Compagnia

di cristinadellamore

Ho riconquistato il mio posto sul venerabile parquet ai piedi di lei; ho indossato, come lei mi ha chiesto, la felpa più grossa ed informe che abbiamo in casa, del papà di lei che all’epoca era ingrassato un po’ ed il reggiseno a balconcino, ed infine uno dei perizoma che lei indossa sotto i pantaloni dei tailleur, e devo dire che a parte qualche minuto di fastidio per il filo interdentale che affonda tra le natiche mi sta decisamente bene, devo prendere in considerazione l’idea di usarli anche io al posto delle culottes. Lei si è accomodata in poltrona ed ha appoggiato le gambe ad un bracciolo, così ho potuto verificare che dopo la corsa e la doccia non ha messo altro che una felpa molto più aderente e sottile.

Lei mi ha sorriso per invitarmi a stare al gioco, e figuriamoci se non lo faccio; anzi, comincio a massaggiare gentilmente le caviglie sottili e poi i piedini eleganti, delicati e forti; è un supplizio di Tantalo, nel suo angolo, alla scrivania, c’è la cugina saggiamente in tuta e calzettoni di lana che tiene sì il naso affondato in un librone dalle pagine ingiallite e dall’aspetto sconfortante ma che ogni tanto mi sembra alzi lo sguardo e controlli la situazione. Magari sarà il mio culetto rotondo, che appare e scompare sotto l’orlo della felpa e che sembra nudo ad attirare l’attenzione, chi può dirlo.

“Continua pure, amore, è molto gradevole”. Lei mi incoraggia e si gode le coccole che le sto facendo: sa benissimo che vorrei sostituire le mani con labbra e lingua, e insomma è davvero un bel gioco di dominazione e desiderio quello che stiamo facendo. Incrocio lo sguardo di lei che mi promette che avrò tutto quello che desidero ed anche di più se saprò aspettare e raddoppio gli sforzi: fa un po’ freddo stasera, anche con i riscaldamenti al massimo, ed i piedini che sto accarezzando e sognando di leccare sono freddi.

“Domani cominciano i saldi, e dopodomani è la Befana, dobbiamo comprare i regali”.  Lei si passa lentamente la lingua sulle labbra sottili, come a mimare un bacio dei miei, di quelli che le piacciono tanto e sento un tonfo. La cugina ha lasciato cadere il librone, si profonde in scuse e lo raccoglie in fretta, era un testo del nonno di lei, più antico che vecchio, ormai, e piuttosto fragile. Poteva essere anche quello del mio cuoricino che contemporaneamente ha mancato un paio di battiti e insomma, sto anche cominciando a bagnarmi. Comunque, i giocattoli per Leo e Stellina, scelti dopo una chat semiclandestina con i genitori sono già pronti ed incartati e mia cognata passerà a prenderli domani sera per farli trovare, puntuali, al mattino; i bambini ci potranno ringraziare quando ci presenteremo per il rito dell’ultima mangiata delle feste, con la speranza che Leo non mi prenda da parte per farmi qualche domanda complicata sulle ragazze e su come renderle felici. Quindi lei sta parlando di regali per noi. Mi irrigidisco e per un istante smetto di massaggiare i piedini, e improvvisamente mi passa anche, solo per un istante, il desiderio di lei.

“Io ho già pensato a fare una piccola sorpresa a testa, me ne aspetto una anche io. Amore, perché ti sei fermata? Era così rilassante”. Chino il capo e riprendo il mio lavoro e sento come una brezza la carezza di lei sul mio capo. D’accordo, mi è immediatamente chiaro cosa comprare per lei, a costo di dare fondo alla mia carta di credito, proprio stamattina ho visto un bellissimo braccialetto, oro e smalto, ed ho pensato che a lei starebbe benissimo. Ho riconquistato la serenità è mi è ritornata, prepotente, la voglia di lei. Chino il capo per nascondere un sorrise e finalmente lecco il piedino che ho lì sotto il naso pensando che il regalo alla cugina già l’ho fatto, il panorama del mio sedere nudo.

 

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