Scenario, parte sedicesima

by cristinadellamore

Qui la nuova parte della storia fantasy della nostra amica Cristina e di seguito la nuova puntata della storia incompiuta.

Mario Siniscalchi


SCENARIO (16)

“Di corsa, prigioniere, al mio tre”. La Strega fa di nuovo schioccare la frusta, stavolta a vuoto, o almeno lo immagini perché non senti le tue compagne lamentarsi. Al tre cominciate a correre, e ti è difficilissimo trovare il passo giusto, finché la Strega non comincia a darvi il tempo; ti rendi conto che in questo mestiere è bravissima, vi fa accelerare gradualmente, poi rallentare, poi accelerare di nuovo. Lo trovi stressante e faticosissimo, ed è probabilmente proprio quello che vuole. Provi ad usare un vecchio trucco che hai messo a punto in Accademia per non pensare alla fatica: lasci che il corpo lavori da solo e fai funzionare il cervello. All’epoca provavi a immaginare come fossero a letto gli altri cadetti e ti proiettavi nella tua sala cinematografica privata interi film porno con protagonisti che conoscevi e con i quali passavi la giornata; adesso ti limiti a chiederti come siano fatte le due prigioniere che hanno assaggiato la frusta. Novemila e ventimila, sono quindi condannate per reati comuni.

Novemila, reati contro la persona. Immagini una sedicenne muscolosa e tatuata che ha picchiato una rivale in amore, invece di cercarsi un altro (o un’altra) partner: ragazze così finivano spesso nelle tue compagnie, messe davanti alla scelta tra l’arruolamento a lungo termine e la prigione, e altrettanto spesso diventavano ottimi soldati. Ricordi una brunetta che aveva colpito la tua fantasia e che ti aveva fatto capire di essere a disposizione; un piccolo rimpianto, avevi sempre considerato i tuoi sottoposti off limits, adesso rimpiangi di non aver provato a domarla e di non aver conosciuto il suo sapore più intimo e segreto.

Ventimila, reati contro la morale. Probabilmente una prostituta priva di amicizie e protezioni, magari non più giovanissima, magari una donna sola con figli. Corri ad un ritmo che in condizioni normali ti sembrerebbe una passeggiata e immagini, ignorando il fiato corto ed i muscoli che ti dolgono in tutto il corpo, una quarantenne in perenne lotta con la pinguedine, lo sguardo duro ma in grado di simulare una dolcezza che i clienti sono sempre pronti ad apprezzare. Ne hai incontrata più di una, quando venivano a scontare in semilibertà gli ultimi mesi di pena, destinate ufficialmente alla cucina e ufficiosamente al piacere degli ufficiali. Di queste ti sei servita abbondantemente, e di una di loro conservi con cura il ricordo: un corpo rotondo al punto giusto, morbido senza essere cascante, una completa disponibilità ed un sorriso disarmante alla fine, quando chiedeva se fosse stata abbastanza brava da meritare una fetta di pane in più.

Nonostante tutto sei curiosa e ti chiedi chi sia la quarta tra di voi, che non si è ancora attirata le ire della Strega. Ecco, questa è una fantasia ancora più interessante; è certamente giovane, secondo te, e deve essere in perfetta forma e con sufficiente esperienza alle spalle, maturata qui dentro e anche fuori, per affrontare l’avversa fortuna e restare viva. Potrebbe essere la partner ideale per trovare il modo di uscire da qui, come potrebbe essere una spia della Signora (non sei ingenua, sicuramente ce ne sono in tutte le squadre di lavoro, tu ne avevi in ogni plotone): potrebbe semplicemente essere una bella ragazza con la quale dimenticare per un po’ gli affanni, niente a che vedere con il meccanico piacere donato a Zero Diciotto o con quello che hai preso da lei. Ti chiedi se, quando finirà il turno, potrai vederle, o se le regole della Signora (o quelle più piccole e meschine della Strega) ti lasceranno la curiosità: magari potrai togliere questo cappuccio quando sarai sola qui dentro, come eri sola quando lo hai messo.