Acqua e fiamma

di cristinadellamore

Allora, ultimo appuntamento della giornata colpevolmente fissato con il cliente che abita a casa del diavolo, e soprattutto lontano dall’ufficio e lontanissimo da casa; quindi nessuna voglia di tassì per andare dal cliente e altro tassì per tornare in ufficio e poi da lì andare a casa, ho calcolato che se ci vado con lo scooter e torno direttamente a casa risparmio una quindicina di chilometri. Quindi mi avvio coraggiosamente sullo scooter più o meno riparato e che comunque devo decisamente cambiare, magari alla fine dell’estate.

Guidata dal navigatore del telefonino arrivo più o meno puntuale nel bel mezzo del niente, da una parte villette, dall’altra campi, in mezzo una assurda palazzina di uffici che meglio starebbe dietro casa nostra, magari, e sì, questa e la mia destinazione, e sì, mi aspettano addirittura in tre, amministratore delegato, direttore generale e direttore degli acuisti; una bella notizia, due su tre sono donne, giovani, brillanti ed eleganti. Indovinate un po’ chi è l’uomo? Ovviamente l’amministratore delegato, che poi, scopro, è il figlio del fondatore ormai presente solo in un ritratto che scimmiotta quello dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck, con le sue due figlie. Ritiro tutto.

Comunque sono proprio le figlie a seguirmi con attenzione e, poi, a condurre la trattativa: lavorano benissimo in coppia ma mi sembra siano in ferocissima concorrenza, comunque affari loro e tanti auguri per l’azienda di famiglia quando il padre si ritirerà, nel mio piccolo prevedo una ferocissima guerra di successione. Scambio di strette di mano e di biglietti da visita dopo la firma, affare fatto e no, grazie, non ho bisogno di un tassì. Le due donne mi accompagnano fino alla moto continuando a scambiarsi raffinatissime cattiverie, ultimi saluti e via.

Un chilometro e comincia a piovere: brutta notizia, perché la strada tanto per cambiare è orribile e diventa subito pericolosissima; per di più, devo mettere al riparo il telefonino che sto usando come navigatore. Dovrei anche indossare giacca e pantaloni impermeabili, ma non ne ho la minima voglia: fa un caldo boia ed arriverei a casa tutta sudata, e in fondo non piove così tanto, e poi sono abbastanza protetta da parabrezza e scudo.

Guidando con la massima cautela e sforzandomi di ricordare le indicazioni del navigatore arrivo più o meno a metà strada. Riconosco il tragitto, ora, e conosco le strade: è il caso di provare a sbrigarmi, a casa mi aspetta lei che non ho avvertito e che sarà senz’altro preoccupatissima. E adesso che non ho più la preoccupazione del percorso mi accorgo che di acqua ne ha fatta tanta e l’ho presa proprio tutta. Siccome non smette, quando finalmente infilo il cancello passo proprio sotto il naso del sorridente portinaio filippino che mi dedica un’occhiata un po’ strana.

Mi rendo conto del motivo in ascensore: il vestito è fradicio, domani pomeriggio dovrà andare in tintoria per vedere cosa si potrà salvare, e aderisce come una seconda pelle. Chiederò a lei, non appena entrerò in casa, se voterà per me al concorso “Miss Maglietta Bagnata”.