Solo per amore

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Tag: caffè

L’amore e il calendario

by cristinadellamore

Pubblicato per la prima volta il 14 febbraio 2015. Oggi sarebbe la volta della storia su Wattpad, ma non ho voluto lasciar passare questa data senza ricordare l’amore della nostra amica Cristina e della sua lei – Stella.

Mario Siniscalchi

Lei la pensa come me, su san Valentino.

“Mi sembra assurdo riservare una giornata agli atti di tenerezza fra innamorati, se ami, ami allo stesso modo tutto l’anno”, ripete spesso.

Ma alla pressione del 14 febbraio non si può resistere: stamattina mi ha portato il caffè a letto con una rosa sul vassoio, ed io avevo nascosto sotto il materasso un braccialetto con un cuore, roba da bancarella che scimmiottava Tiffany.

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Cappuccino e cornetto

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina ha pubblicato questo post all’inizio del 2015, il 2 gennaio. Anche questo è un delizioso bozzetto di amore, che vi invito ad apprezzare. Purtroppo il bar di cui parla non è sopravvissuto al lockdown, ora è chiuso.

Mario Siniscalchi

No, in genere non lo facciamo, ci piace prendere la prima colazione a casa, ancora calde di sonno e profumate dei nostri odori notturni e mattutini. Ma stavolta sono stata io ad insistere, ha aperto un bar pasticceria che promette prelibatezze siciliane e lei mi ha accontentata con un sorriso quasi materno, forse ancora più bello di quelli che mi rivolge in altre circostanze: è quel sorriso che non chiede niente in cambio, di amore incondizionato, che so di non meritarmi sempre.

Freddo, umido, minaccia di pioggia. Lei ha rinunciato all’eterno tailleur e sembra un membro della Resistenza francese, lungo cappotto di cuoio nero, pantaloni scuri infilati in un paio di alti stivali stringati, il tutto completato da un baschetto rosso calato con negligenza su un occhio. Solo io so che indossa anche una camicetta di seta bianca che, mi ha promesso, toglierà non appena tornate a casa se io mi inginocchierò e le slaccerò devotamente gli anfibi.

Accanto a lei posso sembrare la parente povera: giubbotto di pile, jeans e scarponcini da lavoro, ma non importa, mi tiene per mano come fa sempre e mi sento una regina, anche oggi, lungo il viale deserto e umido in questa mattina.

Nel bar c’è luce forte, tepore e profumo di zucchero, burro e miele: cappuccino e cornetto per me, solo caffè per lei, che sorride vedendo il disegno di un cuore sulla schiuma della mia tazza. Ci accomodiamo ad un tavolino proprio mentre sulla porta si affaccia una signora non più giovanissima, che tiene al guinzaglio un cagnolino eccitato e peloso e chiede con rara educazione se può lasciarlo entrare con lei. E’ seguita da un’altra signora, più o meno della sua età, più piccola e più rotonda, e siccome sono vestite allo stesso modo, piumino d’oca, jeans e scarpe da ginnastica, si nota subito la differenza.

Lei beve il caffè in un solo sorso, come fa di solito, e mi accorgo che è interessata a questa strana coppia, che si è seduta al tavolino accanto al nostro ed ha ordinato cappuccini bollenti e ciambelle. Tra di loro parlano in inglese, a questo ci arrivo anche io, lei ascolta per un attimo e dedica subito tutta la sua attenzione a me, rivolgendomi l’altro sorriso, quello da amante, ricco di desiderio e di promesse. Mi dice anche di fare con comodo, non abbiamo fretta, c’è tutta la giornata davanti, ma non ci riesco, quando lei mi sorride e mi guarda così mi viene immediatamente voglia di abbracciarla e di fare l’amore, e quasi mi strozzo con il cornetto, quasi mi scotto col cappuccino, quasi mi metto a correre per arrivare prima possibile a casa.

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Una tazza di caffè

by cristinadellamore

La nostra amica Cristina ci racconta anche qualcosa del suo lavoro e dei suoi rapporti con i colleghi. Ho trovato molto significativo questo post, pubblicato per la prima volta il 23 dicembre 2014.

Mario Siniscalchi

Ovviamente l’impianto di climatizzazione in ufficio doveva andare in crisi in una delle poche mattinate fredde di questo dicembre, e precisamente in quella in cui mi era vestita in maniera particolarmente elegante per l’incontro con i clienti. Prima di uscire lei mi ha guardata come sa fare e mi ha dato ben più di un cenno di approvazione, quello sguardo ed il suo bacio più profondo del solito promettevano molto per la serata; però tailleur di seta, camicetta di pizzo, calze velatissime e Chanel open toe non proteggono molto dai rigori dell’inverno, soprattutto quando devi stare a lungo seduta, sorridere e pensare alla discussione in corso.

Per una volta mi sono sentita solidale con la stagista bionda che rabbrividiva nel suo tubino nero senza maniche e nelle sue decolté. Quando mi ha portato la prima tazza di caffè bollente della giornata le ho sorriso e la ho ringraziata con meno distacco del solito, ricevendone in cambio uno sguardo più devoto che meravigliato, da cagnolina che riceva una carezza mentre si aspettava un calcio o un passa via.

Per carità, il caffè è orribile, questa ragazza deve aver visto troppi film americani e lo ha preparato con il bollitore e servito in tazzone da quasi mezzo litro, ma almeno è caldo; le ho chiesto se voleva sedersi con me per berlo, e magari assistere all’incontro con i clienti. Un gesto gentile del quale mi sono immediatamente pentita davanti all’eccessivo entusiasmo di questa biondina della mia età che non sa cosa fare della sua laurea breve e della sua vita.

Prima che arrivi il cliente ha il tempo di raccontarmi che ha lasciato il fidanzato che le aveva proposto un rapporto a tre con un altro uomo; non la facevo così rigida, ma mi pento della malignità perché il terzo era il capo del fidanzato, ed in palio c’era una promozione. Insomma, era pronto a venderla, quel bel tomo, e sì, in quell’occasione lei ha avuto uno scatto di orgoglio, degno del miglior femminismo.

“Ci sono andata a letto poi, per mia scelta”, mi ha confessato alla fine, “e per il solo piacere di regalare quello che Piero – l’ex – voleva vendere, e devo dire che mi sono anche divertita”.

Arrivati i clienti, si è rincantucciata in un angolo della piccola sala riunioni; con il mio phablet aziendale ha registrato l’incontro, e contemporaneamente ne ha steso una specie di verbale. E’ stato divertente: il direttore amministrativo sedeva proprio davanti a me, e non sapeva dove guardare: invece di restare lucido, dal momento che stavamo parlando di parecchie decine di migliaia di euro di contratto, non faceva altro che fissare le mie tette e poi quelle della biondina; invano il direttore generale gli tirava qualche gomitata e cercava di richiamarlo all’ordine.

Abbiamo strappato un contratto migliore di quello che credevo possibile, ottimo modo per chiudere l’anno. Dopo, siamo rimaste sole e la stagista mi ha chiesto se mio marito (ha visto la vera d’oro ovviamente) apprezza una sceneggiata come quella che avevo fatto; non è una stupida anche se fa di tutto per sembrarlo, ha visto benissimo come mettevo in evidenza le tette chinandomi appena in avanti, ma non è pronta per la risposta che le do:

“Stasera lo racconterò a mia moglie e mi farò perdonare”.

Cavalieri e principesse (in pericolo) – Terza parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

Unica cosa buona, il traffico si è prima rarefatto e poi addirittura vaporizzato: sono sola su questo stradone in mezzo alla campagna e non devo contendere l’asfalto a camion o autovetture. Poi un altro curvone e mi sembra che non manchi poi tanto: davvero dovrei trovare il modo di tenere in vista il telefonino quando lo uso come navigatore, so che ci sono custodie e sostegni ideati proprio per le moto, ma non mi ci sono mai messa d’impegno a cercarle. Comunque, vedo un cartello che mi conforta, è la pubblicità dell’agriturismo e dichiara, ottimisticamente, che sono solo a due minuti dalla destinazione. Meglio così.

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Negoziazioni -Seconda parte

by cristinadellamore

(Questa è l’ultima parte, segue da qui)

La cosa mi fa certamente piacere, ma sono troppo preoccupata per fare bene i complimenti all’energumeno: spero di recuperare quando arriverà anche il commerciale giovane, che pure ha chiuso i suoi contratti oggi; dovrei avere un quarto d’ora per affrontare la riccia, e intanto l’energumeno, ancora con il cappotto addosso e la borsa del computer a tracolla, corre verso il bagno salutandomi un po’ affannosamente. Meglio così, abbiano la stanza tutta per noi.

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Luci e città (o forse il contrario) -Settima parte

by cristinadellamore

(Segue da qui )

L’attesa è premiata: ad occhio e croce è tè, servito in maniera elegantissima, peccato che non mi piaccia. Comunque imito il gesto ed un istante dopo ecco il cameriere che mi sorride e saluta – o almeno credo, o forse si limita a chiedermi cosa desidero. Ricambio il sorriso, provo a dire bongiùr in tono un po’ nasale e chiedo un cappuccino incrociando mentalmente le dita. Il baffuto, che mi ricorda un po’ una vecchia foto in bianco e nero vista su un libro sulla Grande Guerra ed era un generalone francese che a differenza di questo signore aveva anche una bella pancetta, quasi si inchina, dice ancora qualcosa e mi volta le spalle.

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Cene e lavoro – Quarta parte

by cristinadellamore

(Qui la parte precedente)

Mi alzo dopo aver chiesto permesso e faccio svolazzare la gonnellina corta, a beneficio di lei, come a beneficio di lei accentuo un po’ il movimento dei fianchi: sono sicura che lei, stasera, mi punirà per questa piccola esibizione; io chiederò perdono e spiegherò che l’ho fatto per ammorbidire le interlocutrici, un po’ come facevo ai primi tempi del mio lavoro, quando portavo il caffè alle riunioni importanti e mi mettevo in mostra davanti ai clienti per distrarli e facilitare le trattative. Mentre aspetto che il caffè sia pronto nella vecchia moka da quattro tazze dei genitori di lei, oggetto di design se mai ce ne è stato uno, tipico degli anni ’80, pregusto le frustate sulle tette o, meglio ancora, sulla piante dei piedini e quasi rovino la mia opera distraendomi ed infilando una mano sotto le mutandine che sì, cominciano ad essere umide, anzi proprio bagnate. Spengo il fuoco appena in tempo, prima che il caffè prenda a bollire e si rovini definitivamente, e meno male, una punizione per una stupidaggine del genere proprio non la vorrei.

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Cene e lavoro – Terza parte

by cristinadellamore

(Segue da qui)

Mi chiedo se ho passato l’esame o, almeno, se sto andando bene. Poi lei preme un po’ di più il piedino sul mio e smetto almeno per il momento di pensarci; mi prendo il lusso, in qualche istante, di pensare a lei che mi prende così, io sono sul tappeto, supina, e ricevo tutto il piede di lei che mi riempie e mi fa urlare. Lei sta descrivendo la casa al paesino lucano, a beneficio della bionda tinta, ma mi guarda negli occhi, capisce tutto e fa un piccolo cenno col mento: so cosa significa, vuol dire che dovrò meritarmelo e quindi prima mi prosternerò per lei, la faccia a terra, il culo esposto, perché possa sodomizzarmi con gentile fermezza con lo stiletto da dodici centimetri delle Chanel preferite. Affare fatto.

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Salite e discese

by cristinadellamore

Unico appuntamento di oggi, ma a casa del diavolo, tanto per cambiare. In questa zona ci sono già stata ed era un giorno di freddo e di pioggia con lei che mi ha fatto da autista ed assistente (e non solo), oggi sole e gran caldo, e allora lei mi lascia la Ural che non guido da un po’, ed io scelgo jeans, maglietta e giubbotto di pelle e completo il tutto con gli stivaletti borchiati che fanno molto biker, e non solo: a lei piacciono tantissimo e spesso finisco col restare con solo quelli addosso.

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Riunione

by cristinadellamore

Freddo, pioggerellina insistente, cielo grigio e nuvole basse, insomma più che fine marzo sembra fine novembre. Sono intirizzita, stanca ed anche un po’ incazzata, visto che oggi mi sono sciroppata, con un clima infame, più di cento chilometri di strade dissestate e traffico impazzito avendone ottenuto solo dei no e dei forse. Per concludere la giornata, riunione del team, sono stata io a convocarla e me ne pento, poi ci ripenso e mi segno un ultimo punto all’ordine del giorno mentre cerco di riscaldarmi nel nostro piccolo ufficio con un caffè cattivo ma bollente uscito dalla macchinetta. Prendo quindi un altro appunto, e finalmente arrivano i membri del team, compreso il nerd che sembra aver deciso che gli piace l’amministrativa e si fa vedere fisicamente sempre più spesso.

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