Disintermediazione – Terza parte

di cristinadellamore

(Segue da qui)

Il nerd conclude le sue incomprensibili spiegazioni e mi invita a prendere il caffè dopo aver chiuso il suo portatile con un gesto elegante e definitivo, ed io mi accorgo che è passata quasi un’ora, e le due amministrative continuano a parlare, impossibile che stiano ancora discutendo di lavoro; comunque dico che va bene e seguo il nerd in corridoio, rendendomi conto che si è autoproclamato guardia del corpo: peserà venti chili in meno del commerciale energumeno e se non fosse una cosa terribilmente seria mi verrebbe da ridere. Ma davvero quel tizio sarebbe capace, per dire, di prendermi a schiaffi? Preferisco dirmi che non è possibile, e lo dico anche al nerd mentre ci scottiamo con il caffè bollente ed orribile della macchinetta; il nerd si stringe nelle spalle e dice che in questo mondo una cosa è impossibile finché non arriva qualcuno e la fa, che poi sarebbe quasi una citazione di Einstein, e insomma, non è che mi aiuta a non preoccuparmi.

Porto il caffè alle amministrative che stanno ancora lì a confessarsi o quasi, smanettando sui computer. Mi ringraziano e la riccia mi dice che va tutto bene, che questo tipo di lavoro sembra più interessante e che quello che si diceva in giro di me e del mio team le pare tutto vero. Non so se inorgoglirmi o incazzarmi, perché quello che si dice di me in ufficio non è sempre lusinghiero, quindi faccio finta di niente. Mi accorgo che alle spalle della riccia il nerd si è lasciato scappare un sorrisetto, magari trova divertente l’ingenuità esibita da questa ragazza che vuole essere accettata.

Meccanicamente sorrido a mia volta e mi metto a smanettare anch’io sul computer; eccola qui, l’agenda del commerciale energumeno, fino a ieri non la vedevo, ed è ben piena per quasi tutto il mese di gennaio. I nomi non mi dicono niente, si tratta di un portafoglio clienti che dovrò comunque conoscere. C’è un solo modo, andare a vedere le singole schede, ma adesso non ho tempo, quindi carta e penna – sì, ancora le uso, lei mi ha regalato un libricino elegantissimo dicendo che è lo stesso taccuino degli appunti di grandi scrittori – e prendo nota, e intanto il nerd imballa il computer, saluta e se ne va, e quasi contemporaneamente se ne va anche l’amministrativa part time, insomma è ora di pranzo, io devo pensare agli appuntamenti del pomeriggio e magari mettere nello stomaco qualcosa, quindi alzo gli occhi dallo schermo ed incrocio quelli dell’amministrativa riccia che mi sta fissando al di sopra dello schermo del suo pc; è uno sguardo un po’ strano, gli occhi verdi sono profondi ed intensissimi e capisco che sta cercando il modo di dirmi qualcosa. Potrei aiutarla, ma non qui, e la invito a prendersi la pausa pranzo: se le va, può venire a mangiare un boccone con me.

La riccia accetta e mi segue con devozione quasi canina: io sento sempre lo sguardo della ragazza puntato su di me ed un po’ mi imbarazza, anzi un bel po’: cosa fa, adesso, mi guarda il culo? Che si diverta pure, oggi ho messo il tailleur rosso fuoco che, dice lei, mi sta benissimo ed emana sesso e potere. L’ho scelto apposta per la riunione di oggi, e adesso me ne pento, anche perché in tintoria l’ultima volta hanno fatto qualcosa di sbagliato e si è un po’ ristretto e insomma, a guardarmi da dietro do veramente spettacolo, è un abito che dovrei riservare a quando esco con lei.

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