretto nero a sottolineare gli occhi marroni nei quali adoro annegare, qualcosa del genere sugli zigomi. Abbasso gli occhi con un attimo di ritardo.

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Braci

by cristinadellamore

In Basilicata, stasera, fa freddo. Siamo appena arrivate, siamo passate per il cimitero e finché ci siamo mosse per sistemare i nostri pochi bagagli e le nostre cose non c’è stato problema, ma adesso che ci siamo fermate ci rendiamo conto che la casa, nonostante il riscaldamento acceso con i caloriferi che sono così bollenti da non potersi toccare, è gelida, o quasi.

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EssereDonna&Mamma

forse il segreto è non pensarci più e godermela fino in fondo

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Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato e la cosa sbagliata nel posto giusto, perché accade sempre qualcosa di interessante. Andy Warhol

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Essere altrove da memoria trafitta / come nube leggera di gravità arresa . / Essere pensiero bisbigliante e concavo / di pace bramosa in stallo fra le risposte. ©Runa

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Non esiste bene più prezioso della cultura

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