Frammenti e reazioni

di cristinadellamore

“Non lo stai facendo bene come al solito, amore”. Lei mi tiene per i capelli ed io sono proprio lì dove devo essere, in ginocchio, il sapore di lei sulle labbra, l’odore di lei nelle narici; i polsi ammanettati dietro la schiena, i ceppi alle caviglie e trenta centimetri scarsi di catena ad unire ceppi e manette. E sì, lei ha ragione, per qualche motivo non sono concentrata su quello che sto facendo e me ne vergogno profondamente.

“Parlami amore, dimmi cosa c’è che non va”. Lei mi tira indietro il capo con un piccolo strappo gentile e mi obbliga a fissarla negli occhi. Sta sorridendo, vuole che io sappia che lei mi ama e vuole che sia serena e felice mentre facciamo l’amore. Poi mi spinge di nuovo il viso contro di lei ed io mi inebrio dell’odore così familiare.

“Pensaci con calma, amore. Si vede che è successo qualcosa oggi”. Io mi accarezzo contro il ventre liscio di lei respirando a pieni polmoni ed assaporando le mucose fragranti. Cosa mi frulla per il cervello? Ma certo, il cliente di stamattina, il primo appuntamento dell’anno. Era un po’ che non incontravo un uomo così sgradevole; ormai dovrei esserci abituata ma ogni volta è uno choc, quando non ti guardano in faccia ma le tette, e provano ad infilare doppi sensi in ogni frase che dicono. Ma perché non sono riuscita a buttarmela dietro, anche questa giornata, quando ho finalmente spento computer e telefono aziendale?

“Resta così, amore, e rilassati”. Le dita di lei mi sfiorano la nuca in una carezza che non manca mai il suo obbiettivo, neanche questa volta. Grazie, mia signora, per essere qui e per capire anche quello che non dico e non capisco nemmeno io. Vediamo, il cliente era un cinquantenne decisamente ripugnante, pochi capelli accuratamente riportati sul cranio lucido, occhi porcini affogati in una faccia da luna piena, labbra umide e sempre sogghignanti, spalle strette e pancione sporgente. Tanti soldi e l’aziendina che diventa sempre più grande, quindi qualche capacità imprenditoriale deva pure averla, e cresce il bisogno di informatica, con i gestionali che  non stanno al passo del lavoro. Primo contatto – questo potrebbe essere un contratto importante, non solo i programmi ma l’assistenza e tutto il resto, insomma tanti soldi e tanto margine per il nostro budget.

“Sì, amore, va tutto bene adesso”. Non sto facendo niente, sto solo pensando alla lunga trattativa, ed al cliente che mi guardava le tette ed infilava in ogni frase orribili doppi sensi osceni. Il guaio era che io rispondevo a tono e mi piaceva, ed in fondo al cervello ronzava un pensierino che mi ancora mi terrorizza, cioè mi chiedevo come sarebbe stato a letto; cioè, mi era venuta una curiosità dalla quale non mi dissociavo, continuavo a pensarci e mi chiedevo, mentre presentavo i prodotti, spiegavo le possibili modifiche e personalizzazioni, se magari sarebbe stato bravo a soddisfare una donna, e che odore avrebbe avuto sotto i vestiti. No, non va bene, per niente.

“Di questa cosa dobbiamo parlare in un altra occasione, amore”. Lei si china per baciarmi la punta del naso e leccarmi le labbra con la punta della lingua: no, sono certa che una cosa del genere quel tizio non penserebbe nemmeno a farla.

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