la battaglia: pomeriggio (5)

by cristinadellamore

Storie di Elfi e di Uomini

Belladonna raccolse, chinandosi con qualche difficoltà, Sorriso Solitario, e si avvicinò all’Elfo inginocchiato; gli parlò in alto elfico, tenendo la punta del lungo pugnale appoggiato al collo del nemico: “Non ti farò la grazia di ucciderti, o almeno non subito, ma sei stato un valido avversario e ti farò soffrire il meno possibile se ti comporterai da bravo prigioniero. Sdraiati faccia a terra, adesso”. Contemporaneamente l’Elfa dette un colpetto col pugnale, quanto bastava per pungere la pelle del ferito ma senza versare altro sangue. Obbedito che l’Elfo ferito ebbe, Belladonna stracciò un lembo della tunica e ne legò i polsi del prigioniero dietro la schiena, rapida come il lampo, intimandogli nel contempo: “Resta qui. Tornerò ad occuparmi di te non appena mi sarà possibile”. Il prigioniero rispose con un lamento ed una richiesta di essere ucciso in fretta, che non ebbe risposta: l’Elfa mezzo correndo e mezzo zoppicando, si era…

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