Dietro la porta – Prima parte

di cristinadellamore

“Ciao amore, bentornata”. Lei si fa trovare nell’ingresso, ed ogni volta mi chiedo come faccia, non è possibile che si accampi qui ogni pomeriggio finché non arrivo a casa. Sono stanca, sudata ed incazzata, come spesso mi capita in questo periodo, per i casini che ho in ufficio; ma stasera non dovrei, perché d’accordo che anche oggi ho fatto tardissimo ma almeno ho chiuso un bel contratto che ci aggiusta il budget di questo mese ed anche del prossimo. Così mi lascio andare all’abbraccio di lei che mi stringe e mi bacia prima ancora che possa posare la borsa del computer e la borsetta e non dico togliermi ma almeno sbottonarmi il giaccone.

“Finalmente, amore, non ne potevo più di aspettarti”, mi dice lei staccando per un istante le labbra dalle mie e premendo il ventre contro di me. Certo, nemmeno io ne potevo più di stare in giro, col brutto tempo di una stagione che non vuole proprio diventare primavera e le preoccupazioni per il lavoro e la sgradevole discussione col direttore commerciale che non è soddisfatto di come sto trattando un cliente secondo lui importante. Adesso va tutto bene, e mi è venuta anche voglia di uscire a correre con lei e la cugina, non importa se è tardi e le previsioni portano pioggia e di nuovo freddo. A proposito, lei incurante del freddo ha addosso solo una felpa sottile e quando finalmente si stacca di me vedo che ha i capezzoli dritti in cima ai seni impennati, e quando si volta per scappare in cucina mi accorgo che non ha messo nemmeno le mutandine. Mi sta mandando un messaggio, ed io sono pronta per lei, come sempre.

“Vieni, amore, ti aiuto a cambiarti”. Lei mi chiama dalla nostra stanza da letto ed io lascio cadere borsa, borsetta e giaccone per fare più in fretta: è una parte del gioco, lei mi spoglia, mi bacia e mi fa la doccia, e sotto la doccia cominciamo a divertirci, ma stasera c’è una sorpresa. Sì, perché lei davvero mi aspetta accanto al letto, ma ha fatto in tempo a cambiarsi a sua volta ed ha indossato uno stazzonato abituccio da casalinga disperata, e mi propone una tutona informe che non ho mai visto e delle infradito da bancarella. Sicuramente ha in mente qualcosa e decido che sì, mi lascio guidare e prendere dal gioco, e non protesto quando lei mi lascia lì e non mi accompagna in bagno: significa che non devo fare la doccia, secondo me, e comincio a capire qualcosa.

“Sbrigati amore, altrimenti si raffredda”. Lei mi chiama dal soggiorno, dal quale in realtà non è che arrivino profumi stuzzicanti, e prima che possa entrare quasi mi scontro con la cugina che indossa una striminzita magliettina, i calzoncini che scoprono una bella fetta di culo e si è fatta addirittura i codini. Ha in mano il telefono, le cuffiette infilate nelle orecchie, e insomma è una bella imitazione di una adolescente malmostosa: capisco, stasera giochiamo al capofamiglia scoglionato ed un po’ coatto. E siccome lei non fa mai niente senza una buona ragione, non sarà solo per concludere la serata con dell’ottimo sesso.