Abitudini e riti

di cristinadellamore

In vista della punizione la sottomessa si spoglia ed attende in ginocchio, sola, nella stanza al buio, seduta sui talloni, le ginocchia divaricate ad esporre il sesso, le braccia sulle cosce, le mani con i palmi all’insù. Davanti a lei c’è un tavolino basso con su il collare e lo strumento che verrà utilizzato: stasera la cinghia di cuoio alta, spessa e rigida che Madame usa spesso indossare con i jeans.

Madame indossa il bustino nero e gli stivali che salgono ben oltre le ginocchia, con la punta aggressiva ed il tacco alto e sottile e la sottomessa la sente arrivare dall’altro capo dell’appartamento, per il ticchettio dei passi. Mentre entra accende la luce e la sottomessa deve tempestivamente cambiare posizione, sempre in ginocchio ma ben dritta, le mani dietro la nuca con i gomiti larghi, la testa alta e gli occhi bassi. Diciamo che non può guardare più su dell’inguine depilato di Madame.

Il tutto in silenzio, fino a questo momento. Madame porge la mano da baciare, poi impone il collare alla sottomessa e dichiara finalmente ad alta voce l’errore e la pena; la sottomessa risponde ringraziando e, ad un cenno di Madame, si alza in piedi per poi chinarsi in avanti appoggiando le mani al tavolino, le gambe divaricate, il culo ben esposto; Madame preferisce sempre cominciare da lì la punizione, anche se poi frusterà la sottomessa sulle tette, o in mezzo alle gambe, o dovunque le possa sembrare di giustizia.

Madame fa ondeggiare la cinghia fino a sfiorare il culo della sottomessa, come per prepararla, e poi sferra il primo colpo. La sottomessa conta e ringrazia. Arrivati a cinque, Madame ordina il cambio, e la sottomessa si volta, si inginocchia di nuova e si appoggia all’indietro stringendo le caviglie con le mani.

Il rito si ripete: la cinghia sfiora per un istante le tette impennate e dai capezzoli doverosamente eretti, poi comincia ad abbattersi, ed ogni volta la sottomessa conta e ringrazia. Più di una volta la sottomessa ha rischiato di vedersi raddoppiata la dose perché grazie al bacio della frusta o della cane è quasi venuta. Si è controllata ma non ha risposto in maniera chiara come Madame giustamente pretende. In questi casi, come pena, la sottomessa non ha il diritto di leccare gli stivali di Madame, ma solo il palmo della mano, dopo il bacio di rito.

Poi Madame si prende cura della sottomessa, la abbraccia ed accarezza a lungo, tenendo il capo della sottomessa molto vicino al proprio ventre, tanto da farle sentire l’odore del proprio piacere: sì, Madame non si è privata di prendere il suo piacere mentre puniva la sottomessa.

Poi, visto che i segni della punizione erano ben netti e visibili, Madame ha deciso che non sarebbe bastata la crema, ed ha concesso alla sottomessa un bagno tiepido nell’idromassaggio, e la ha insaponata con mani delicate sino a far passare il dolore.

La sottomessa è ancora in attesa del permesso di Madame per prendere il suo piacere sotto queste carezze, e confida che le verrà presto concesso.