Solo per amore

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Tag: calze

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by cristinadellamore

Complicità e desiderio, in ogni circostanza. Un’altra piccola perla che la nostra amica Cristina ci ha raccontato la vigilia di natale del 2014.

Mario Siniscalchi


Come fringe benefit del nuovo lavoro, lei ha avuto anche l’abbonamento ad una società di car sharing; una tesserina bianca e blu, un codice segreto ed una app per il telefonino, e si sale in macchina, se la si trova nelle vicinanze.

Ha deciso che per andare alla serata con gli amici, un aperitivo in Centro per augurarci buone feste, possiamo usarla, “così ci mettiamo anche un vestito elegante”. Le brillavano gli occhi mentre lo diceva, sapevo a che cosa intendeva alludere. Però siamo troppo sotto Natale, o forse ci sono ancora poche macchinette, quelle strane, a due posti e senza frizione, e insomma trovarne una è stata un’impresa, la più vicina mi è sembrata a qualche chilometro anche se secondo la app erano solo quattrocento metri, e faceva freddo, c’era una sgradevole umidità che ti entrava nelle ossa.

La macchina profumava di nuovo ma non era proprio pulitissima, e c’era anche poca benzina, ma insomma l’abbiamo presa e ci siamo avviate; lei non era la prima volta che ne guidava una di quel tipo, ma la vedevo meno sicura di sé, un paio di volte abbiamo avuto qualche sgradevole sobbalzo e lei si è scusata dopo aver masticato qualche maledizione, e io ho capito che aveva cercato la frizione col piede sinistro e, invece, aveva frenato.

C’era anche traffico, intenso ma per fortuna non bloccato. Era il momento di intervenire per aiutarla a rilassarsi, aveva avuto una settimana pesante e non aveva molta voglia di uscire, avevo insistito io. E allora ho lentamente tirato su il vestito facendo frusciare la fodera di seta contro le calze per attirare la sua attenzione e mi sono fermata solo quando ho mostrato il pizzo del reggicalze, e poi le ho chiesto: “Se vuoi che continui devi pagare pegno”.

“Sono d’accordo”, ha risposto lei, “farò lo stesso al prossimo semaforo”.

Ho scoperto l’inguine per mostrarle che, come piace a lei, non indossavo le mutandine, e qualche minuto dopo ho potuto scoprire che aveva dimenticato anche lei di indossarle. Avrei voluto toccarla, proprio lì ed in quel momento, e lei mi ha bloccata con un sorriso ed una frase:

“Vorrei accarezzarti ma so che non mi basterebbe, mi accontenterò di desiderarlo per tutta la serata”.

Siamo rimaste con gli amici il minimo indispensabile.

Penultima offerta

by cristinadellamore

Dunque, il colloquio con l’azienda interessata è fissato ovviamente per un sabato mattina, nella sede dei cacciatori di teste (altrettanto ovviamente), e lei ha deciso che mi accompagna e mi aspetta dietro l’angolo. Per essere sicura di trovare parcheggio ha addirittura prenotato una vetturetta del car sharing ed è saltata giù dal letto mezz’ora prima di me per controllare che nessuno l’abbia portata via, figuriamoci. Come fai a dire: no, grazie, non preoccuparti, prendo la metro, davanti a tanta cura?

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Luci e città (o forse il contrario) – Ventottesima parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

“Lecca, amore, e senti come sa di te”. Lei è sempre alle mie spalle e mi porge di nuovo le dita sottili da baciare, con le quali sa darmi tutto il piacere del mondo ed anche un po’ di più. Lecco e succhio e sì, sento il sapore di me, mischiato al gusto indescrivibile della pelle di lei. E anche questa volta mi chiedo come mai sia così bello farlo a lei, sentendola fino in fondo alla gola, mentre quando facevo qualcosa del genere ai ragazzi che mi volevano restavo completamente indifferente, pur riuscendo a renderli felici in pochi minuti. Confusamente, mi chiedo come sarebbe fare lo stesso a lei, se fosse possibile: è la prima volta che mi pongo il problema, deve dipendere da quello che ho mangiato e bevuto, dall’aria di questa città, o forse dal sorriso complice della francesina mentre lei mi accarezzava e mi faceva crescere la voglia. Probabilmente sarebbe bellissimo, ma è già bellissimo così, e me lo faccio bastare.

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Riparazioni

by cristinadellamore

Lei mi dà il bentornata con un bacio e mi precede in camera da letto dicendomi: “C’è un po’ di disordine, amore, mi dispiace”, e cosa mi sorprende. Mi sorprendo ancora di più quando noto tutte le scarpe di lei sistemate in fila come per una ispezione. E proprio di ispezione si tratta, capisco finalmente. Lei me lo spiega mentre mi aiuta, come al solito, a spogliarmi, ma stasera niente doccia, o almeno non subito, dobbiamo ancora correre, e infatti la cugina è andata a cambiarsi a sua volta, e dopo toccherà anche a me controllare le mie, di scarpe.

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Notifiche

by cristinadellamore

Torno a casa e mi trovo in piena emergenza. Lei e la cugina discutono, davanti ad una busta verde dalla quale sporge un pacchetto di fogli dall’aspetto ufficiale: non devono essere buone notizie. Lei si interrompe per venire ad abbracciarmi, è una cosa cui non rinuncia mai, mi aiuta a liberarmi di borsa e giaccone, poi mi bacia e chiede scusa alla cugina, la conversazione proseguirà a tavola.

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Una breve vacanza – Decima parte

by cristinadellamore

Mi guardo accanto a lei e mi sento bellissima, poi abbasso di nuovo gli occhi; lei se ne accorge e mi ricompensa con una carezza sulla nuca, sopra e sotto il collare, e finalmente mi porta a mangiare. Nel senso che si accomoda al nostro tavolo e mi indica il buffet. Sarà un piacere servirla, ovviamente, e questo fa parte del gioco. Devo indovinare quello che lei ha voglia di mangiare, e finché non indovino resto digiuna, ovviamente.

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Iniziazione – Quarta parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

La cugina, me ne accorgo anche nella mezza luce del locale, è arrossita, e le dona. Non sto a chiedermi perché, in realtà non importa. Importa che attorno al nostro tavolo, dopo che la biondina ci ha lasciate con un sorriso simpatico e due parole di saluto, cominciano a muoversi gli avvoltoi, in giri sempre più stretti: per adesso sono le gambe della cugina ad essere il richiamo, conosco l’effetto della striscia di pelle bianca tra calze ed orlo della gonna. La cugina cerca inutilmente di coprirsi. Lei continua ad accarezzarmi, si china e mi sussurra qualcosa all’orecchio.

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Odori

by cristinadellamore

Stasera in casa c’è un profumo diverso dal solito. Me ne accorgo non appena mi chiudo la porta dietro le spalle, prima ancora di liberarmi della borsetta, della borsa con il computer, del giaccone tecnico e delle scarpe – questo è l’ordine che seguo sempre, lei dice che è un segno di OCD, io ho controllato su Google e le ho dato ragione.

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Pomeriggi

by cristinadellamore

Ho sentito freddo da stamattina, sarà per l’umidità, sarà forse per un raffreddore che sto covando, ma insomma, non importa la ragione, quando torno a casa ho soltanto voglia di un bagno caldo con lei che mi aiuta ad insaponarmi. Purtroppo lei non c’è, è rimasta bloccata da una riunione che si è prolungata come e più di quello che si aspettava (“Amore”, mi aveva detto, “oggi si fa sul serio, un patrimonio di qualche miliardo da mettere al riparo dalla prossima moglie trofeo”) e la vasca è nel bagno che abbiamo lasciato alla cugina. Quindi niente da fare, mi accontenterò di infilarmi per qualche minuto sotto la doccia bollente pensando a lei ed alle sue carezze, e mi riprometto di pretendere un congruo risarcimento non appena possibile.

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Conversazioni

by cristinadellamore

Tornata a casa, ho trovato la cugina china sui libri, c’è un esame da dare tra poco, se ho capito bene, e non ho trovato lei. Nessuna sorpresa, lo sapevo, una riunione crudelmente fissata venerdì pomeriggio che, come facilmente prevedibile, si protrae e si avvita su se stessa. Qualche volta capita anche a me, capisco e solidarizzo. Comunque non abbiamo impegni, per questo fine settimana non ci muoviamo dal momento che ci stiamo dedicando alla casa della cugina, la stiamo svuotando in vista della consegna delle chiavi.

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EssereDonna&Mamma

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