Unioni e riunioni – Seconda parte

di cristinadellamore

(Questa è la conclusione, segue da qui)

No, incredibilmente mi parla a voce bassa e controllata – e mi rendo conto per la prima volta che ha davvero una bella voce, profonda e ben impostata, sembra quella di un attore, e certamente lo aiuta molto nei contatti con i clienti, e mi dice che dobbiamo parlare delle vendite e degli incontri, perché ha un problema che si porta appresso da un po’ di tempo. Quasi non credo alle mie orecchie e non so se riesco a conservare l’aria imperturbabile col mezzo sorriso che, dice sempre lei, mi dona perché mette in evidenza le labbra carnose.

Riesco a dire che va bene, ci possiamo mettere a sedere in un angolo per non disturbare le colleghe che stanno lavorando in tono quasi normale, ed ecco qui, l’energumeno apre il computer e mi mostra un lunghissimo elenco di clienti: è un foglio di calcolo, accanto ad ognuno caselle e caselle con segni di spunta ed annotazioni, sono anni che li segue, mi accorgo che qualcuno ce l’ha in portafoglio da prima della fondazione di questa azienda, altri sono nomi che conosco, ho trattato anche io durante le precedenti campagne o li ho lasciati al commerciale giovane quando è venuto a lavorare con me. Molto bene, so cosa fare. Il dubbio è se l’energumeno sarà d’accordo, queste non sono cose che si possono risolvere con un ordine, bisogna essere convinti.

Vorrei prenderla un po’ alla larga ma non ci riesco, e mentre le amministrative fanno finta di lavorare ma non si perdono una battuta, dico che questi sono diventati quasi degli amici, anzi senza quasi, c’è bisogno per loro di una faccia nuova – e infatti durante le campagne dell’anno scorso abbiamo combinato più di un affare. Non sarà male, aggiungo, metterci a lavorare su questo portafoglio per dargli una ripulita. L’energumeno si limita ad annuire, ma non mi basta; mi sento molto il sottufficiale istruttore di “Ufficiale e Gentiluomo” perché dico che non ho sentito, e così il mio interlocutore esala una risposta affermativa, neanche avesse accettato di farsi tagliare una mano.

Benissimo, concludo, e intanto do una nuova occhiata alle agende; possiamo cominciare subito, vado io ai tuoi appuntamenti di stamattina, e intanto tu ti metti subito al lavoro e prepari un primo elenco di clienti da passare al commerciale giovane, insomma fate un cambio. Riunione domani mattina e perfezioniamo l’idea, aggiungo, intanto io vado fuori a vendere.

Mi alzo sotto gli occhi allibiti delle amministrative mentre l’energumeno mi ringrazia e mi saluta molto compitamente: adesso il problema è mio, devo vendere assolutamente qualcosa stamattina, e devo correre per arrivare puntuale al primo appuntamento. Mi auguro buona fortuna da sola, ne ho bisogno.