Traffico e distintivo

di cristinadellamore

Cioè, me lo aspettavo dall’inizio di dicembre, invece il traffico è aumentato, sensibilmente, già da un bel po’, così come è peggiorato il modo di guidare e di parcheggiare dei miei carissimi concittadini. Maledizione, quando mi trovo in centro per lavoro (ormai per divertimento cerchiamo di non frequentarlo più, troppo casino a tutte le ore) mi accorgo che i vari divieti di accesso e di sosta sono considerati alla stregua di consigli, non certamente di ordini. Piazze e piazzette bellissime trasformate in parcheggi, insomma, con il suv luccicante, ma anche l’utilitaria arrugginita, la cosa è trasversale, in bella vista proprio sotto il cartello che magari minaccia la rimozione ai trasgressori.

Lei, che nel centro storico ci lavora, mi ha detto che trova difficile lasciare la Ural se arriva a studio dopo le nove del mattino e che i cartelli di divieto sono bellamente ignorati perché qui a Roma, da qualche tempo in qua, non è più possibile procedere alla rimozione forzata dei mezzi in divieto perché il Comune non riesce a predisporre il bando di gara. E poi, una volta fatta la gara, concludo io, gli sconfitti partiranno con la litania dei ricorsi al TAR, e insomma lasciamo pure la macchina dove ci pare che non succede niente.

Già, neanche una multa? Per un bel po’ no, neanche una multa: i beneamati pizzardoni – rectius membri del Corpo di Polizia di Roma Capitale – sembravano spariti dalle strade, si vedevano in giro solo gli ausiliari del traffico che possono fare multe solo per il mancato pagamento della sosta nelle zone tariffate. Risultato, parcheggi vuoti e macchine un po’ dappertutto, complimenti. Ad onore del vero c’è da dire che, negli ultimi tempi si vede in giro un po’ di vigili in più, e pare che, almeno in centro, le multe siano ricominciate; che poi le paghino è un’altra storia, magari aspetteranno il prossimo condono.

Conclusione, fino a natale mi viene proprio voglia di andare in ufficio con la metro – viaggio un po’ lungo, purtroppo, con cambio a Termini e utilizzo delle due linee: poi leggo che ogni giorno ce n’è una tra guasti, scioperi e cose del genere e decido che in fondo, un po’ di traffico è sopportabile rispetto al rischio di metterci due ore per spostarmi di quindici chilometri. Sapete, soprattutto quando stacco alle cinque, ho una gran fretta di tornare da lei.