Cavalieri e principesse (in pericolo) – Quarta parte

di cristinadellamore

(Psss, la parte precedente è qui)

E no, non è in uniforme, è solo una giovane donna molto elegante ed è la nuova direttrice; bene, io mi sento un po’ a disagio visto che sono vestita un po’ come la parente povera, comunque questa qui, che ad occhio avrà l’età di lei, è molto gentile, mi offre un ottimo caffè e mi spiega che sì, l’attività si è ampliata anche se oggi non sembra ed hanno deciso di ripensare tutto il sistema informatico. Mi scaldo bevendo l’ottimo caffè e mi asciugo nell’ambiente tiepido e profumato, è una enorme cucina nella quale servono anche la prima colazione, come mi ha detto la direttrice, e intanto cerco di non sembrare troppo avida: gestionale, contabilità, sito web, supporto e-commerce, con questi facciamo il budget di un paio di mesi, se va tutto liscio. E deve andare liscio, decido, dimentico quello che ho appena visto e quello che significa, in fondo questa bella signora non ha nulla a che vedere con quello che capita lì fuori, non è vero?

Apro il portatile e la direttrice si sposta per accomodarsi senza formalità accanto a me, sento quasi il calore della sua coscia contro la mia e mi ritrovo di nuovo a disagio: cosa avrà in mente? Inghiotto un po’ di saliva e faccio finalmente partire la presentazione dei prodotti. Vorrei andare col pilota automatico, come sempre, ma vengo spesso interrotta in maniera cortese e ferma: la direttrice mi chiede spiegazioni con domande pertinenti, e meno male che conosco bene questi prodotti, il nerd li ha sviluppati e sistemati seguendo le mie indicazioni.

In conclusione, la presentazione invece di durare quindici minuti, che poi è il tempo massimo di concentrazione del cliente medio, almeno secondo la nostra esperienza, si prolunga per quasi un’ora, ed io sono stanchissima, anche se il nervosismo mi è passato completamente; è proprio vero che questo è il mestiere per il quale sono nata, come qualche cliente mi ha detto per farmi un complimento – e no, in ufficio non me l’ha mai detto nessuno, di complimenti i nuovi capi sono particolarmente avari. Senza parere butto un occhio nell’angolo dello schermo e mi rendo conto che il mio piano, quello di tornare in centro ed andare a mangiare anche solo un panino con lei, è ormai saltato, per fortuna sembra che qui le cose stiano andando bene.

La direttrice si alza, sfiorandomi di nuovo, dice che ha bisogno di sgranchirsi le gambe e mi invita a fare un giro della struttura, tanto per rendermi conto dei problemi che ci sono nella gestione: certo, e magari la prossima volta torno qui con il nerd, così si rende conto anche lui e personalizza il prodotto, perché no; ma questo mi limito a pensarlo, intanto devo vendere, poi penserò alla castomizzazione, come dice il nerd, e forse neanche si scrive così.

Questo posto è davvero carino ma emana vibrazioni sgradevoli: proprio io che non credo che a quello che posso vedere e toccare mi sento un po’ strana, e per il momento mi limito a dare la colpa alla presenza della cliente che mi sta sempre molto vicina, tanto da farmi sentire il profumo che usa, una fragranza strana, che sa di legno e di spezie, molto maschile. Con un angolo del cervello la riconosco, lei ne ha comprato un piccolo flacone ed ogni tanto la indossa e mi piace moltissimo, mi distraggo pensando a lei vestita solo del profumo e mi scontro con la direttrice che si è fermata di colpo, mi scuso arrossendo perché io sono senza i tacchi, la cliente li porta e fondamentalmente siamo alte uguali, ho sentito un culo alto e sodo contro il mio inguine, in una intimità che dovrebbe essere riservata soltanto a lei.