Un tranquillo week end di emozioni – Parte quarta

di cristinadellamore

(La parte precedente è qui)

Ma certo. Mangeremo a quattro palmenti, in sintesi, e sarebbe anche il caso di cominciare, la carne mangiata semicruda ha un effetto più forte e sarebbe bene macchiarci un po’ di sangue. Poi al fuoco di questo barbecue accenderemo delle torce e raggiungeremo un’altra radura, accuratamente scelta, in cui è già pronta la legna per il falò. Attorno al falò ci saranno danze rituali ed altrettanto rituali accoppiamenti per fecondare la Madre Terra, e insomma, questa parte mi piace un po’ meno, anche perché nella mezza luce che c’è qui gli occhi chiarissimi della mia ariana interlocutrice sembrano molto affamati. Non solo, sembra anche che si stia leccando le labbra come un gatto che pregusti una intera nidiata di canarini.

Vengo salvata proprio sul gong, prima che mi scappi da dire qualcosa di sgradevole, da lei, che quasi si materializza accanto a me; regge tra le labbra una mezza fetta di pane e mi bacia per porgermela; sì, è perfettamente abbrustolita, c’è abbastanza aglio ed un bel po’ di sale e pepe, magari un alito più potente può aiutarmi a tenere alla larga questa sacerdotessa di Freya, che in effetti gira sui tacchi e si allontana senza aggiungere verbo.

“Sì, amore, ti ho vista in difficoltà e mi sono decisa ad intervenire; dammi un bacio per ringraziarmi, me lo merito”. Certamente, ci scambiamo i nostri sapori arricchiti dai forti aromi della bruschetta, e mi dico che chi non gradisce le erbe aromatiche della nostra cucina davvero non sa cosa si perde. Soddisfatta come sono, seguo disciplinatamente lei che mi riporta in prima fila davanti alla griglia e sì, ho davvero voglia di addentare una di queste costolette che si stanno arrostendo ed emanano un gran bel profumo. Non sono la sola: le amiche sembrano impazienti di mangiare qualcosa, o forse hanno solo fretta di passare alla seconda fase della serata; immagino che la cosa le incuriosisca, dal momento che le conosco tutte come etero, e a questo punto sono curiosa anche io di vedere le dinamiche del gruppo, purché lei mi stia accanto come adesso.

La padrona di casa intanto comincia a distribuire i piatti: niente antiecologica plastica usa e getta, ma addirittura terracotta che sembra grezza, anche per i pesanti e rustici bicchieri che sembrano quasi delle tazze: una ricerca della correttezza filologica quasi commovente, non fosse che sono scomodissimi; non solo, secondo quanto mi ha esposto la bionda probabilmente dovremmo bere non vino ma idromele, che non ho idea di cosa sia ma suona molto antico, magari in corna di bue muschiato o di bisonte.

“Bisognerà mangiare con le mani, amore, ed appoggiare i bicchieri da qualche parte”. Lei come al solito mi legge nel pensiero, prima di allontanarsi per un istante, come a riconoscere il territorio. Mi viene in mente che un parco del genere ci permetterebbe di divertirci tantissimo: io ho una fantasia che non è mai stato possibile realizzare, quella di fare la nostra corsa quotidiana completamente nude, e concluderla facendo l’amore da qualche parte, all’aperto, su un prato. ma andrebbe bene anche un terreno spoglio, e poi lavarci in un laghetto e passare il resto della giornata pigramente all’aria aperta. Una volta, nel bosco comunale a due passi dalla casa in Basilicata, ci siamo andate molto vicine, insomma abbiamo almeno fatto l’amore, ma poi siamo dovute tornare a casa e mi è rimasta la fantasia realizzata a metà.