Sotterfugi

di cristinadellamore

Lei mi prende gentilmente per i capelli e mi attira a sé, sotto il piumone, nel nostro letto, mentre fuori fa freddo. Qui invece è caldo, e posso riempirmi le narici dell’odore di lei, la bocca del sapore della pelle e della carne di lei, e non ho nessuna voglia di smettere. Mentre lo faccio, quasi inconsapevolmente, ed anche se lei non può vedermi, assumo la corretta posizione della sottomessa alzando un po’ il culo ed incrociando i polsi dietro la schiena.

Lei non può vedermi ma può sentirmi, mentre mi dedico devotamente al nostro piacere, e mi chiedo se lei stia magari inseguendo una fantasia, il gioco della sconosciuta di cui si serve il proprio piacere. Mi offenderebbe la cosa? Certo che no, confesso a me stessa di averlo fatto anche io quando ho accolto lei a quattro zampe, senza guardare, il culo in alto e la faccia schiacciata sulle lenzuola per soffocare il gemito del mio piacere.

E mentre bacio, lecco e mordicchio, sento le dita di lei che mi cercano con gesto familiare e si aprono con forza gentile la strada dove sono più stretta e più sensibile, cercando i punti più delicati dentro di me, quelli che lei conosce benissimo. Deve essere così che fa un pianista col suo strumento, preme i tasti giusti e ne trae una melodia, ed ecco che dimentico quello che sto facendo, soffoco contro la carne rovente di lei il gemito che mi arriva da ben più in basso dei polmoni e mi fermo, senza fiato.

“Resta così, amore, domani potrai ricominciare da dove ti sei interrotta, e anche io”. La voce di lei è un roco sussurro che mi augura tutto il bene del mondo, ed io mi addormento così, nel posto più bello del mondo.