Chiacchiere e precisione

di cristinadellamore

Dunque, telefonate, visite ai clienti, relazioni, non è che ho smesso di lavorare, ma per fortuna la cosa ha assunto, almeno per un po’, un ritmo più rilassato, almeno per me. Il commerciale continua a correre, invece, e così l’amministrativa part time che lavora il più possibile da casa e, accidenti, funziona, abbiamo gli aggiornamenti in tempo reale. Il nerd si fa vedere spesso in ufficio e mi ha anche chiesto di aiutarlo a convincere il direttore di produzione a proposito di un paio di modifiche ad un nuovo applicativo per il quale stanno arrivando un bel po’ di reclami. Comunque sia, passo molto più tempo in ufficio, e spesso mi ritrovo da sola nella stanzetta del mio team: non che la cosa mi dispiaccia, per carità: posso concentrarmi meglio soprattutto quando devo mettere in ordine i dati per le solite relazioni al direttore generale.

Solo che, non essendo abituata a starci, non chiudo mai la porta, e mi sono accorta di essere diventata improvvisamente popolare; con una scusa o un’altra, c’è una specie di processione di colleghi che passano, mi salutano e senza formalità si accomodano a chiacchierare. Insomma, come ero diventata una specie di paria, adesso sono tutti amici affettuosi.

La cosa mi dispiace? Diciamo sì e no. Mi dispiace perché la Pédégé ha tenuto una brevissima teleconferenza in cui mi ha riempito di complimenti ed ha ufficialmente comunicato che sono stata l’unica a raggiungere, addirittura in anticipo, gli obbiettivi di budget; è una piccola esagerazione, non ho lavorato da sola, ovviamente, ma altrettanto ovviamente non posso contraddirla, mi accontento di scambiare un cenno di intesa con il commerciale e gli altri membri del team.

Non mi dispiace perché sono diventata una specie di zattera di salvataggio. Insomma, tutti, commerciali, amministrativi ed anche qualche nerd, di quelli che si fanno vedere più di frequente in ufficio, vorrebbero salire a bordo, per mettere le mani sul prossimo premio di bilancio o più banalmente per non rischiare di trovarsi alla porta. Sì, perché quest’anno sono andati male anche i venditori a provvigione pura, da quello che ho orecchiato durante qualcuna di queste conversazioni con l’amministrativa bionda che si atteggia da vamp e che, in cinque minuti di conversazione con la tazza del caffè in mano è stata capace di mostrare le gambe fino all’inguine facendo una specie di passo doppio, dimostrare che non ha bisogno di reggiseno chinandosi in avanti per posare la tazza sulla scrivania e infine esibire una lingua più che agile passandosela sulle labbra ripetutamente. Voglio dire, in ufficio tutti sanno che io vivo con lei, dovrebbero rendersi anche conto che proprio per questo non sono pronta ad accettare le offerte della prima venuta.

Insomma, la cosa mi farebbe anche sorridere, solo che una delle postulanti altro non è che Sara, con la quale non ho più parlato da un sacco di tempo, visto che voleva il mio lavoro e l’ha presa molto male; e adesso è venuta a Canossa, per così dire. Dunque, in realtà io non ho certamente modo di scegliermi i collaboratori, e poi con il commerciale mi trovo finalmente benissimo dopo qualche incomprensione iniziale; devo fare la vaga, come ho fatto in tutti gli altri casi e comunque questa situazione non mi piace.

Non importa, domani ho tre appuntamenti e stasera lei mi ha promesso una sorpresa: va tutto bene, grazie.