Inviti – Seconda parte

di cristinadellamore

(La parte precedente è qui)

Vesna si è accomodata sul bracciolo di un bellissimo divano e mostra tutto quello che una ragazza dovrebbe mostrare solo al suo uomo o, al massimo, al suo medico; scopro che il padrone di casa, che è stato parecchi anni distaccato alla Comunità Europea, la ha conosciuta in occasione di un viaggio di lavoro e visto che guadagnava tantissimo si è potuto permettere casa e arredamento. Scopro anche che questa bella ragazza – niente da dire, è solo la verità – è serba ed ex indossatrice di biancheria intima: adesso fa la casalinga ma sta pensando, dice, di mettere a frutto la sua conoscenza delle lingue, magari nel settore delle traduzioni giudiziarie, che io non so bene cosa siano, magari me lo farò spiegare da lei. Chiacchieriamo a lungo, anche con le altre nuove amiche che, se capisco bene, sono qui al mio medesimo titolo e scopro che il padrone di casa viene anche da una famiglia particolarmente benestante, buon per lui e per la moglie. Esposizione della mercanzia a parte, questa ragazza mi sta simpatica.

Tra chiacchiere e strane prelibatezze, tipo un salame sloveno o croato dal particolare gusto affumicato accompagnato da un gradevolissimo rosso molto meno esotico il tempo passa, io conosco un sacco di gente e finalmente lei mi fa segno che, sì, è il momento di andarcene, saluti, strette di mano e qualche abbraccio; il padrone di casa mi stringe a lungo la mano e per fortuna mi guarda negli occhi e non le tette, e dice che la settimana prossima aprirà la casa in campagna in vista del natale, e che ci vuole come ospiti anche lì, magari per tutto il fine settimana. Accidenti, cosa posso dire? Una cosa del genere è da decidere assieme: mi butto ed accetto con un sorriso falso come una banconota da quattro euro. Per fortuna intercetto lo sguardo di lei che accenna appena percettibilmente un sì: ci ho azzeccato, meno male.

“Hai fatto benissimo, amore”. Lei porta con due dita la macchinetta del car sharing sulla lunga autostrada urbana, e come sempre tiene una mano calda e forte sulla mia coscia, molto in alto, promessa di quello che accadrà quando saremo a casa. Mi coglie di sorpresa, io mi sto crogiolando nell’aspettativa di quello che lei mi farà tra poco, e quel vino che ho liberamente bevuto doveva essere un po’ traditore visto che mi sta venendo voglia di prendermi, qui ed ora, un piccolo acconto. Ritorno sulla terra e mi concentro sul profilo di lei che guida con la consueta attenzione e mi parla tenendo gli occhi fissi sulla strada, che mi sembra sgombra per l’ora, il clima e la giornata. E insomma, mi dice che con questo amico è un’ottima idea riallacciare i rapporti anche perché conosce un sacco di gente che ci può essere utile; nel senso che molti sono avvocati che lei conosce solo di nome, e non sarebbe male farsi conoscere in un nuovo giro. E poi, mi spiega affondando la carezza che non ha smesso di farmi, ci sono anche possibilità per me: potrei trovare nuovi clienti.

Bene, magari ci pensiamo domani. Annuisco, poi mi rendo conto che lei non può vedermi quindi dico che sì, è giusto, e se adesso può accelerare un po’, non vedo l’ora di arrivare a casa, e se lo fa sarà ricompensata, magari cominceremo in ascensore. Lei sorride ed obbedisce: lo sapevo, anche lei non vede l’ora.