Ad occhi spalancati – Ottava parte

di cristinadellamore

(Qui la parte precedente)

Dunque, dice che mi sta seguendo da un po’, ha capito che sono in cerca di qualcosa di specifico e speciale e che finalmente l’ho trovato. Insomma, modestia a parte, sarebbe lui. E adesso, aggiunge, cerchiamo un posticino più riparato e divertiamoci. Mi tiene sempre per la mano, con delicatezza; dunque, non è che questo tizio mi fa paura, anche se in un ambiente come questo non posso utilizzare la mia difesa preferita che poi sarebbe la ginocchiata nelle palle, ottima per far calare la libido ai maschietti sovraeccitati. No, il guaio è che potrebbe arrivare lei, vedermi così vicina ad un altro ed equivocare, e la cosa mi preoccupa terribilmente, a dirla tutta mi viene da piangere.

Questo tipo non se ne accorge, rendo grazie alla maschera, e mi sento così priva di forza che lo seguo senza fare storie, e sfioriamo passando la cugina ed il professore – e sì, sono sicura che sono loro – mentre ci dirigiamo, guarda caso, proprio nel salottino dal quale è partita la nostra ricerca. Lei mi fece leggere, tanto tempo fa, ed era una delle prime occasioni in cui si occupava della mia cultura e non solo della mia salute, si prendeva cura del mio cervello oltre che del mio corpo, la storia dei cavalieri della Tavola Rotonda e della ricerca del Graal. Probabilmente ci capii poco, come poco ci capirei adesso se la rileggessi, ma mi colpì che a trovare la coppa fosse Perceval, o Parsifal, che insomma era il più stupido di tutti. Lei mi spiegò che era così perché l’autore di mille anni fa, più o meno, voleva tratteggiare un uomo puro di cuore e sì, finalmente capii cosa voleva dirmi lei dandomi quel libro, io ero pura di cuore se non di corpo, ed avevo trovato il Graal, finalmente.

Io sono ancora pura di cuore, perché il mio cuore appartiene a lei, e mentre questo ospite un po’ mi guida ed un po’ mi spinge nell’ultimo salottino, buio pesto, alla ricerca di un divanetto libero, penso che qualunque cosa stia per accadere sarà quella giusta in questo momento. Questo tizio mi parla sempre più da vicino, come per ipnotizzarmi con le parole, mi dice che è sicuro che io sono molto bella e molto calda, che è felicissimo di avermi trovata, e infine che è sicuro che ci divertiremo tantissimo. Io mi sono arresa, davvero, non parlo e mi lascio stendere sul divanetto, comincio a sentire le mani estranee che frugano sotto il mantello cercando le tette ed il peso di uno sconosciuto che comincia a gravarmi sul ventre: con un angolino del cervello, che intanto è tutto rivolto a lei, chissà dove si trova adesso, e chissà se è nelle mie stesse condizioni, alle prese con uno sconosciuto, sento che questo è un maschio eccitato e dotato, molto dotato: io non lo sono, ed ho paura che, oltre tutto, mi possa anche fare male.

Non lo sono? No, in realtà non è vero, quest’uomo stringe le mie tette attraverso il vestito ed il mio corpo reagisce, i capezzoli si induriscono disciplinatamente ed altrettanto disciplinatamente la mia fichetta comincia a pulsare, perché il maschio sopra di me ha lasciato il mio seno, che ora è uscito dalla scollatura e punta orgoglioso verso l’alto ed ha trovato la pelle delle mie cosce attraverso gli spacchi dell’abito: sono mani abili, in realtà, che accarezzano e stimolano, le mani di una persona esperta. Mentre trova le mutandine e comincia a farle scorrere verso il basso dice anche che sente il mio odore, che è bellissimo e dimostra che ho voglia di scopare.