Dietro la porta – Sesta parte

di cristinadellamore

(Questa è l’ultima parte, quella precedente è qui)

“Di nuovo dietro no, per favore”, dice lei timidamente, quando mi metto alle spalle di lei e la abbraccio stringendo le tette, poi si corregge e aggiunge: “Se vuoi cerca di fare più piano di prima”, e si china un po’ in avanti. Non la voglio così, stringo le tette un po’ più forte e lei si rimette dritta; così posso prenderla proprio come desidero, infilando lo strapon dentro di lei dal basso verso l’alto. Le mie dita trovano i capezzoli e cominciano a tormentarli con misurata brutalità e intanto comincio a spingere, prima piano, poi più forte. Voglio sentire tutto il calore di lei e così aderisco al corpo che amo e desidero sempre di più dalle spalle alle ginocchia, mentre lei mi abbraccia in qualche modo portando le braccia dietro la schiena. Così siamo unite più che mai, e riesco a controllare il battito del cuore di lei che diventa più frequente ed a seguire il respiro che è diventato un ansimare che, lo so bene, è il preludio al piacere. Ed anche io sto benissimo, tanto che rallento, voglio godermi il piacere di lei prima di prendere il mio.

“Va bene così? Puoi fare anche più forte, se ti piace”. Lei ansima sempre più forte ma non rinuncia a giocare alla moglie obbediente ed a completa disposizione per il piacere coniugale; il mio piacere sale ancora più potente, lo tengo sotto controllo pensando a lei e sì, mi accorgo che è finalmente venuta mentre a me manca ancora un millimetro o poco meno. E allora sì, ci ho pensato tante volte mentre lei mi faceva impazzire di piacere, e adesso lo faccio, mi stacco da lei e le ordino di girarsi e di aprire la bocca, e vengo gridando con lo strapon infilato tra le labbra di lei, a cercarne la gola.

“È stato bello? Vuoi ricominciare o aspetti un po’? O magari ti basta così?”. Lei ha atteso che mi tirassi indietro, perché fulminata dal piacere sono rimasta per qualche lunghissimo minuto conficcata nella bocca di lei, fissandola negli occhi e respirando profondamente per calmare il battito tumultuoso del mio cuore. Prima di parlare ha abbassato lo sguardo, per nascondere il ben noto scintillio nelle iridi marroni che comunica felicità, gioia, piacere e tutto il resto, per aver condiviso questi momenti di purissima comunione non solo dei corpi. Provo a rispondere in tono annoiato che mi aspetto di essere svegliata domani mattina con il caffè e mi giro dall’altra parte. Davvero, perché sono stanchissima e non intendo davvero ricominciare, proprio non ce la faccio più. E mentre mi si chiudono gli occhi sento lei che si avvicina e mi abbraccia da dietro, con una manina maliziosa che stringe lo strapon che ancora indosso e che, ovviamente, non ho più intenzione di togliere.

“Lasciami addormentare così, lo so che ti piace”. Lei mi parla all’orecchio, preme le tette contro la mia schiena e nonostante tutto io mi addormento di schianto, l’ultimo pensiero è che domani mattina ci risveglieremo così, e sarà bellissimo.