Assaggi

di cristinadellamore

Mi arriva un messaggino di lei, un cuoricino e due bicchieri per ricordarmi che stasera c’è la degustazione di bollicine all’enoteca dietro casa. Controllo l’agenda e mi accorgo che, se stresso un po’ l’ultimo appuntamento, posso farcela. Anche perché per fortuna è in centro, nello studio di un commercialista cui dedico una seconda visita sperando che compri qualcosa di’altro dopo il piccolo gestionale che gli ho affibbiato un paio di anni fa.

Insomma, ci metto un po’, venticinque minuti duranti i quali il cliente non ha staccato lo sguardo dalle mie tette e ogni volta che apriva bocca mi aspettavo un invito a cena. Poco male, vendita fatta, sia pure di una stupidaggine, e credo che l’abbia fatto apposta per poterci incontrare un’altra volta, poi tiro un po’ il collo allo scooter per arrivare puntuale e mi accorgo che nonostante tutto ancora non va come dovrebbe, bisognerà ripassare dal meccanico. Non stasera, ovviamente, anche perché domani è previsto uno sciopero dell’ATAC con annesso casino di traffico e dipendente impossibilità di trovare un tassì.

In garage c’è già la Ural, il motore è caldo, lei deve essere arrivata da poco. Un’occhiata allo specchietto per controllare il trucco che ha resistiti abbastanza bene, la gonna è un po’ stazzonata ma non importa, mi avvio di buon passo e intanto sbottono un po’ di più la camicetta, schivo un paio di buche sul marciapiede ed eccomi a destinazione.

L’enoteca è piccola e stracolma di gente, sul bancone a elle i secchielli argentati per tenere in fresco lo spumante bresciano e vassoi con qualche cosa da mangiare. Vedo lei e la cugina intente a studiare un calice pieno; sono vestite da donne in carriera, tailleur pantaloni grigio chiaro per la cugina, rosso fuoco per lei, e le sta benissimo. Nel casino mi avvicino ma non riesco, nemmeno stavolta, a cogliere lei di sorpresa: senza nemmeno voltarsi mi saluta: “Benvenuta, amore, hai fatto un po’ tardi”, e finalmente si volta e mi esplode addosso il sorriso di lei. Un sorriso che dice tutto, e so che stasera mi punirà per il mio ritardo, e già mi chiedo come, anche se già so che sarà delizioso.

“Assaggia, amore”, e mi porge il calice nel quale bagno le labbra. In realtà non vado pazza per lo spumante ma mi sembra ottimo, guardo lei che annuisce e prendo un bel sorso che mi va subito alla testa. Giusto, in tutta la giornata ho mangiato solo un kiwi ed un pugno di ciliegie. Barcollo un po’ sui tacchi alti quando qualcuno mi spinge per arrivare al bancone sul quale si sono materializzati i vassoi con qualcosa da mangiare; saluto il figlio del titolare che sembra impegnatissimo in una conversazione con due clienti dall’aspetto particolarmente danaroso e che trova il modo di ricambiare; lei mi prende sottobraccio e mi porge qualcos’altro.

“Mangia questo, amore”. Questo è un quadratino di pizza bianca ancora tiepida con una fettina di mortadella. Magnifico, lo faccio sparire in un attimo e ci bevo sopra un altro calice che lei mi porge, e che mi sembra diverso. O è per quello che ho mangiato prima?

“No, sono due qualità diverse, amore, e penso che le prendere tutte e due. Ne vorrei stappare una stasera, che ne dici?”. Quello che desidera per me va benissimo, che domande. La cugina interviene ricordandoci che stasera lei esce con il professore, e resta da lui.

“Allora di bottiglie ne prendiamo quattro, se mi aiuti a portarle, amore. Perché stasera ne dobbiamo assolutamente stappare una, e tu sai perché”. Mi sorride e mi viene una gran voglia di baciarla: con una bottiglia vuota lei sa fare tante cose, tutte meravigliose.

Annunci