Bugie e segreti – Seconda parte

di cristinadellamore

(Segue da qui, questa è la conclusione)

La brunetta con i capelli tagliati corti e le tette quasi inesistenti ma valorizzate da un abito firmato trova il gioco molto divertente e ci spiega che prende il fidanzato per la gola, quindi si fa trovare sul tavolo da pranzo coperta solo da porzioni di sushi: un classico, lo abbiamo fatto anche noi, e mi permetto di suggerire che può anche imboccare il fidanzato senza usare le mani, poi arrossisco pensando a quella volta che lei lo ha fatto a me e ci prendiamo un applauso forse un po’ più convinto. Questa cosa che arrossisco pensando ai nostri giochi, maledizione, deve finire.

Arriva il turno della cugina che si schiarisce la gola e quando ha tutta l’attenzione del caso dichiara che per lei è molto semplice, incatena il partner, gli infila un plug nel culo e lo frusta; poi arrossisce ed è davvero un bel vedere. Ancora più belle sono le reazioni delle amiche che prima tacciono, poi spalancano la bocca e infine chiedono chiarimenti tecnici. Sembrano davvero interessatissime e mentre si discute di lubrificanti e di dilatazioni prevedo tempi duri per i loro fidanzati. Io lo penso e lei lo dice a voce alta, scatenando una incontenibile ilarità.

Ovviamente dopo questa uscita perdiamo completamente interesse per le successive confessioni, che in effetti sono interessanti: tipo l’amica integerrimo magistrato alla Procura antimafia che si diverte a fare piedino sotto al tavolo durante le cene più o meno di lavoro e che ci ha anche raccontato di quella volta che sbagliò piede; coerente fino in fondo, per quella sera liquidò l’amante in titolo e rimorchiò un sorpreso ma aitante ispettore di polizia che si dimostrò all’altezza della situazione.

Solo che adesso tocca a me? Cosa racconto, magari di quando mi penetro col dildo più grosso davanti agli occhi innamorati di lei, o di quando, inginocchiata, porgo educatamente sulle due mani il collare perché lei me lo metta ben stretto? Non faccio in tempo, lei infila ancora più a fondo le dita dentro di me e risponde al posto mio.

“Non ha bisogno di fare qualcosa per eccitarmi. È il mio amore, per me basta che esista”. Dovrei arrossire? Invece no. Mi metto a piangere, proprio come una cretina, a rischio di rovinare l’atmosfera di festa.

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