Complimenti

di cristinadellamore

“Amore, sono sicura che ti starebbe benissimo”. Siamo imbacuccate che nemmeno a febbraio, davanti alle vetrine del negozio dei sogni impossibili; lei mi tiene un braccio attorno alla vita e con la mano cerca e trova un varco sotto la mia felpa; d’accordo, appena arriviamo a casa la toglierò, e comunque ringrazio per il complimento, ma non mi ci vedo ad andare in ufficio, o peggio ancora al prossimo colloquio di lavoro presso l’azienda fin troppo maschilista che mi vuole ad ogni costo e dei cui dirigenti mi fido poco, conciata così.

“Io pensavo a quando andremo a mare: voglio dire, amore, non farà brutto tempo per sempre”. Lei tocca, sfiora e stringe ed io ovviamente annuisco: quando lei fa così perdo completamente il controllo e divento una sola massa di carne che brama carezze e tutto il resto. Vorrei rispondere che a lei starebbe certamente meglio, visto che è più snella e meno fornita di me, lì davanti; ci penso un attimo e immagino prima me, poi lei, con addosso solo la maglietta rosa – lasciamo perdere i jeans, ne abbiamo abbastanza – e le scarpe con la luccicante suola rossa e decido che devo averla, quella maglietta, farò la coda di nascosto da lei quando cominceranno i saldi.

“Mettiamoci d’accordo prima, amore: ce ne basterà una”. Lei mi ha letto come al solito nel pensiero e mi punisce smettendo di toccarmi. D’accordo, me lo sono meritato; mi viene la faccia contrita e mi strofino come posso accanto a lei per chiedere altre coccole, non me lo aspetto ma sono accontentata con un bacio, forte e dolcissimo, la lingua di lei cerca e trova la mia prima di esplorare il resto della bocca: vorrei già essere a casa, in genere dopo un bacio così lei lascia colare la saliva tra le mie labbra e non mi basta mai.

“A me piace anche moltissimo quella giacca, anche se non la metterei mai con una gonna nera”. Io guardo e per un istante non vedo, sto ancora pensando al sapore di lei sulle mie labbra sulle quali passo la lingua per sentirlo meglio. Guardo lei negli occhi e mi accorgo che hanno un lampo fortissimo di desiderio, pari al mio.

“Lo sai, amore, l’effetto che mi fai quando fai così. Anche quella giacca può aspettare”. Lei raddrizza la schiema, mi stringe alla vita ancora più forte e si rimette in movimento. Quasi di corsa: come me, non vede l’ora di arrivare a casa. Cercherò di convincerla a cominciare nell’ascensore, è troppo tempo che non lo facciamo, e sono quasi certa di riuscirci.