Determinazioni

di cristinadellamore

Sono in ufficio e cerco di concentrarmi sulla relazione settimanale quando il mio pc emette una specie di grugnito che mi fa sobbalzare. È l’ultima alzata di ingegno del nerd: quando arriva un messaggio dal direttore commerciale viene annunciato dal verso del maiale.

Convocata immediatamente, decisamente non spreca parole. Mi chiedo confusamente, attraversando il breve corridoio, se è questo il giorno della lettera di contestazione, anticamera del licenziamento, e faccio anche in tempo a rimproverarmi per non aver avvertito lei: ho bisogno di un avvocato e di mia moglie.

Dunque, il direttore commerciale mi mette sotto il naso una lettera accartocciata e mi chiede se ne so qualcosa. Ovviamente sì, ho aiutato lei a scriverla e ne riconosco l’elegante firma tra gli scarabocchi delle altre due socie: lo studio di lei deve rinnovare il sistema di IT e questo è l’invito ad offrire (lei mi ha spiegato che si dice così) per server, postazioni di lavoro e programmi. È stato inviato ad una dozzina di aziende, ed anche alla nostra, nonostante le mie perplessità.

Già, perché davvero io non posso occuparmi di questo, diciamo che c’è un certo conflitto di interessi e lei potrebbe risponderne al Consiglio dell’Ordine e, perché no, anche patrimonialmente alle socie dello studio. Peccato che spiegarlo al direttore commerciale sia superiore alle mie capacità; anche perché non vuole sentire, alza la voce, mi insulta anche. In conclusione, secondo questo bel tomo dovrei sfruttare l’ascendente che ho su di lei per portare a casa la commessa, e poco importa, tra l’altro, che non siamo neanche attrezzati per fornire tutto quello che chiedono: d’accordo i programmi, anche se non so se abbiamo qualcosa di così specifico come quello per la gestione delle cause che ci hanno chiesto, ne ho venduto uno qualche anno fa e poi più niente, ma l’hardware dove lo troviamo? Niente da fare: certo, potremmo cercare qualcuno con cui associarci, o molto semplicemente comprarlo sul mercato, ma ci rimetteremmo, alla fine: queste operazioni sono sempre sul filo del rasoio.

Tra un urlaccio ed un insulto, alla fine l’ordine è che dobbiamo prendere questa commessa che ci aggiusta il budget per un paio di anni, visto che comprende manutenzione ed aggiornamenti. E la cosa viene affidata al mio team: dunque, è una trappola, un gioco in cui posso solo perdere. Sì, perché se non ce la facciamo a prenderla sarà colpa mia, e invece se la prendiamo e alla fine ci perdiamo, come è molto probabile, sarà pure colpa mia.

Bene, io a questo punto incarico il commerciale giovane di preparare una relazione su quello che abbiamo in casa, io comincio a sentire in giro per tutto quello che dovremo prendere dall’esterno e vedremo come andrà a finire. E no, non ne parlerò con lei, assolutamente. Ma ho già due appuntamenti per un altro lavoro: mi sento un po’ più sicura.