Confermate

di cristinadellamore

Allora, lei mi aveva promesso una sorpresa ed io mi sono precipitata a casa dopo l’ultimo appuntamento della giornata senza neanche passare dall’ufficio, e sono arrivata un po’ più presto – ma sarebbe meglio dire meno tardi – del solito: insomma, il sorridente portinaio filippino non aveva ancora chiuso portone e cancello, per dire. Mi sono arrampicata per le solite rampe di scale che stavolta mi sono sembrate più ripide del solito, ma forse dipendeva da me che era più stanca e che da due giorni non trovavo il tempo per uscire a correre con lei e la cugina (la sera è troppo tardi, ormai è buio più presto e non mi fido, la mattina è troppo presto ed ho bisogno di sonno per recuperare) frugando nella borsetta per trovare le chiavi, a rischio di seminarne in contenuto in mezzo palazzo e finalmente ho aperto la porta di casa.

E lei come sempre mi viene incontro, anche se sta parlando al telefono: riconosco quello dello studio mentre mi abbraccia e riesce anche a baciarmi prima di riprendere la conversazione che sembra molto seria; lei però trova anche il modo di sorridermi, accarezzarmi il culo sulla gonna stretta e farmi segno che devo andare a cambiarmi. Mentre ascolta articola anche con le labbra di non fare la doccia, e sì che deve essersi accorta che sono un po’ sudata.

Mi stacco da lei con un certo rimpianto, nonostante l’aria più fresca ha ancora indosso solo la maglietta di cotone bianco che adoro toglierle e che non nasconde niente di lei; stasera mi sembra ancora più sottile, vedo distintamente i capezzoli diritti e gonfi e la cima della dolcissima fessura della quale non sono mai sazia. Sognando di essere già in ginocchio davanti a lei entro in camera – la nostra camera da letto, e spesso devo ripetermelo perché qualche volta ancora non ci credo – e trovo, sciorinato sul letto, quello che lei ha preparato per me.

Tutto rosso, rosso fuoco. Mutandine brasiliane, reggiseno a fascia, autoreggenti velatissime, ed un abituccio nel quale non sono certa di riuscire ad entrare, di quelli senza spalle e spalline; brillano, al posto d’onore, le decolté delle grandi occasioni, lucidate di fresco. Mi brillano gli occhi, avevo visto la biancheria e ci avevo fatto un pensierino, poi ci ho rinunciato per il prezzo assurdo: lei che mi legge nel pensiero ha esaudito due miei desideri, potrò indossarla e toglierla per lei.

Sorrido nello specchio mentre mi spoglio e mi rivesto e sì, nel vestitino che mi copre appena dalle tette alla fica e nulla lascia all’immaginazione riesco ad entrarci e non ho neanche bisogno di trattenere il respiro e intanto sono già eccitata. Quale sarà il programma della serata? Magari un party con dress code total red? Sono curiosa, e sono curiosa di vedere cosa lei ha scelto di indossare, e intanto mi accorgo che c’è un’altra piccola sorpresa per me, un rossetto nuovo dall’aspetto lussuoso che, certamente non a caso, ha lo stesso colore degli abiti.

“Sei pronta, amore?”. Lei mi chiama dall’ingresso e si fa trovare elegantissima con il completo scuro di Versace, camicia bianca, cravatta sobria e scarpe lucide: con i tacchi sono più alta di lei, e non di poco: colpo al ventre ed anche più sotto, ho immediatamente voglia di spogliarla, soprattutto per come mi guarda. Dove andiamo, mi chiedo sperando che non sia troppo lontano e contemporaneamente desiderando un lungo viaggio in macchina per accarezzare lei mentre guida.

“Siamo già arrivate, amore”, mi dice lei prendendomi per mano, e mi guida nel salotto delle grandi occasioni. Lì, si accomoda sul divano e mi fa segno di sederle in grembo. D’accordo, stasera giochiamo a qualcosa, lo scoprirò presto e intanto questo è un ottimo inizio.

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