Privo di titolo (6)

di cristinadellamore

Avete atteso un giorno in più e me ne scuso. Ecco il nuovo capitolo dell’inedito della nostra amica Cristina.

Mario Siniscalchi

Mi sento abbastanza forte e potente da affrontare la conversazione con gli altri Dom, in una mano una tortina un po’ troppo salata, nell’altra un calice di vino bianco così profumato da essere quasi stucchevole. Chiacchiero con la quarantenne ed il cinquantenne dagli occhi verdi e scopro che questa villa in genere ospita matrimoni e incontri aziendali (la quarantenne le chiama conventions sottolineando  la “s” del plurale e meritandosi un’occhiata derisoria del cinquantenne), ma una volta al mese organizzano un evento come questo del quale i due sono ospiti abituali e ogni volta, giurano entusiasti mentre affrontiamo un flusso ininterrotto di finger food davvero modesto, viene proposto qualcosa di nuovo e di eccitante. Io mi limito ad annuire fingendomi educatamente incuriosita: in realtà sto pensando a lei, mi piacerebbe raggiungerla e farle assaggiare qualcosa dalle mie mani. Mi basta pensare a lei e mi brillano gli occhi: il cinquantenne fissa nelle mie le sue iridi verdi e cambiando improvvisamente discorso mi chiede da quanto tempo ho la stessa sub. La quarantenne mi evita di rispondere facendolo al mio posto e con una risatina un po’ forzata dichiara che un sub è come il pesce e dopo un po’ puzza, quindi non più di due mesi. Nella conversazione interviene il biondo, che si è avvicinato alle mie spalle ma per fortuna si tiene abbastanza lontano da lasciarmi lo spazio necessario per girarmi e fronteggiarlo: dice che un sub devoto e obbediente è merce rara, quindi una volto trovato – e addestrato come si deve – va invece tenuto stretto. In fondo, aggiunge, è solo questione di creatività, da applicare e utilizzare per non annoiarsi.

Scopro inoltre che il biondo, così come l’ometto in palandrana e come me, è qui per la prima volta e si augura che tutto quello che ha sentito raccontare di questo posto sia vero; comunque, conclude, ha portato le sue corde e intende dare una bella dimostrazione di shibari. Il tizio in palandrana di abboffa di triangolini di pizza e non dice niente, limitandosi a tenere gli occhi puntati sulla scollatura della quarantenne, e insomma è palesemente il tipo di uomo ossessionato dalle tette; mi aspetto da un momento all’altro di essere a mia volta esaminata e, vi dirò la verità, non vedo l’ora di essere ispezionata da quel paio di occhi estranei e alieni, che magari mi giudicheranno più severamente di come è solita fare lei. Mi rendo anche conto che le cameriere sorridono un po’ troppo e mostrano un po’ troppa pelle ogni volta che si avvicinano. Il cinquantenne sorride e, dopo che una di loro gli ha nuovamente riempito il bicchiere, risponde alla mia domanda inespressa: sì, ogni volta è sempre la stessa storia, queste ragazze, sempre diverse ma evidentemente ben informate, sanno che gli ospiti, qui, sono merce pregiata, e ogni volta si dimostrano più che disponibili a fare compagnia ai Dom quando restano soli per la notte.

Come sarebbe a dire soli? Di questo nelle mail non c’era traccia e io non ho la minima intenzione di dormire da sola o, peggio, di sedurre una di questa sciacquette. Riesco a tenere il pensiero per me, e ancora una volta sono trasparente per il cinquantenne, e anche per il biondo. Il quale biondo si dilunga a spiegare che è una pessima abitudine dormire con il sub, che si fa delle strane idee, tipo che il Dom lo ama. Il cinquantenne invece si disinteressa e spiega all’ometto in palandrana che le cameriere non è che si fanno pagare ma gradiscono dei regali, e magari in caso di nuovo invito a cena la settimana dopo, un braccialetto o un anellino. Io annuisco e sposto di nuovo la conversazione sui sub, cercando di non pensare ad una notte solitaria in un letto freddo, con lei a due passi da me ma intoccabile. Il cinquantenne mi sorride, passa a parlarmi della sua sub che tiene sotto controllo con il ghiaccio e con il fuoco e a me viene un altro piccolo brivido perché si tratta di una pratica che adoriamo ed è stata una delle prime che lei, quando era la Padrona senza se e senza ma, ha fatto subire quando ero soltanto la sua cagnolina devota, affettuosa ma non sempre obbediente e disciplinata. Il cinquantenne aggiunge, per rispondere alla domanda che ho sulla punta della lingua – e accidenti a me, davvero dovrei starci più attenta, questi sono Dom e sono bravi a leggerti negli occhi e nella mente – che ha scelto la sub per il temperamento che dimostra e la sub ha scelto lui per il polso fermissimo. Questa sub, conclude, in realtà è una switch e non sempre sa stare al proprio posto.