Spettatrici – Seconda parte

di cristinadellamore

(Questa è l’ultima parte, qui c’è quella precedente)

“Adesso non ti distrarre, amore”, mi dice lei dopo essersi staccata da me. Difficile a dirsi, con il sapore delle labbra e della lingua di lei che ha cancellato quello della cena, ma ci provo. Anche perché sull’improvvisato palcoscenico è comparso un tizio alto e bruno, decorosamente vestito in maglione scuro e jeans, che attende qualche istante per essere certo di avere tutta la nostra attenzione, poi fa un piccolo inchino e si irrigidisce per un istante come sull’attenti. Solo per un istante, perché parte una musica d’altri tempi, un rock morbido ed orecchiabile e sì, questo giovanotto comincia a muoversi a tempo e inizia uno spogliarello.

“La musica avrebbe fatto sobbalzare papà e mamma che amavano quel film, è Joe Cocker. Mi sembra davvero bravo, che ne dici, amore?”. Non dico niente, perché quest’uomo balla benissimo e si spoglia con stile, mostrando per il momento un busto asciutto e muscoloso il giusto, e insomma accanto a noi le amiche trattengono il fiato e me ne accorgo benissimo, ed anche io stringo un po’ più forte le gambe ed intrappolo la mano di lei; lei che non fa il minimo sforzo per cercare di liberarsi, ovviamente.

“Dovremo avere un po’ di pazienza per il resto, amore”. Lei muove appena la testa e prende a gentilmente leccarmi l’orecchio, attorno al piccolo orecchino di rubini che mi ha regalato qualche tempo fa e che non vorrei togliere mai perché sono due gocce del sangue di lei. Cosa intende dire? Lo spogliarellista è rimasto con i jeans aderenti che quasi sembrano una calzamaglia da ballerino classico, ed in una posizione adatta alla tenuta: non sembra stanco, è perfettamente depilato e deve essersi passato addosso una crema o un olio perché la pelle luccica sotto i faretti.

“Ecco, amore, ci siamo”. Lei mi infila la lingua nell’orecchio e contemporaneamente la musica cambia, diventa un rock-‘n-roll classico, ancora più datato del precedente, e c’è una ragazza accanto all’uomo. Bionda, tutta vestita di bianco – camicetta, gonna al ginocchio e scarpe da ginnastica. Al ritmo di quella musica accenna a spogliarsi, poi si ferma dopo aver sbottonato la camicetta mettendo in mostra un bel paio di tette. L’uomo allunga un braccio, poi l’altro e insomma, la musica riparte e lo spogliarello della ragazza si mischia ad una esibizione di rock acrobatico, una cosa che io ho visto una volta su Youtube e che mi ha lasciata senza fiato. Mi spiego, tra un salto, una giravolta ed un assurdo passaggio tra le gambe del partner scivolando sul sedere la ragazza rimane con le mutandine e le calze, che poi sono degli scaldamuscoli molto lunghi che partono da mezza coscia e arrivano fino alla caviglia.

“Valeva la pena mangiare poco e male, amore, non è vero”, mi dice lei mentre applaudiamo fino a spellarci le mani, lei, io e tutti quanti siamo, le amiche e gli altri ospiti. Adesso sì che l’uomo ha il fiatone, ed anche la donna, me ne accorgo quando si inchinano per ringraziare il pubblico; non posso fare a meno di notare, arrossendo un po’, che l’uomo esibisce una imponente erezione sotto la calzamaglia e la donna ha i capezzoli eretti in cima alle tette che sembrano ancora più grosse. Più grosse delle mie, mi dico, e provo una certa invidia, dal momento che stanno su benissimo.

“Non è finito lo spettacolo, amore”, e intanto l’applauso si spegne lentamente, riparte la musica e, così come sono, l’uomo e la donna cominciano di nuovo a ballare. Niente rock-‘n-roll, riconosco anche questo, è un tango, e accidenti se non sembra che i due ballerini stiamo facendo sesso qui davanti a tutti; sono sicura che lei mi sta guardando e si è accorta di quanto io sia eccitata: pensa di fare qualcosa per me, qui ed ora? Lo fa, mi passa un braccio attorno alle spalle e manda la mano in avanscoperta sulle mie tette.

“Sei sempre impaziente, amore”. E mentre l’uomo accompagna la donna in un profondo tuffo all’indietro e si trova con l’inguine contro quello della ballerina lei mi strizza forte un capezzolo, che ha trovato senza fatica nonostante sia protetto da giacca, camicia e reggiseno. Io vengo, improvvisamente, senza riuscire a controllare il mio gemito che lei conosce così bene e che è bravissima a provocare. Devo ricambiare, non appena possibile.