Unzioni estreme

di cristinadellamore

“Aspetta, amore, ti aiuto io”. Lei mi parla da dietro la porta del bagno, io ho appena tolto l’asciugamano e sto contemplando, un po’ perplessa, l’elegante flacone della crema che ho comprato d’impulso, quando stamattina sono andata a prendere un caffè tra una riunione e l’altra e sono passata davanti alla profumeria che, sotto l’ufficio, costituisce una delle più serie tentazioni (l’altra è una pasticceria che in questo periodo espone dolci di carnevale e montagne di cioccolatini delle migliori o più sconosciute marche), colpita dall’offerta e dall’elegante confezione. Ma certo, e grazie, rispondo, accomodati pure.

Vediamo, io non ho mai usato qualcosa del genere, questa roba dovrebbe essere idratante, rassodante, antirughe e anti chissà cos’altro, probabilmente non funzione per nessuna di queste cose ma ha almeno un ottimo profumo e sì, concludo mettendone un paio di gocce sulla punta delle dita, è anche molto gradevole da toccare, anche più di quella che usa lei quando si ricorda e che ho l’onore di stenderle sulla schiena e sui fianchi.

“Fammi vedere, amore, sono curiosa”. Lei tende la mano e studia l’etichetta, poi prende ad accarezzare il vetro sfaccettato con la punta delle dita; sì, probabilmente la confezione è la cosa più costosa di tutte le componenti del composto, magari quando la crema sarà finita laverò per bene la bottiglietta e la metterò in bella evidenza da qualche parte. E poi smetto di pensare alla crema ed al flacone perché mi rendo conto che tra un istante, poco più o poco meno, sentirò le dita di lei su di me, e che quella carezza che lei sta facendo è una specie di acconto a quelle che sta per farmi.

“Bene, amore, vediamo come funziona”. Lei comincia gentilmente a massaggiarmi le tette, e si interrompe subito, mi fa un cenno, mi rivolge un sorriso e mi precede in camera da letto. Giusto, non è questo il posto, mettiamoci comode.