Dietro la porta – Quarta parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

Scostante, arrogante, maleducato ed anche un po’ stronzo, d’accordo, dovrebbe essere così il marito tipo della perfetta famiglia eterosessuale. E allora mi alzo ed un po’ barcollando perché mi sento nonostante tutto le gambe molli dopo l’orgasmo entro in bagno a mia volta, dopo aver indossato la maglia stazzonata che ho raccolto in qualche modo dal pavimento. Non degno lei di uno sguardo e mi lavo frettolosamente le mani – immagino che un maschio farebbe qualche altra sommaria abluzione al lavandino ma mi manca la materia prima. Mi asciugo e mentre esco parlo a lei per intimarle di tornare a letto, senza nemmeno guardarla in faccia.

“Subito, arrivo subito”. La risposta è a bassa voce, in tono preoccupato. Non sarò anche un po’ manesco? No, non me la sento di arrivare a questo punto, decido mentre mi sdraio occupando tre quarti del letto. Vediamo, mi chiedo, cosa potrà dar più fastidio ad una brava donna tutta casa, letto e chiesa? E mentre me lo chiedo mi muovo un po’ e trovo qualcosa sotto il cuscino: il nostro strapon preferito, quello da venticinque centimetri, ricoperto di belle e con le borchie di ottone alla base del glande. Lei deve averlo nascosto qui prima di mettersi a letto, e lo ha anche lustrato alla perfezione, nella poca luce il metallo brilla addirittura.

“Scusami se ci ho messo tanto”. Lei tiene gli occhi bassi e parla a mezza voce, si vede che ha paura del marito come ogni brava moglie; e questo mi conferma che ho un pessimo carattere e sono incapace di gesti di affetto che vadano oltre quelli più semplici e bruschi. Quindi faccio segno a lei di avvicinarsi, la prendo per il mento e la bacio con una certa violenza. Quando mi stacco sono senza fiato, perché lei ha risposto al mio bacio abbracciandomi e lasciandosi andare contro di me, ed ho sentito i capezzoli eretti di lei contro la mia pelle attraverso la camicia da notte. E dopo il bacio lei lascia scorrere le mani lungo il mio corpo fino ad infilarle sotto il piumone, in un gesto un po’ timido ma come dettato da una lunga pratica: mentre lo fa non mi guarda negli occhi.

“Ti chiedo scusa”. Lo ripete e poi si infila con la testa sotto le coperte come a nascondersi: dovevo immaginarlo, una cosa del genere la fai disciplinatamente al marito che ti ha bene istruito ma ti vergogni lo stesso, meglio nascondersi così. Mi rendo conto di quanto lei sia imperialmente snella perché il piumone nemmeno si gonfia, visto che è teso dallo strapon che punta orgogliosamente verso l’alto. Ecco uno dei rari momenti in cui rimpiango di non essere un uomo, non conoscerò mai la dolcezza delle labbra ed il calore della bocca di lei attorno al segno primario del mio sesso. Non ci penso e mi godo il piacere tutto mentale del gioco che lei ha costruito e credo di essere entrata perfettamente nella parte; non mi trattengo e metto una mano possessiva sulla nuca di lei, che bacia e lecca instancabile. Di nuovo mi chiedo cosa fa questo tipo di uomo: viene in gola alla moglie senza avvertirla, prova a soffocarla spingendo la testa più in basso possibile, o cosa? E mentre me lo chiedo lei si ferma improvvisamente.

“Ti basta così? Mi volto?”. La voce di lei arriva un po’ soffocata ed è prima di ogni sfumatura, sembra chiedermi se c’è abbastanza sale nel minestrone o se deve lavare le camicie; da sotto il piumone, però, al mio odore si è aggiunto quello di lei, questo gioco le piace quanto piace a me, per fortuna, e vuole anche dire che probabilmente non c’è nessun messaggio nascosto che vuole mandarmi, o che comunque il motivo principale del gioco è solo il nostro piacere. Rispondo di sì accompagnando le parole con uno scappellotto un po’ più forte del necessario che a lei strappa un gemito: dovrebbe essere dolore, riconosco invece il piacere che sta provando e me ne fregio come di una medaglia.