Un tranquillo week end di emozioni – Parte nona

di cristinadellamore

(Psss, qui la parte precedente)

“Sì, amore, sì. Non fermarti, continua”. La voce di lei mi arriva da molto lontano, e non ho bisogno di rispondere: non smetterei mai di baciare ed assaporare lei in questo modo. Lei continua a dirmi le dolcissime oscenità che ama sussurrare e che io adoro ascoltare per un tempo troppo breve, poi sento che si contrae e rilassa sopra di me ed esplode nella sua risata di gioia. Faccio appena in tempo a dolermi che sia già finita, però.

“Puoi dirmi di no, amore, ma ho voglia di farti qualcosa di più”. E perché dovrei dire no? Ovviamente dico, anzi biascico quasi un sì, sento che lei mi dice di chiudere gli occhi e di tenere la bocca spalancata e finalmente sono premiata: lei mi piscia in faccia, e non lo faceva da un’eternità, e ormai non mi chiedo neanche più come a fatto a capire che lo desideravo e che questa mi sembra l’occasione migliore da chissà quanto tempo e per chissà quanto tempo ancora. Inoltre, sporca ed infangata come sono, sarà bellissimo farmi aiutare da lei a lavarmi, magari nell’acqua che si raccoglie qui accanto a noi e che immagino gelida. Comincio a fantasticare sul passare addirittura la notte qui quando mi trovo improvvisamente abbracciata da lei, che mi lecca e bacia le labbra, il naso, le guance.

“Quando si mischia il tuo sapore al mio è tutto più bello, amore”, mi dice tra un bacio e l’altro. E poi aggiunge: “Fa abbastanza freddo da voler tornare a casa, o non abbastanza da voler restare qui ancora un po’?”. Certo che restiamo qui: e per tutta risposta mi limito ad abbracciare lei ed a tenerla più stretta che posso, e poi vorrei davvero fare anche altro, me lei mi monta di nuovo sopra, ma stavolta lo fa solo per proteggermi e nascondermi. Non ho idea di come abbia fatto, ma ha visto un baluginio con la coda dell’occhio, o ha sentito uno scalpiccio di passi, o i bisbigli. La nostra torcia è ormai spenta, i miei occhi si sono abituati al buio e sì, vedo anche io una luce, più o meno dalla stessa parte dalla quale siamo arrivate noi.

“Ho una mezza idea su chi siano, amore”. Le mi parla all’orecchio in meno di un sussurro e ricomincia a muoversi sopra di me, come per distrarmi. E sì, lo sospetto anche io e mentre il contatto di pelle contro pelle mi riscalda di nuovo vedo, attraverso i cespugli che ci circondano e ci proteggono, quasi come in un sogno, la padrona di casa e la sua vichinga. Nude come noi, avanzano in fila, ognuna di loro regge la torcia ancora accesa, con un passo che ho sempre collegato alle scene stupide di un qualche film porno vintage tipo Ercole si sbatte tutte le Amazzoni. E poi mi dico che dovrei essere più gentile, siamo loro ospiti e probabilmente loro due hanno appena fatto esattamente quello che abbiamo fatto anche noi, e che ho già voglia di rifare.

“Dovresti restare ferma e zitta, amore”. Lei continua a sussurrare all’orecchio anche se le due figure femminili sono ormai passate, dirette immagino verso casa, ma io non ci penso neanche: dopo aver accarezzato lei lungo il filo della schiena ho trovato il bersagli, un piccolo pertugio elastico tiepido, ed ho cominciato a sfiorarne i bordi con gentilezza. Contemporaneamente comincio ad allargare le gambe ed ecco che lei non è solo sopra di me, ma a contatto nel modo che mi piace tanto; è il momento giusto e comincio a penetrare dentro di lei, ottenendo la reazione che desidero.