Contropiedi

di cristinadellamore

Noi eravamo pronte a fare le brave ed avevamo portato anche i costumi da bagno, ma la padrona di casa si è presentata solo con una specie di pareo trasparente e, sul fazzoletto di spiaggia di questa villa, protetto da due altissime siepi, in un istante ci siamo trovate nude, tutte quante siamo.

Ci credete se vi dico che è lei la più bella? Se non ci credete non importa, lei è mia come io sono sua, e mi sento bella a mia volta, mentre lei mi spalma la crema sulla schiena chiacchierando del più e del meno con la rossa giunonica che, guarda guarda, e’ completamente depilata come noi e si unge le grosse tette con gesti lenti mentre annuisce a qualcosa che lei ha detto in legalese stretto a proposito di beni demaniali.

Dall’altra parte la padrona di casa scuote i ricci neri e massaggia con entusiasmo il culo pallido e scarno della biondina che sembra proprio il tipo che preferisce la montagna e insomma, considerando che ci sono altre quattro belle donne tutte nude che si accarezzano con la scusa di mettersi la protezione trenta in questa bella mattina di sole mi sembra proprio di essere nei primi minuti di un film porno: solo che in un porno dopo qualche panoramica e qualche primo piano arriverebbero magari due idraulici o un giardiniere o al limite, anche se è un po’ presto, il ragazzo delle pizze che certamente rinuncerebbe ai suoi due o tre euro in cambio di un po’ di sano divertimento; qui invece ci arrangiamo da sole, la padrona di casa ha preparato due enormi caffettiere e lei mi ha lasciata sola per dieci minuti, il tempo di arrivare al bar più vicino e tornare con una quantità industriale di cornetti, e si che ieri sera si è lasciata portare sulla spiaggia e mi ha fatto a lungo l’amore sotto una luna piena quasi inquietante, ci si vedeva come di giorno.

Divago, ma mi capita sempre quando penso a lei, e ricordare quello che mi ha fatto ieri sera e’ il modo migliore per passare il tempo mentre qui si parla di lavoro e di politica; mi muovo un po’ sul lettino e cerco di tenere le mani al loro posto pensando a lei sdraiata supina, armata del nostro strapon preferito, ed a come mi sono lentamente impalata su di lei, ed a come lei, proprio al momento giusto, mi ha messo la mano sulla bocca per soffocare il grido che sembrava venire dalla fica e non dai polmoni. Mi guardo attorno dietro gli occhiali scuri e, come sempre mi capita in questi momenti, apro un po’ le gambe e socchiudo le labbra come a chiedere un bacio; lei se ne è accorta, mi sorride e fa cenno di si col capo anche se sembra interessatissima alla concione della rossa sulla morte della politica alta.

Non ci siamo accontentate. Lei risponde da lontano al mio bacio ma io la vedo non nel pieno sole ma alla luce della luna, ad offrire, immersa fino alle ginocchia, il culo alto e sodo prima ai miei baci, poi alle mie carezze ed infine alle mie dita con le quali ho penetrato a lungo la sua intimità, fino a farla gemere e finalmente a strapparle la risata di gioia. Comincio a sudare, e non per il caldo: guardo lei ed il sorriso che amo tanto vedere sulle labbra sottili è più che una promessa, si tratta di una conferma e di un giuramento.

Mi accontento, anche stasera potremo divertirci, magari mi farò portare un po’ più al largo.

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