Carne fresca

di cristinadellamore

Lei arriva stasera dopo avermi lasciata sola due giorni ed una notte ed io mi farò trovare pronta. La cugina è andata a sottomettere il professore o forse no – poi mi racconterà, ne sono certa – ed ho spazio e tempo per prepararmi come si deve. Per cominciare faccio una doccia usando il sapone nuovo, comprato stamattina, dal penetrante profumo di agrumi, e ci metto tutto il tempo che mi serve.

Mi sottopongo poi ad una attenta ispezione: tutto a posto, sono liscia e appetitosa come si deve. Posso passare alla crema della quale non posso più fare a meno: mi rende più morbida ed accogliente dove piace a lei ed ha un effetto meraviglioso anche su di me, visto che mi rende più pronta e più sensibile.

Tanto è vero che già mentre la metto comincio a sentire i consueti brividi e mi dico che la prossima volta deve pensarci lei. Accidenti, mi basta formulare il pensiero e già mi tremano le gambe, proprio come se lei fosse qui accanto a me e come se mi stesse toccando come solo lei sa fare.

E’ il momento di vestirmi. Per stasera ho scelto il pizzo bianco; sono abbastanza abbronzata perché il reggiseno a balconcino ed il piccolo perizoma risaltino e contemporaneamente esaltino la mia pelle. Ho solo qualche dubbio sulle calze: devo mettere o no le autoreggenti nere a rete? Decido di no, come decido che no, le scarpe non servono; per scrupolo controllo e sì, i piedini sono a posto, lo smalto nero quasi scintilla. Anche le mani sono a posto, con lo smalto rosso fuoco, pronte a toccare lei e degne di farlo.

Manca solo un piccolo particolare; controllo l’ora e decido che è il momento, pesco un cubetto di ghiaccio dal secchiello argentato nel quale è pronta una bottiglia importante e lo passo sui capezzoli lasciati scoperti dal reggiseno. Chiudo gli occhi per il brivido che non è solo di freddo e quando li riapro guardo e si, tutto a posto, sporgono e puntano in avanti come piace a lei.

Mi sembra di aver scordato qualcosa, corro in camera da letto per controllare e sì, il nostro strapon vibrante supertecnologico è lì, al posto d’onore sul cuscino di lei. Respiro profondamente e mi tranquillizzo.

E adesso non mi resta che sperare che il treno sia stato puntuale.