Grandine

di cristinadellamore

Questa, con la pioggia che ogni tanto picchia contro le finestre spinta da un venticello gelato, è una serata da felpe e da qualcosa di caldo, magari ci vorrebbe anche un caminetto acceso ed un cane accovacciato ai piedi ma di questo possiamo fare a meno; sì, qualche volta ho felicemente ricoperto il ruolo della cagnolina, ma stasera non è il caso, c’è una testimone. Lei ha solennemente stappato una bottiglia di rosso che prendeva polvere da tre o quattro anni ed ha tirato fuori tre bicchieri importanti, li ha lavati con attenzione ed asciugati con cura mentre il vino prendeva un po’ di aria.

Lei ha scelto una vecchia felpa verde, molto lisa, e mi fa preoccupare: forse è troppo sottile, forse sente freddo, anche perché ai fornelli c’è la cugina, alle prese con il nostro primo minestrone invernale, arricchito da trenta centimetri di luganiga e due spicchi di aglio, e si è tirata su le maniche della felpa con la bandiera norvegese, anche questa d’epoca. Io provo ad annusare la manica della felpa blu che lei mi ha consegnato stasera con un sorriso, dopo la corsa e la doccia, in tinta con il mio caschetto che sì, dovrei far sistemare dal parrucchiere, magari il prossimo fine settimana. Lisa anche questa, abbastanza vissuta, mi piace tantissimo: però sa di pulito e basta, peccato, domani mi metto quella che ha indossato lei stasera, parola.

Mi sgranchisco le gambe, sono stata a lungo accovacciata sul divano, alle prese con una delle ultime relazioni dell’anno, e lei mi ha covata a lungo con lo sguardo; la posizione era scomoda ma non volevo privare lei dello spettacolo dei miei piedini e del mio culetto che poteva ben più che immaginare, visto che la felpa si era sollevata ben sopra le reni e sotto non indosso niente. E poi sbatto gli occhi, lei è ad un millimetro da me e mi porge il bicchiere con un fondo di vino rosso e con il segno del rossetto sul bordo; lei ha avuto modo di mettere il rossetto ed io neanche me ne sono accorta.

“Assaggia, amore, e dimmi se ti piace e se per stasera va bene secondo te”. Figuriamoci, io di vino non capisco niente, ma lascio volentieri che lei avvicini il bicchiere alle mie labbra proprio lì dove ha già bevuto lei. Rossetto e vino mischiano i sapori e sì, mi sembra perfetto. Lo dico e intanto il mio cuoricino salta un paio di battiti, lei ha rialzato appena l’orlo della felpa, sotto non porta niente ed al posto del bicchiere c’è l’adorata fessura umida, profumata e rovente, anche questa a portata delle mie labbra.

“Va bene come aperitivo ma puoi dare solo un bacetto, amore, siamo pronte per andare a tavola”. Sarà un acconto, sotto le coperte ricomincerò da dove ho interrotto.