Quotazione

di cristinadellamore

Riunione in ufficio, tanto per santificare la fine delle ferie. I grandi capi tutti schierati dietro una scrivania che sembra enorme perché è completamente sgombra, noi ammucchiati come e dove capita, e per una volta senza distinzioni tra commerciali ed amministrativi, mentre i nerd della produzione sono collegati da casa, tranne il mio, che si è presentato in ufficio e si è anche messo in ghingheri, e credo proprio che la sua nuova ragazza abbia un’ottima influenza su di lui.

I capi sono abbronzati ed in forma, ed anche noi: poi noi perderemo presto l’abbronzatura e loro molto probabilmente no, ma questa è un’altra storia. Comunque, visto che siamo in ritardo ed un po’ mi distraggo pensando a lei, siamo tutti curiosi, visto che ci hanno convocati senza un ordine del giorno: solo comunicazioni dalla direzione, magari avremo un collegamento con la Pédégé bionda e francese, in vacanza in qualche luogo bellissimo ed improbabile, e forse sarà interessante.

No, stavolta se la cavano da soli. E insomma, ci comunicano che anche per quest’anno il premio di produzione lo prendiamo l’anno prossimo, se va bene. Sì, perché sta per andare in porto il progetto di quotazione in borsa e ci verranno offerte – finalmente, dopo anni che ce ne hanno parlato per la prima volta – azioni con un aumento di capitale riservato, a prezzo di favore e con divieto di vendita per i successivi tre anni. D’accordo, dietro tutto questo ci sono meccanismi che mi sfuggono, visto che si parla anche di fusione per incorporazione di un’altra società e di altre cose abbastanza oscure, comunque il succo è che invece di prendere i soldi dal datore di lavoro bisognerà dargliene.

Quanti? Non sono io fare la domanda, perché lei mi ha insegnato a contare fino a cinque prima di parlare, specialmente quando sono incazzata. Tra i capi un attimo di silenzio, scambio di occhiate e poi ci pensa il direttore amministrativo che è il più abituato ai lavori sporchi a spiegare che sarà commisurato allo stipendio annuo lordo e se vogliamo possiamo andare a chiedere alla banca un finanziamento mettendo le azioni a garanzia, si sono attivati e ci verrà fatto un trattamento di favore, e comunque ci verranno presto consegnati tutti i documenti da firmare per aderire e lì ci sarà scritto tutto. E con questo taglia corto e ci invita, o meglio ci ordina di tornare al lavoro.

L’amministrativa part time, intanto che attraversiamo il corridoio fino al nostro piccolo ufficio, mi chiede se ha capito bene: nessuno ha detto che si tratta di una offerta dell’azienda, e che noi, magari, possiamo anche non accettarla. Giusto, non l’ho sentito nemmeno io, ma forse mi è sfuggito. Bisognerà proprio che ne parli con lei, non appena possibile.