Predisposizioni

di cristinadellamore

Approfitto di una mattina senza appuntamenti per lavorare da casa. Connessa grazie al portatile aziendale controllo i progressi del team, leggo la relazione del nerd sulla personalizzazione dei prodotti a magazzino e la inoltro al direttore generale, avvio una videoconversazione con l’amministrativa part-time che, guarda caso, si lamenta dei carichi di lavoro; anche la mia collaboratrice oggi lavora da casa, ed è perfettamente truccata, pettinata e vestita, filo di perle e camicetta bianca. Mi viene da ridere, perché io ho approfittato della mattinata così e mi sono tolta il gusto di lavorare con addosso solo la lunga maglietta bianca che, come lei e la cugina, indosso in casa nella stagione calda, non sono truccata e devo ancora lavarmi i capelli.

Comunque c’è da dire che da quando l’amministrativa part time lavora da casa due giorni la settimana è molto più produttiva, ed ha solo mezza giornata di ritardo su noi commerciali: questa è una cosa che mi riempie stupidamente di orgoglio, visto che mi sono battuta per questa cosa del lavoro flessibile.

Un suono elettronico particolarmente sgradevole annuncia che si è inserito nella conversazione anche il commerciale che oggi aveva appuntamenti solo al mattino: possibile che abbia già finito? No, mi spiega che sta sfruttando la rete del cliente per caricare la vendita appena effettuata, ci ha viste in chat e ne ha approfittato per salutarci. Cioè, per salutare l’amministrativa, traduco, che ogni tanto se lo porta a letto e non sempre ne rimane soddisfatta, da quello che mi confessa appena ne ha l’occasione.

Il commerciale taglia corto e sparisce, probabilmente irritato dalla freddezza dell’amministrativa e dal mio richiamo all’agenda. Un’occhiata all’orologio sullo schermo del computer richiama all’ordine anche me: devo prepararmi per l’appuntamento che il direttore amministrativo di una azienda a mezz’ora di strada da qui mi ha fissato praticamente per l’ora di pranzo, quindi saluto e faccio per spegnere ma l’amministrativa part time mi suggerisce di restare in linea finché non esco di casa. Giusto, è una questione di orari, ma è anche scorretto nei confronti dell’azienda, far finta di lavorare.

Non lo dico, lo penso e si capisce che lo penso, e l’amministrativa risponde alla domanda che non ho posto: vuole solo vedere quello che indosserò per l’incontro, magari le viene qualche idea. Cosa mi costa accontentarla? Va bene, ma questa è una cosa sulla quale dovrò lavorare, temo.